Il countdown sta per terminare.
Domani, 16 luglio, il nuovo, misterioso ed epico viaggio di Christopher Nolan arriverà finalmente nelle sale italiane. Sappiamo già che The Odyssey poggerà sulle fondamenta del poema fondativo di Omero, ma se c’è una cosa che il regista di Inception e Interstellar ci ha insegnato, è che le sue storie sono labirinti mentali, riflessioni sul tempo e discese nella mente umana.
Per prepararci al film dell’anno, abbiamo quindi deciso di esplorare questi temi attraverso la grande letteratura. Abbiamo tolto di mezzo i poemi epici e la mitologia greca per scovare cinque grandi romanzi che catturano l’anima di questo cast stellare.
Odisseo di Matt Damon: la discesa nell’abisso dell’anima con Cuore di tenebra di Joseph Conrad

Come la navigazione di Marlow lungo il fiume Congo nel capolavoro di Conrad, il viaggio di Odisseo verso Itaca è un lento e inesorabile allontanamento dalla civiltà e dalla morale ordinaria.
Più si addentra nell’ignoto dell’oceano, più Odisseo deve fare i conti con l’orrore della natura umana e con la tentazione della follia. Matt Damon darà il volto a un uomo che, per sopravvivere, rischia di trasformarsi nel colonnello Kurtz, scoprendo che il mostro più pericoloso da sconfiggere non si nasconde tra le onde, ma dentro se stesso.
Penelope di Anne Hathaway: la resistenza assoluta del cuore con L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez

Nei film di Nolan il tempo è spesso il nemico supremo, una forza spietata che distorce e logora ogni cosa. Ma la Penelope di Anne Hathaway ha un’arma segreta che flette le regole della fisica: la fedeltà assoluta.
Come il Florentino Ariza di Márquez, capace di aspettare la donna amata per più di cinquant’anni affrontando il crollo del mondo circostante, Penelope trasforma la sua attesa a Itaca in un atto di fede incrollabile. La sua famosa tela non è solo un inganno per i Proci, è il rifiuto categorico di accettare la logica distruttiva del tempo. Un amore ostinato che diventa l’unica costante gravitazionale in grado di richiamare a casa Odisseo.
Telemaco di Tom Holland: la malinconia del fantasma paterno con Norwegian Wood di Haruki Murakami

Dimenticate l’azione e i superpoteri: il Telemaco di Tom Holland è un giovane schiacciato da un’assenza devastante e da una profonda solitudine. Crescere a Itaca, all’ombra del mito di un padre mai conosciuto veramente e circondato dalla decadenza dei Proci che invadono la sua casa, lo rende il perfetto protagonista murakamiano.
Tom Holland presterà il volto a quella malinconia esistenziale, a quel senso di isolamento e alla difficoltà di trovare la propria voce mentre si è sospesi tra i fantasmi del passato e le incertezze del futuro.
Antinoo di Robert Pattinson: il fascino marcio e l’ambizione spietata con Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde

Il capo dei Proci, interpretato Robert Pattinson, trova il suo alter ego perfetto nel capolavoro di Wilde.
Antinoo non è un bruto: è magnetico, elegante, aristocratico, ma nasconde un vuoto morale spaventoso. Come Dorian Gray, usa la sua facciata impeccabile e il suo carisma per manipolare la corte di Itaca e consumarne le ricchezze, convinto di essere al di sopra di ogni punizione. È il ritratto della corruzione dell’anima nascosta dietro un volto d’angelo: un antagonista viscido e spietato che distrugge tutto ciò che tocca per il puro gusto del potere.
Atena di Zendaya: la mente superiore e strategica con Il nome della rosa di Umberto Eco

Dimenticate la divinità mitologica classica che lancia incantesimi: Atena incarna la razionalità pura e il potere della deduzione, proprio come il Guglielmo da Baskerville di Umberto Eco.
Atena si muove nell’ombra dell’epopea, guidando i passi di Odisseo attraverso un universo caotico. Non interviene con miracoli divini, ma con la forza dell’intelletto e della strategia. È la mente lucida che osserva l’enigma del cosmo e costringe i mortali a decodificarlo per potersi salvare.



