Ben Affleck è tornato a parlare della sua esperienza come Batman nel DC Extended Universe (DCEU), rivelando le vere ragioni per cui il suo personaggio non ha funzionato come sperava. In un’intervista rilasciata a GQ, l’attore e regista ha spiegato che, sebbene abbia amato interpretare il Cavaliere Oscuro, si è presto reso conto di un problema fondamentale: la visione del regista Zack Snyder e le esigenze della Warner Bros. erano in conflitto tra loro.
Un Batman troppo oscuro per il pubblico più giovane
Affleck ha spiegato che il suo Bruce Wayne invecchiato e tormentato era un’idea che lo affascinava molto. Tuttavia, l’attore si è reso conto di un problema cruciale quando persino suo figlio si è rifiutato di guardare il film perché lo trovava troppo spaventoso:
“Ho amato Batman v Superman. Mi è piaciuto molto anche girare The Flash e lavorare con Viola Davis in Suicide Squad. In termini creativi, mi piaceva l’idea di un Bruce Wayne più anziano, rotto e segnato dal passato. Era un concetto che abbiamo davvero spinto nel primo film.
Ma a un certo punto, ho capito che il tono si stava spostando su un pubblico troppo adulto. Mio figlio all’epoca non voleva nemmeno guardarlo perché gli faceva paura. Lì ho capito: ‘Oh, abbiamo un problema.’ Il regista voleva continuare su quella strada, mentre lo studio cercava di recuperare il pubblico più giovane. Due visioni diverse sono un mix disastroso.”
Un Batman che avrebbe potuto dare di più
Affleck ha interpretato Batman in ben cinque film del DCEU, alternando ruoli da protagonista (Batman v Superman, Justice League) e semplici camei (Suicide Squad, The Flash). A un certo punto, avrebbe dovuto dirigere e interpretare un film stand-alone su Batman, ma il progetto è poi passato a Matt Reeves, che ha creato un universo separato con Robert Pattinson nei panni del Crociato Incappucciato in The Batman.
La sua performance è stata ben accolta dai fan, soprattutto in Batman v Superman, dove ha dato vita a un Bruce Wayne segnato dagli anni e dalla disillusione. Tuttavia, il tono cupo dell’intero DCEU, unito ai problemi produttivi e alle pressioni dello studio, ha portato a una serie di scelte contrastanti, culminate nel disastro di Justice League.
Il fallimento del DCEU e il tentativo di recupero
Il DCEU ha avuto un’accoglienza altalenante sin dal suo esordio con Man of Steel nel 2013. La visione realistica e drammatica di Zack Snyder ha diviso il pubblico e la critica, ma il vero punto di rottura è stato Justice League nel 2017. La Warner Bros., preoccupata per il tono troppo cupo, ha affidato le riprese aggiuntive a Joss Whedon, il cui stile più leggero ha creato un pasticcio narrativo. Il risultato è stato un flop al botteghino, che ha di fatto segnato la fine del DCEU.
Con l’arrivo di James Gunn e Peter Safran, Warner Bros. ha deciso di resettare l’intero universo DC, cercando di bilanciare un pubblico più giovane con storie più mature.
Il futuro di Batman: due visioni a confronto
La decisione di rendere il Batman di Affleck più oscuro e maturo è stata una scommessa, ma ha finito per allontanare una parte del pubblico. Al contrario, il Marvel Cinematic Universe ha puntato su un tono più accessibile, garantendosi un pubblico trasversale e record al botteghino.
Oggi, DC Studios sta lavorando su due versioni diverse del personaggio:
- La saga crime di Matt Reeves, con The Batman – Part II e The Penguin, destinata a un pubblico più adulto.
- The Brave and the Bold, un nuovo film che introdurrà la Bat-Family, con un approccio più leggero per attirare anche i più giovani.
Affleck avrebbe potuto essere un Batman perfetto in un contesto narrativo più solido, ma le divergenze creative e la cattiva gestione del DCEU hanno impedito che il suo Cavaliere Oscuro raggiungesse il massimo potenziale.
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