Questo weekend offre due strade ai cinefili: chi preferisce il divano e la copertina può godersi The Rip, il nuovo action con Ben Affleck e Matt Damon su Netflix, ma per chi ha il coraggio di affrontare il freddo e il buio della sala, l’appuntamento è con l’orrore: il secondo capitolo della nuova trilogia, 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa (28 Years Later: The Bone Temple), è sbarcato al cinema.
Diretto da Nia DaCosta, il film riprende la corsa per la sopravvivenza del Dr. Kelson (Ralph Fiennes), Spike (Alfie Williams) e Jimmy Crystal (Jack O’Connell). Ma quando si accendono le luci, resta il dubbio amletico: bisogna restare seduti?
In Breve
- No, non c’è una scena post-credit: Una volta iniziati i titoli di coda, lo spettacolo è ufficialmente finito.
- Sì, c’è un epilogo: Come nel film precedente, la narrazione si chiude con una sequenza “epilogo” posta immediatamente prima dei crediti finali.
- Perché è importante: Questa scena è il collante narrativo essenziale per il terzo e ultimo film della saga.
C’è una scena dopo i titoli di coda di 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa?
La risposta veloce è no, potete tranquillamente uscire dal cinema alla fine del film.
Niente attese, ma occhi aperti sul finale
A differenza dei blockbuster stile Marvel a cui siamo abituati, la produzione di 28 Anni Dopo ha scelto di non nascondere “easter egg” alla fine del rullo. Nia DaCosta ha concentrato tutte le informazioni vitali all’interno del minutaggio principale.
Tuttavia, è cruciale non scambiare la dissolvenza verso l’epilogo per la fine del film. Quello che vedrete negli ultimi istanti prima dei nomi del cast non è solo una chiusura, ma un vero e proprio ponte verso il gran finale della trilogia. Perderselo significa arrivare al prossimo capitolo con un buco di trama difficile da colmare.
Quindi, godetevi il film, trattenete il fiato per l’epilogo, e poi sentitevi liberi di correre verso l’uscita appena appare il nome del regista.




