Ogni anno la stessa storia: arriva dicembre e Netflix inonda il catalogo con una marea di contenuti a tema. Se vi siete sentiti persi facendo scrolling infinito nel tentativo di evitare l’ennesima commedia romantica fatta con lo stampino, non siete soli. La verità è che in mezzo a tanti “filler” natalizi, ci sono delle perle che l’algoritmo o la scarsa promozione hanno fatto passare in sordina. Non parliamo di capolavori che hanno riscritto la storia del cinema, ma di produzioni creative, divertenti e solide che meritano il vostro tempo molto più dell’ennesimo Principe di Natale.
In breve
- Chi ha ucciso Babbo Natale? è un caos improvvisato geniale per chi odia i cliché sdolcinati.
- Jingle Jangle offre una produzione visiva sontuosa per gli amanti del musical.
- That Christmas punta su un’animazione emotiva ma onesta, senza forzature lacrimapersona.
- Klaus è semplicemente uno dei migliori film di Natale di sempre, oscurdato ingiustamente ai grandi premi.
4) Chi ha ucciso Babbo Natale? Un mistero a Murderville
Se pensate che i film natalizi siano solo buoni sentimenti e redenzione, Murderville è qui per farvi cambiare idea. La premessa vede il detective Terry Seattle (Will Arnett), che odia il Natale, alle prese con l’omicidio di Babbo Natale. Il twist? Le guest star come Jason Bateman e Maya Rudolph non hanno un copione. Devono improvvisare tutto.
Il risultato è un disastro esilarante. Non c’è la classica morale di fine anno, solo comicità tagliente e situazioni che crollano nel caos più totale (in senso positivo). Se volete ridere senza sorbirvi la “melassa” tipica del periodo, questo speciale di Netflix è l’antidoto perfetto.
3) Jingle Jangle: Un’avventura natalizia
Molti lo hanno saltato a piè pari etichettandolo come “il solito musical per bambini”, ma Jingle Jangle è visivamente una spanna sopra la media. La storia segue Jeronicus Jangle (Forest Whitaker), un inventore geniale che deve ritrovare la sua scintilla creativa.
Quello che colpisce qui non è solo la trama, ma il world-building: un mix di estetica steampunk, colori vibranti e una colonna sonora che ha un’anima precisa. Sembra un gigantesco giocattolo che prende vita. È un film con una visione artistica chiara, non un progetto messo in piedi col pilota automatico. Se vi piace il ritmo e il design curato, dategli una chance.
2) That Christmas
Ecco un altro titolo d’animazione che rischia di perdersi nel feed. That Christmas fa una cosa difficile: emozionare senza essere stucchevole. Ambientato in una cittadina costiera durante una bufera di neve, intreccia diverse storie di famiglie, errori e riconciliazioni.
Il punto di forza è la scrittura di Richard Curtis (sì, quello di Love Actually, ma in versione animata e più soft). Non cerca di strapparvi le lacrime con la forza, ma costruisce relazioni credibili e conflitti in cui è facile rispecchiarsi. È un’animazione “grounded”, onesta, perfetta per chi cerca quel calore natalizio autentico e non plastificato.
1) Klaus – I segreti del Natale
Smettiamola di girarci intorno: Klaus non è solo un “buon film di Natale”, è un instant classic che avrebbe meritato l’Oscar (e le polemiche sulla sua mancata vittoria bruciano ancora). Sergio Pablos e il suo team hanno reimmaginato le origini di Babbo Natale attraverso gli occhi di un postino viziato e di un giocattolo solitario.
Tecnicamente è sbalorditivo, con un’animazione 2D che sembra 3D grazie a un uso della luce rivoluzionario. La sceneggiatura è intelligente, divertente e priva di quella retorica stantia che affligge il genere. Se c’è un solo film da recuperare in questa lista, è questo. Klaus è la prova che si possono ancora raccontare storie originali sul Natale.


