Tutti i bambini degli anni ’90 conoscono Turbo, Sterzo e Pistone, i Biker Mice da Marte. Una squadra di topi antropomorfi intenti a salvare e proteggere la Terra da un’invasione da parte dei malvagi plutarchiani.
Nulla di più classico per le serie animate americane di quegli anni che andavano in TV, tutti volevano essere loro, topi muscolosi che sfrecciavano su potenti motociclette per prendere a cazzotti i cattivi di turno con le loro armi futuristiche e i loro impianti cibernetici.

Biker Mice da Marte, Bolidi al massimo il volume della nuova serie a fumetti edito da Panini Comics, con la storia di Melissa Flores e le matite di Francis Portela, ci racconta però una storia leggermente diversa da quella a cui siamo stati abituati da piccoli, una “Origin Story”, un occhio sui nostri eroi ancora intenti a scorrazzare per la terra rossa di Marte e a cercare di mettere i bastoni tra le ruote a malvagi invasori facendo fallire ogni azione malvagia.
Tenteranno di unirsi all’esercito di resistenza ma, la loro sregolatezza li porterà a scontrarsi con le autorità e a fare comunque tutto ciò che gli passa per le antenne pur di raggiungere il risultato.

Biker Mice, la nostalgia della gioventù
Parliamoci chiaro, questo primo volume è indirizzato a chi questi topi li ha vissuti in prima persona e in diretta sulle reti Rai; siamo di fronte all’ennesimo grimaldello che tenta di scardinare i nostri ricordi e la nostra memoria.
I millennial ricercano esattamente questo, un motivo per potersi lamentare e poter dire: “questi sì che erano cartoni”, una critica e un atteggiamento che nessuno prima di loro aveva adottato.
Questi richiami alla gioventù riportano subito alla mente tutte quelle cose che ci facevano sentire spensierati e felici senza che chiunque se ne accorgesse: il ritorno da scuola, accendere la tv e guardare i cartoni e le serie su Italia 1, iniziare a fare i compiti per poi fare merenda e sintonizzarsi su quello che tutta la TV generalista aveva da offrire per quella fascia di età come Bim Bum Bam per Mediaset o Solletico per la Rai dove andavano appunto in onda i Biker Mice da Marte. Sono principalmente mosse di marketing atte soltanto a monetizzare sulla nostalgia e sulla voglia di poter tornare indietro senza riuscirci perché: “eravamo felici e non lo sapevamo”.

Giocattoli, Giocattoli e ancora Giocattoli
Giocattoli, tutto quello che gli anni ’90 hanno prodotto in America, ma non soltanto, dal punto di vista dell’audiovisivo era destinato a diventare una serie di “pupazzetti”, non Action Figure, non sapevamo nemmeno cosa fossero ai tempi. Pubblicità psichedeliche con colori fluo sparati negli occhi e nei desideri di tutti i bambini e le bambine dell’epoca: Biker Mice, Street Sharks, Mighty Max, ecc…
Tutti nati con il solo ed unico scopo di essere prodotti crossmediali, cartoni animati e figure, non se ne salvava nessuno, bisognava averli tutti, mamma: per favore mi compri questo?
Nessuna piccola mente si salvava o riusciva a rimanere indenne a tutti quei colori e quegli stimoli, tutti correvano per i cortili o le palestre fingendo di essere uno di quei muscolosi topi in sella alle loro motociclette. Proprio perché quei prodotti erano creati con quell’unico scopo la loro scrittura non brillava di certo, dovevano essere tamarri e attirare l’attenzione per far sì che i genitori comprassero sempre più gadget: pupazzi, zaini, astucci, quaderni, vestiti di carnevale e tanto altro ancora, tutto collegato al nostro brand preferito. Eravamo felici e non lo sapevamo.

Conclusioni
Non siamo certamente di fronte a qualcosa che si possa definire un capolavoro ma, sinceramente, non ha nemmeno la pretesa di volerlo essere. Stiamo parlando di un prodotto scritto e disegnato con il solo scopo di far scendere una lacrimuccia a tutti coloro i quali hanno visto il cartone originale e che quindi sarebbero pronti a comprare il primo volume di questa nuova narrazione.
Non è certamente un fumetto indispensabile da avere nella vostra libreria, non succederebbe nulla se lo lasciaste lì sullo scaffale della vostra fumetteria di fiducia, eppure, un guizzo d’amore e di rispetto per questi enormi pupazzoni lo si può comunque trovare. Siamo di fronte soltanto ad un primo volume, la nuova storia è appena iniziata, vediamo come verrà sviluppata.



