Dopo anni di attesa, l’universo di Gilead torna sullo schermo con The testaments, la serie sequel di The Handmaid’s tale. Disponibile per la visione sulla piattaforma streaming Disney plus dall’8 aprile con un nuovo episodio ogni settimana, il mercoledì.
Ma questa volta qualcosa è cambiato, non siamo più davanti “solo” a una storia di fuga e resistenza, The Testaments ci fa entrare ancora più a fondo nei meccaniscmi del regime e ci mostra come Gilead riesca a sopravvivere nel tempo.
1. Un sequel che cambia completamente prospettiva
Se The Handmaid’s Tale raccontava la lotta contro il sistema, The Testaments si concentra su chi quel sistema lo vive ogni giorno come normalità. La narrazione si amplia e diventa meno concentrata su un’unica protagonista. E il risultato è un’osservazione più sottile e più inquietante di cos’è davvero Gilead.
2. Agnes Jemima
La vera svolta della serie sta qui: non seguiremo più solo chi cerca di scappare, ma anche chi è nato fuori dal regime, ma poi è cresciuto all’interno di Gilead. Tra questi c’è Agnes Jemima (, figlia biologica June Osborne (Elisabeth Moss) strappatale all’inizio, quando Gilead le ha catturate. E poi affidata e cresciuta come figlia di un Comandante e sua moglie.
Agnes non ricorda il mondo di prima, era troppo piccola, non ha avuto modo di viverlo e né sua madre biologica. per lei, Gilead non è una prigione è semplicemente il suo mondo, l’unico mondo che conosce.
3. La scuola delle “brave mogli”
Uno degli aspetti più interessanti della serie è l’approfondimento sull’educazione delle ragazze. Agnes si trova già all’interno del percorso che la porterà a diventare una “buona moglie” ed è una “ragazza prugna“. Frequenta la scuola riservata alle figlie dei Comandanti e ha raggiunto l’età in cui il suo ruolo nella società sta per essere definito.
Qui The Testaments ci mostra un lato molto inquietante del regime dall’interno, Gilead non si limita a imporre regole, ma costruisce l’identità, le aspettative e i desideri fin dall’infanzia.
4. Daisy la “ragazza perla”
Accanto ad Agnes, la serie introduce Daisy, cresciuta lontano da Gilead, ma in realtà legata a quel mondo più di quanto immagini. Daisy è infatti nata a Gilead ed è stata messa in salvo da Mayday (l’organizzazione di resistenza) e affidata ad una coppia. Cresciuta nel mondo “libero”, scopre solo in seguito la verità sulle sue origini.
Il suo percorso la porterà a entrare direttamente nel cuore del sistema, assumendo il ruolo di “ragazza perla” per infiltrarsi nella scuola delle future mogli. Attraverso lei torneremo a guardare Gilead con occhi esterni, ma questa volta, dall’interno.
5. Il contrasto tra Agnes e Daisy
Il cuore di The Testaments sta nel contrasto tra Agnes e Daisy.
Due ragazze, due percorsi opposti:
- Una cresciuta dentro Gilead, che la considera normale
- L’altra cresciuta fuori, che deve imparare a conoscerla
Eppure entrambe, in modi diversi, finiscono per essere coinvolte nello stesso meccanismo. E questo ci mostra una cosa molto potente, The Testament non ci mette davanti solo alla violenza del regime che già conosciamo, ma alla sua capacità di adattarsi, infiltrarsi e perpetuarsi.
The Testaments non si limita a continuare una storia già nota, ma ne cambia il significato. Se la serie originale mostrava cosa significa vivere sotto un regime, questa nuova fase si interroga su qualcosa di aconra piu complesso: cosa succede quando quel regime diventa l’unica realtà che conosci?
E quando sai di essere oppressa, la domanda diventa inevitabile, sei davvero libera?
Se questo è solo l’inizio The Testaments promette di portarci ancora più a fondo in un mondo che credevamo di conoscere, ma che forse, non abbiamo mai davvero capito fino in fondo.


