Dopo nove romanzi che avevano costruito le fondamenta dell’Eresia di Horus, Black Library decide di fermarsi per un momento e guardare ai margini della guerra. Storie d’Eresia rappresenta la prima antologia dell’intera saga e, ancora oggi, conserva un ruolo particolare all’interno della serie. Non cerca infatti di far avanzare la trama principale, ma di allargare l’orizzonte dell’universo narrativo, mostrando eventi, personaggi e prospettive che fino a quel momento erano rimasti sullo sfondo. È un volume che si legge quasi come una raccolta di finestre aperte sul XXXI millennio: alcune spalancate su futuri archi narrativi, altre capaci di regalare momenti memorabili anche in poche decine di pagine.

La storia è fatta di mille voci, non di una sola verità.
Trama
L’antologia raccoglie sette racconti ambientati tra la Grande Crociata e i primi anni dell’Eresia.
Si passa dai giochi segreti della Legio Custodes in Giochi di Sangue di Dan Abnett, alla brutalità degli Space Wolves ne Il Lupo alle Porte di Mike Lee. Progenie della Tempesta di Anthony Reynolds approfondisce i Word Bearers, mentre La Voce di James Swallow segue le vicende di Amendera Kendel, offrendo uno sguardo diverso sul conflitto. Il Richiamo del Leone di Gav Thorpe anticipa alcuni elementi fondamentali della storia dei Dark Angels, L’Ultima Chiesa di Graham McNeill ci porta addirittura alle Guerre di Unificazione, offrendo uno dei rarissimi punti di vista dell’Imperatore, e Dopo Desh’ea di Matthew Farrer racconta il difficile primo incontro tra Angron e i World Eaters.
Sono storie autonome, ma tutte contribuiscono ad arricchire il mosaico dell’Eresia di Horus.
Recensione
Valutare Storie d’Eresia non è semplice, perché non è un romanzo vero e proprio. È una raccolta che vive di alti e bassi, inevitabili quando si alternano sette autori differenti, ognuno con il proprio stile e con obiettivi narrativi diversi.
Il vero merito del volume è quello di essere stato il primo a dimostrare quanto fosse vasto il mondo dell’Eresia. Fino a questo momento avevamo seguito quasi esclusivamente Horus, Garviel Loken e pochi altri protagonisti. Qui, invece, la prospettiva si allarga enormemente. Entrano in scena fazioni appena accennate nei romanzi precedenti, compaiono nuovi personaggi e si gettano le basi per eventi che verranno sviluppati molti libri più avanti. Rileggendo oggi questa raccolta è quasi sorprendente rendersi conto di quanti semi siano stati piantati in queste poche pagine.
La postfazione di Laurie Goulding lo spiega perfettamente: ogni racconto rappresenta una sorta di “prima volta”. La prima vera esplorazione dei Custodes come forza attiva e non semplicemente come guardie del corpo dell’Imperatore. Il primo approfondimento sugli Space Wolves e sulla sfortunata Tredicesima Compagnia. I primi indizi sul futuro dei Dark Angels. Il primo vero sguardo sull’Imperatore stesso e sulle Guerre di Unificazione. Tutti elementi che diventeranno fondamentali nello sviluppo della saga. È impossibile non condividere questa lettura dell’opera. Più che raccontare singole avventure, Storie d’Eresia amplia l’universo narrativo dell’Eresia di Horus.
Naturalmente non tutti i racconti raggiungono lo stesso livello qualitativo. Alcuni colpiscono immediatamente, altri risultano meno incisivi e sembrano quasi episodi di passaggio. È il limite principale dell’antologia: il coinvolgimento emotivo oscilla continuamente e il ritmo generale ne risente. Si passa da storie memorabili come L’Ultima Chiesa, probabilmente uno dei racconti più iconici dell’intera Black Library grazie allo straordinario dialogo filosofico tra l’Imperatore e l’ultimo sacerdote di Terra, oppure Dopo Desh’ea, che restituisce un Angron sorprendentemente umano e tragico, ad altri racconti validi ma meno memorabili.
Anche la varietà degli stili è evidente. Dan Abnett conferma la sua straordinaria capacità nel costruire tensione e mistero; Graham McNeill riesce a condensare riflessioni enormi in poche pagine; Matthew Farrer firma forse il racconto emotivamente più forte della raccolta. Gli altri autori svolgono comunque un lavoro importante nel dare spazio a Legioni e personaggi che fino a quel momento erano rimasti quasi inesplorati.
Guardando oggi questa raccolta con il senno di poi, si coglie ancora meglio il suo valore storico. Molti elementi introdotti qui sarebbero diventati protagonisti di romanzi futuri, proprio come anticipa Laurie Goulding nella postfazione. È quasi affascinante vedere la Black Library mentre inizia ad allargare progressivamente la propria “scuderia” di autori e, insieme, l’intero universo narrativo dell’Eresia. In questo senso Storie d’Eresia è molto più importante di quanto il semplice voto finale possa suggerire.
Rimane però un volume di transizione. Chi cerca un romanzo unitario potrebbe rimanere deluso dalla struttura episodica e dalla qualità inevitabilmente discontinua delle storie. Al contrario, per chi segue l’Eresia nell’ordine di pubblicazione rappresenta una tappa preziosa, capace di dare profondità all’ambientazione e di preparare il terreno per moltissimi eventi futuri.
Gli Autore
Storie d’Eresia riunisce alcuni dei nomi più importanti della Black Library.
Dan Abnett è probabilmente l’autore simbolo dell’universo di Warhammer 40.000, creatore delle saghe di Eisenhorn, Ravenor e Gli Spettri di Gaunt, oltre a numerosi romanzi dell’Eresia di Horus.
Graham McNeill è uno degli scrittori più prolifici della serie, autore di Fulgrim, Mechanicum, Mille Figli e della celebre saga di Uriel Ventris.
James Swallow ha dato vita a Nathaniel Garro e a numerosi romanzi dedicati ai Blood Angels.
Gav Thorpe è considerato uno dei massimi esperti dei Dark Angels.
Anthony Reynolds è particolarmente legato ai Word Bearers e a Khârn.
Mike Lee ha contribuito sia all’Eresia di Horus sia ad altre importanti serie fantasy della Black Library.
Matthew Farrer, infine, è apprezzato soprattutto per la sua capacità di costruire personaggi profondamente umani all’interno dell’universo di Warhammer.



