Lobo è pronto a fare la sua trionfale apparizione al cinema in Supergirl di Craig Gillespie in uscita a fine giugno. Cogliamo quindi l’occasione per tornare alle origini di un personaggio che ha alle spalle trent’anni di vita editoriale e che si è fatto sempre notare per il suo essere totalmente dissacrante e fuori dalle righe. Il debutto a fumetti del “Grand’uomo” risale infatti a Omega Men 3 del 1983 da un’idea di Keith Giffen, ma la versione iniziale era piuttosto diversa da quella che conosciamo e non colpì subito il pubblico. Il vero Lobo comparve infatti solo nel 1990 nella miniserie omonima che vede lo stesso Keith Giffen alla storia, Alan Grant alla sceneggiatura e Simon Bisley ai disegni, che con il suo stile completamente folle definì per sempre il personaggio. In seguito, lo stesso team creativo si trovò a collaborare una seconda volta in Lobo’s Back del 1992, e proprio queste due storie sono state proposte di recente da Panini Comics in un volume pocket.

L’ultimo Czarniano (?)
Lobo riceve l’incarico da Vril Dox, capo del corpo di polizia L.E.G.I.O.N., di recuperare un prigioniero e portarlo da lui vivo. Lobo accetta, scoprendo solo più tardi, suo malgrado, che questa persona è Miss Tribb, un’altra czarniana e sua ex insegnante delle elementari, oltre che autrice del libro Lobo – La Biografia non autorizzata, che descrive il protagonista in maniera tutt’altro che positiva. Il primo istinto è quello di ucciderla sul posto senza pietà, ma anche una mente folle come quella di Lobo ha delle regole e il mercenario ha sempre portato a termine tutti gli incarichi ricevuti.
Nel viaggio che li aspetta, Lobo e Miss Tribb si troveranno a mettere piede su diversi pianeti, mentre sempre più persone sono sulle loro tracce per i più svariati motivi, come nel caso delle anziane signore della Legione della Moralità, che vogliono uccidere la maestra per le oscenità scritte nel suo libro, o un gruppo di camionisti spaziali che vuole invece vendicarsi delle botte prese da Lobo e ucciderlo. Sarà quindi una missione piuttosto turbolenta, che li vedrà persino alle prese con una gara di spelling.

Keith Giffen, Alan Grant e Simon Bisley realizzano la storia perfetta per presentare il personaggio di Lobo in tutto il suo splendore, nel bene e nel male. Un uomo che non accetta compromessi, spudorato e diretto, che non ha peli sulla lingua e non esita a fare del male anche solo per puro divertimento. Basti pensare a come Lobo sia l’ultimo czarniano (o quasi) semplicemente perché un giorno ha ben deciso di sterminare tutta la popolazione del suo pianeta. I quattro numeri della miniserie sono un susseguirsi di momenti ironici, botte da orbi e dialoghi taglienti con continui cambi di scenario che la rendono una lettura sempre coinvolgente e con svolte totalmente inaspettate.
Lobo è tornato
Visto il grande successo della prima storia, lo stesso team creativo è tornato due anni dopo con una seconda miniserie, Lobo’s Back, in cui ritroviamo Lobo senza soldi e a caccia di un lavoro. Il Grand’uomo si rivolge quindi a una sua vecchia conoscenza e accetta di affrontare un killer che sembra inarrestabile e forse persino più spietato e forte di Lobo. Inaspettatamente, Lobo finisce ucciso nello scontro e si ritrova nell’aldilà, con un solo pensiero in testa: tornare nel mondo dei vivi e vendicarsi. Esiste infatti un modo per reincarnarsi ma presenta qualche incognita. Immaginate ad esempio cosa potrebbe succedere se Lobo tornasse in vita nel corpo di una donna…

Che sia nel mondo terreno o in quello celeste, Lobo rimane sempre lo stesso uomo sfrontato e violento. L’Inferno non lo vuole, il Paradiso prova ad accoglierlo ma si scontra con l’impossibilità di tenerlo a freno. Nessuno vuole avere a che fare con lui e forse a buon ragione. Con questa miniserie gli autori aggiungono nuove sfumature al carattere del personaggio e lo portano a fare i conti con situazioni inedite e sempre inaspettate, come un improvviso cambio di genere o la morte per mano di un avversario.
Let there be blood
Lobo non vuole essere un eroe e non ha bisogno di ricevere apprezzamenti per quello che fa. Il suo unico scopo è guadagnare soldi, divertirsi e vivere una vita spensierata in giro per il cosmo. È un personaggio figlio degli anni ’90, di un periodo anche di innovazione nel fumetto, nel quale si cercava di spingere all’estremo su certe tematiche e anche sull’aspetto grafico e le due miniserie ne sono la perfetta espressione. Se vi piace questa tipologia di racconti, il volume pocket è l’occasione perfetta per recuperarle a un prezzo bassissimo e leggere così un pezzo di storia del fumetto. E se finite per innamorarvi di Lobo, allora potete recuperare i tre omnibus pubblicati da Panini con tutte le storie che lo hanno visto protagonista fino al 2010.


