Tra i tanti soprannomi che accompagnano Batman, tra i più importanti si può sicuramente annoverare “detective migliore del mondo”. Questa espressione, che nell’ambito dell’universo DC connota Batman e gli è valso il rispetto di altri personaggi ben più potenti (Justice League in primis), è stata meritatamente esplorata tanto in storie singole quanto in cicli più lunghi e complessi: autori del calibro di Brubaker e Morrison si sono cimentati a narrare queste imprese in storie in cui a far da padrone non era la forza bruta ma l’intelletto e la capacità d’analisi.
Le storie presenti in questo primo volume di Batman Confidential, edito da Panini Comics, si inseriscono proprio in questo lungo solco: subentrando alla blasonata serie Legends of the dark knight (che sta vedendo un nuovo ciclo di ristampe in brossurati sempre da Panini) Batman Confidential presenta storie articolate solitamente sui 6/7 numeri che risultano perfettamente fruibili come letture una tantum che non seguono una continuity particolarmente stratificata.

I primi “casi” del detective
Nel primo volume sono contenuti i primi due cicli di storie: Regole di ingaggio e Amanti e pazzi. La prima, sceneggiata da Andy Diggle e disegnata da Whilce Portacio, mette in scena uno scontro su più livelli tra Bruce Wayne e Lex Luthor. La schermaglia tra i due, tanto sul piano economico e morale quanto su quello fisico, si inserisce nei primi anni di attività del cavaliere oscuro e rappresenta una rilettura del personaggio di Bruce Wayne: da individuo esclusivamente focalizzato sulla sua “missione” notturna, Bruce diventa una persona completa che abbraccia l’eredità dei genitori, in quella dualità di filantropo/eroe mascherato che è ormai canonica nel personaggio ma che poteva ancora essere esplorata più abbondantemente quasi vent’anni fa. Diggle crea una sceneggiatura avvincente presentando un caso di omicidio che evolve ben presto in una questione di sicurezza nazionale, con Batman impegnato su più fronti nella ricomposizione dell’affascinante puzzle ideato. Il tutto è impreziosito dal lavoro di Portacio, che pur dovendo rappresentare situazioni e attrezzature fuori dal contesto urbano prevalente nelle storie di Batman, assume comunque un tratto realistico e molto dettagliato, contribuendo a una resa verosimile anche degli elementi più disparati.
Amanti e pazzi, la seconda storia in sei capitoli che conclude questo volume, è invece sceneggiata da Michael Green e disegnata da Denys Cowan. Anche qui il pretesto narrativo è tanto semplice quanto efficace: immaginando un Batman operativo ancora da poco (meno di un anno per la precisione), Green immagina un “nuovo” primo incontro con il principe pagliaccio del crimine, qui sempre un passo avanti rispetto a Batman. Come nella storia precedente, c’è quindi un lavoro di ri-narrazione di elementi già assodati della mitologia del personaggio, fornendo nuovi spunti di lettura. Se nel primo arco narrativo Diggle crea una storia interessante legata a doppio filo alla nascita della Wayne Foundation, qui Green lavora per raccontare la sua particolare visione di come Batman sia entrato a contatto con il mondo criminale “super” di Gotham City. In questo secondo arco narrativo, oltre alla rilettura delle origini del Joker, trovano spazio anche varie comparse di volti noti come Harley Quinn e Spaventapasseri, qui rappresentati ben prima della loro evoluzione in criminali. La storia presenta l’interessante spunto di esplorare la psiche batmaniana, sotto la luce di uno dei più famosi interrogativi dell’universo del pipistrello: Batman nasce per fronteggiare criminali e minacce che la polizia non è in grado di affrontare, o viceversa è la presenza di Batman a far nascere questo tipo di supercriminali?

Un batman per tutti
Se, come si può evincere, gli spunti di lettura e di riflessione sono molteplici, la validità del volume può essere riassunta in una serie di punti chiave che andremo adesso a considerare. Il primo e più grande problema che affigge personaggi come Batman e affini sta innanzitutto nell’elevata produzione di storie: con decenni di pubblicazioni alle spalle, è infatti abbastanza plausibile che determinate storie, raccolte in volume, necessitino di letture pregresse per poter essere fruite al meglio e per poter cogliere tutti i riferimenti (e persino le storie che legano i protagonisti). Batman Confidential, seguendo quanto fatto con la già richiamata Legends of the dark knight, evita sapientemente questo primo scoglio inserendo queste storie nel periodo di attività iniziale del crociato incappucciato: è quindi estremamente facile apprezzare le due avventure del volume, dato che l’unico elemento da conoscere è l’origine stessa di Batman, ampiamente sviscerata in più media e di notorietà elevata. Un altro aspetto che rende particolarmente apprezzabile il volume è il contenuto delle storie: come si può intuire dalla scelta del nome della serie, che richiama probabilmente L.A. Confidential, il taglio dato alle storie è di stampo crime/noir. Se nella prima storia si tende ad andare un po’ sopra le righe nella parte finale, nella seconda lo scontro con il joker assume tutti i connotati di una lotta urbana, di una sfida tra intelletti in cui le vite delle vittime del joker sono appese a un filo il cui perno è la logica, o la mancanza di essa.
Il primo volume di Batman Confidential è una lettura che funziona e appassiona perché non richiede una conoscenza enciclopedica del personaggio e perché, soprattutto, sfrutta uno dei tratti più interessanti del cavaliere oscuro. La scelta di rileggere e riscrivere momenti noti del personaggio restituisce storie fresche e intelligenti, che oltre a rinnovare certi elementi, ne danno una rappresentazione moderna, più vicina e in linea ai gusti moderni. Il recupero di questa serie è estremamente gradito non solo per tutti gli appassionati del personaggio, ma anche per coloro che cercano letture diverse dal solito e vogliono affacciarsi a un personaggio complesso e sfaccettato come Batman senza dover far fronte alla complessità della sua storia editoriale.



