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In EvidenzaSerie TV

Euphoria: Spiegazione del finale che ha shockato i fan

La grazia finale di Rue Bennett, un finale giusto o sbagliato?

Federica Di Giacinto
4 Giugno 2026
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9 Min
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Euphoria, la serie drama scritta e diretta da Sam Levinson che dal 2019, raccontando di eccessi e errori umani e i propri risvolti, ha fatto rimanere di stucco tutti i fan con un finale inaspettato, al centro di polemiche. Oggi, noi facciamo chiarezza sul finale della serie che aveva segnato una nuova rivoluzione di genere e una generazione di spettatori dedicati alle tematiche delicate, trattate.

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ATTENZIONE SPOILER: Se non hai ancora visto l’ultimo episodio di Euphoria stagione 3, prosegui a tuo rischio e pericolo per gli spoiler.

Miele per le Api

Sembrava che tutto andasse bene, Rue aveva avuto successo con l’operazione di polizia in copertura (anche se nessuno le credeva), Cassie era finalmente uscita da quel circolo vizioso lasciato e causato in parte da Nate Jacobs, grazie all’aiuto di Maddy che aveva stretto accordi con Alamo, conoscenza avvenuta tramite Rue; eppure, qualcosa non quadrava. Era stato troppo facile incastrare Lory (con la sua conseguente morte per non farsi catturare dalla polizia) e dare del filo da torcere ad Alamo.

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Scappando dalla “residenza” di Lory dopo aver attuato il piano finale ingannando al tempo stesso sia Lory che Alamo per far funzionare l’operazione con la Polizia, ed esserne uscita mal ridotta incontra Alamo per parlare della “missione” apparentemente riuscita (ovvero mettere nei guai Lory). Alamo elogia Rue, le dice che è stata brava dandole persino una lauda ricompensa in denaro; Tuttavia, offre a Rue una pasticca a base di fentanyl per far passare il dolore: “lo uso anche io per i dolori alla schiena, ma mi raccomando non abusarne”. Detto questo, lascia la confezione di pasticche sul tavolo davanti a Rue. Eppure, Alamo sa benissimo che per Rue, essendo una ex-tossica mai uscita veramente dalla dipendenza, è come mettere del miele per le api.

La meritata Pace

A un certo punto dell’episodio, meno della metà circa, già accade il finale senza che ce ne rendiamo conto. Ciò che doveva succedere, è già successo.

Tornando a casa di Ali (il “tutor” di Rue per uscire dalla droga), Rue passa la notte lì, parlando con Ali di ciò che è successo e di Dio (un tema al centro di questa stagione dopo un iniziale rifiuto da parte di Rue nella precedente), ascoltando un audio-libro sulla Bibbia, che recitava il seguente passaggio:

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“La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu.

Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre. (Genesi, Capitolo 1, versetto 3).

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La scelta di mettere il tema religioso in una serie che parla di eccessi è stata sicuramente una buona e coraggiosa scelta, che quasi nessuno farebbe, ma è vero che molti in difficoltà si recano da qualsiasi Dio essi credano.

La fine dell’Euforia

Il risveglio di Rue a casa di Ali è fondamentale per capire la cronologia degli eventi:

Rue sembra risvegliarsi sempre a casa di Ali, la prima cosa che nota è il notiziario che annuncia la fuga di Fezco (interpretato da Agustus Cloud, scomparso a metà delle riprese della terza stagione), personaggio storico finito in prigione a cui Rue aveva promesso di venire a riprenderlo qualora fosse riuscito a fuggire.

Così Rue parte, Ali tenta di fermarla ma non ci riesce, e si incammina, prende l’auto, la stessa con cui era tornata a casa con la madre nella prima stagione dal centro disintossicazione, la stessa con cui aveva notato Jules in bicicletta, e da cui era scappata nella seconda stagione, correndo in mezzo al traffico; sembra un flashback colmo di reference alle stagioni passate, piccoli easter egg.

Ma la realtà, è che quando Rue abbraccia finalmente Fezco, e tiene per mano sua madre… Si tratta di un’allucinazione. Perché Rue è in Overdose.

Il destino del “buono e cattivo”

Nella stessa notte in cui Maddy si reca da Alamo, Ali decide di vendicare Rue. Rimettendosi la sua uniforme da soldato, si reca nel nightclub di Alamo e dopo aver scatenato il panico, con l’aiuto di uno dei “collaboratori” e aver sfidato a duello Alamo (il quale conversando con Maddy aveva espresso il desiderio di “vivere il desiderio Americano” e mettere fine alla sua vita criminale), riesce a “imbrogliare”; Alamo si ritrova con una pistola scarica e Martin ha finalmente l’occasione di di mettere fine a tutto.

Secondo Ali, (o Martin Mcqueen come scopriremo) una persona può rientrare solo in una di queste due definizioni; o sei interamente buono o interamente malvagio.

vendi droga ai ragazzini? Non me ne frega un cazzo, sei malvagio.

In soldoni, quello che Martin voleva dire con questa frase, è che il mondo è pieno di “malvagi e buoni”, almeno secondo il suo personaggio; stanco di vedere persone lasciarlo, il mondo è in bianco e nero.

Il personaggio che “tormenta la narrazione”

Rue è il personaggio che tormenterà la narrativa di Euphoria e che lo ha sempre fatto. Come dimostra l’angoscia di Lexi dopo la morte di Rue, vedendo sempre la Bibbia lasciata sul tavolo che la fissava e avendo il coraggio di metterla in libreria solo dopo un mese.

Alla proposta di lavoro di Cassie, mentre al nightclub di Alamo stava per scatenarsi l’inferno grazie ad Ali, Lexi rifiuta, e questo ci dà un barlume di ciò che Lexi era sempre stata prima dell’ “inizio della fine”; l’unico personaggio con un po’ di buon senso e morale, diventato cinico e invidioso nella terza stagione; un arco narrativo aspro che ha lasciato i fan ancora più al buio, nel bisogno di un “faro morale”, spingendoli però, per una buona volta nelle mani di Rue che nonostante tutto ha fatto del suo meglio per uscire dalla dipendenza mentre il mondo le crollava addosso.

Senza famiglia, l’ex che l’ha usata per l’ennesima volta, i giri di droga e criminalità da cui non sapeva come uscirne e quando ha cercato di fare l’unica cosa buona, nessuno le ha creduto nel suo momento più vulnerabile eppure più invisibile.

Quanto contano la sensibilità, l’amore e i sogni e le parole di un drogato? O di qualsiasi persona in difficoltà? Rue ci fa riflettere su questo durante tutto il suo arco narrativo fin dalla prima stagione e con un exploit nella terza, aggrappandosi alla fede in Dio.

Se solo ci fosse della compassione in questo mondo.

La reazione dei fan

Un finale che si concentra su Rue, giustamente, ma è legittimo farsi due domande se tutti gli altri personaggi abbiano avuto l’arco narrativo, di evoluzione coerente e completo. E.G. Jules non ha avuto un’evoluzione, è rimasta ciò che è sempre stata.

Infatti a molti è sembrata una fine affrettata, realizzata nel peggior modo possibile, ad altri giusta, realistica, ma ci si chiede se davvero la fine del personaggio di Rue fosse l’unico finale possibile, pur rispettando le idee del creatore della serie.

Con questo, tra i pregi e i difetti, si conclude una delle serie più popolari dell’ultimo decennio e che continuerà sicuramente a fare da riferimento per il genere e a far parlare di sé.

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DiFederica Di Giacinto
Content Writer su NerdPool.it, appassionata di cinema e letteratura con Focus sulla narrativa classica e sceneggiatura cinematografica.
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