Un romanzo che sfida la capacità di lettura del lettore: pur raccontando una storia struggente e difficoltosa, il filone narrativo si Dancing Queen di Camila Fabbri, pubblicato da Polidoro Editore è dispersivo.

Trama
Paulina è una giovane donna che vive una vita confusa e di cui sembra pentirsene. Scelte di cui si risente nei confronti di sé stessa. Un giorno, Paulina fa un incidente stradale e al risveglio sembra non ricordarsi chi è la persona che le sta di fianco, non riconosce nemmeno il cane che latra di fianco a lei.
Sembra che da quel momento il suo destino cambi, o meglio, la narrazione si trasforma e racconta di Paulina a ritroso, cosa è successo prima che tutto questo accadesse?
Scopriamo i retroscena di una protagonista stanca, di sé stessa o della vita, o più probabilmente di entrambe; l’itinerario ha le sembianze di un romanzo On the Road, il presente si frantuma così come i ricordi. Incontri, pentimenti, colpe, negligenza emotiva. Paulina affronterà sé stessa.
Felipe, cos’è che ha portato i nostri corpi a respingersi? Perché una volta riuscivamo a fare qualcosa l’uno per l’altra? Quand’è che abbiamo smesso di riuscirci? Come faccio a rintracciare il momento esatto in cui hai iniziatp a distaccarti del tutto? C’è forse un’altra? Ma resto zitta perché io non dico mai. Il silenzio è il mio compagno di banco.
Recensione
Dancing Queen offre uno spunto di trama propositivo, ma fin dalle prime pagine ci si aspetta sempre che la storia inizi, e invece siamo in un continuo loop narrativo che non sa cosa raccontare di preciso, che non ha intento, trovando difficoltà nel mostrare il suo scopo.
Pur avendo ciò che all’inizio sembra un buon protagonista con qualcosa da raccontare, non lo fa mai. Nemmeno con il metodo di narrazione a ritroso che troviamo quasi subito e ad alternanza nella lettura. C’è un principio di trama e di personaggio, ma questo non si sviluppa e non veniamo forniti neanche di una valida complessità, tale per cui fungerebbe da spiegazione ad azioni e pensieri. Il problema è, appunto, che Paulina non fa niente. E la storia non procede. Si ferma davanti ai problemi con cui Dancing Queen si presenta e non va oltre, né si cura di stabilire un rapporto con il lettore.
Dancing queen sembra voler parlare della difficoltà di una persona a rapportarsi con la società e a chiedersi a un certo punto della propria vita se qualcosa abbia mai avuto senso; Paulina ha problemi soprattutto con sé stessa e con i rapporti interpersonali. La relazione intrapresa con Felipe sembra essere naufragata e i due restano insieme solo perché non sanno cos’altro potrebbero fare, mostrando la paura di rimanere soli, ma anche la negligenza emotiva nei propri e altrui confronti. I due, sono quindi degli irresponsabili adulti e questo è una bella dimostrazione di problemi reali nel nostro mondo; tuttavia, si torna allo stesso punto: non c’è una ragione, un significativo atto della protagonista e/o dimostrazione dell’essenza di quest’ultima o del tema trattato.
Abbiamo una primissima parte di libro, circa 25 pagine che sembra mettere qualcosa di sostanzioso in tavola, temi e protagonista promettono bene, sebbene abbiamo subito un modo di linguaggio molto distaccato dal lettore, e infatti è ciò che lo fa torturare dal voler trovare a tutti i costi che prima o poi si arrivi al succo del libro. Tre cose fondamentali mancano: l’essenza della protagonista, una narrazione soddisfacente dei temi, e un linguaggio narrativo che parli al lettore. Non necessariamente “caldo” o confortante, ma che anche attraverso una propria freddezza abbia un suo appropriato linguaggio.
E specialmente per fare un libro on the road, chiaramente ci dev’essere un viaggio, emotivo e/o fisico che sia (per chiamarsi in tal maniera deve comunque affrontare un viaggio emotivo, un qualcosa che faccia evolvere la storia e/o il personaggio. E che porti a qualcosa, qualcuno, il protagonista).
Umoristico e tragico a tratti, pur volendo essere un viaggio emotivo On the Road, in circa 180 pagine, Dancing Queen non dimostra né regala nulla.
Il libro lo trovate QUI.
L’Autrice
Camila Fabbri (Buenos Aires, 1989) è una scrittrice ma anche drammaturga, sceneggiatrice, regista e attrice. Dopo aver studiato teatro alla Escuela Municipal de Arte Dramatico con Mauricio Kartun e aver scritto e diretto Brick per il Teatro Cervantes, nel 2023 ha scritto e diretto il film Clara se pierde en el bosque, di cui è anche una degli interpreti.
Scrive per Los Inurockuptibles, e per i blog di Eterna Cadencia e Culto. Nel 2015 pubblica la sua prima racccolta di racconti Los Accidentes, e nel 2019 il suo primo romanzo El dia que apagaron la luz. Nel 2021 è stata selezionata dalla rivista Granta tra i migliori giovani scrittori di lingua spagnola. I racconti Sani e Salvi (2022) sono usciti per Polidoro nel 2024. Infine, Dancing Queen è stato finalista del prestigioso Premio Herralde de Novela.



