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NerdPool > Blog > Serie TV > Due Spicci: tutto quello che c’è da sapere sulla nuova serie di Zerocalcare in arrivo su Netflix
Serie TV

Due Spicci: tutto quello che c’è da sapere sulla nuova serie di Zerocalcare in arrivo su Netflix

Dal finale di "Questo mondo non mi renderà cattivo" alle nuove canzoni di Giancane e Coez: il recap completo e le anticipazioni sul terzo capitolo.

Davide Sangalli
23 Maggio 2026
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8 Min
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Il countdown è ufficialmente iniziato: il 27 maggio 2026 Netflix rilascerà in tutto il mondo “Due Spicci”, la terza attesissima serie d’animazione scritta e diretta da Michele Rech, in arte Zerocalcare. Prodotta come sempre da Movimenti Production in collaborazione con BAO Publishing, la serie si preannuncia come il capitolo più maturo, amaro e politicamente scorretto della trilogia d’animazione del fumettista romano.

Se l’ansia generazionale o la tendenza ad andare a paranoie vi stanno bloccando, niente panico. Abbiamo raggruppato tutti i fili della memoria per fare un punto definitivo su dove eravamo rimasti e analizzare nel dettaglio ogni singola anticipazione su quello che ci aspetta.

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Il viaggio fin qui: Analisi profonda delle prime due stagioni

Le prime due serie di Zerocalcare non sono state semplici prodotti d’intrattenimento, ma veri e propri specchi in cui un’intera generazione si è guardata, spesso finendo in lacrime. Entrambe hanno ridefinito l’animazione italiana, fondendo la risata pop alla romana con profonde riflessioni etiche ed esistenziali.

1. Strappare lungo i bordi (2021): La fragilità dell’Io

La serie d’esordio è strutturata come un flusso di coscienza apparentemente disordinato, un viaggio in treno verso Biella intrapreso da Zero, Sarah e Secco. Attraverso continui flashback, aneddoti d’infanzia e digressioni esilaranti (dalla difficoltà di scegliere un film su Netflix alla filosofia dei bagni pubblici), Zero ci racconta la sua incapacità cronica di vivere la vita adulta senza sentirsi costantemente inadeguato.

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Il fulcro emotivo ruota attorno ad Alice, un’amica legata a Zero da un sentimento profondo e mai del tutto espresso, la cui fragilità interiore esplode nel finale drammatico che tutti ricordiamo.

Il nucleo tematico: L’illusione del controllo. Zero è ossessionato dall’idea di dover “strappare la vita lungo la linea tratteggiata” per costruire il futuro perfetto che la società si aspetta da lui. Il finale è un bagno di realtà violentissimo: la vita si strappa male, le linee si spezzano per tutti, ma accettare la propria vulnerabilità e capire che siamo solo “fili d’erba” in un enorme pratone è l’unico modo per non farsi schiacciare dal senso di colpa.

2. Questo mondo non mi renderà cattivo (2023): La frattura sociale

Il secondo capitolo alza il tiro e si sposta dall’angoscia puramente intima a una dimensione fortemente collettiva, sociale e politica. Il motore degli eventi è l’apertura di un centro di accoglienza per migranti a Roma Est (un quartiere di fantasia che ricalca la periferia romana cara all’autore), che spacca la comunità locale tra manifestazioni neofasciste e presidi di protesta della sinistra antifascista.

In questo clima surriscaldato si inserisce la storia di Cesare, un vecchio amico d’infanzia di Zero che torna nel quartiere dopo diversi anni passati in una comunità di recupero. Cesare è disorientato, arrabbiato, privo di prospettive, e diventa la preda perfetta per la propaganda cinica dei movimenti di estrema destra.

Il nucleo tematico: Il tradimento dei propri ideali in nome della sopravvivenza o del successo economico. La serie mette in discussione il concetto stesso di “scelta giusta”: quanto è facile rimanere puri quando la vita ti prende a pugni? Zero si ritrova intrappolato tra il desiderio di difendere i propri valori politici e il senso di colpa per non aver aiutato un amico quando era nel momento del bisogno, scoprendo che il confine tra “buoni” e “cattivi” è spaventosamente labile.

“Due Spicci”: Cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova serie?

Se le prime due serie esploravano i venti e i trent’anni, le prime disillusioni e i compromessi con il mondo esterno, Due Spicci ci catapulta dritti dentro i 40 anni. Come ha raccontato lo stesso Zerocalcare durante le prime presentazioni, questa è l’età dei bilanci definitivi, quella in cui scopri che le ferite dell’anima non si rimarginano da sole e che, a volte, “nemmeno l’amicizia o le buone intenzioni bastano a rimettere a posto i pezzi”.

L’espressione romana che dà il titolo alla serie ha una doppia valenza: ironizza sulle reali ristrettezze economiche dei personaggi, ma evoca anche la svalutazione emotiva, quel senso di valere “due spicci” di fronte a un mondo del lavoro e a una società che stritolano le aspirazioni personali.

Comparto Tecnico, Doppiaggio e Colonna Sonora

L’ossatura produttiva e artistica garantisce la continuità stilistica delle stagioni precedenti, ma introduce alcune novità che faranno la felicità dei fan.

Il Doppiaggio

Nessun cambio di rotta sulla formula che ha decretato il successo della trilogia. Zerocalcare presterà la voce alla quasi totalità dei personaggi della serie, mantenendo quel ritmo sincopato e quella parlata romana ultra-espressiva. L’immancabile eccezione è rappresentata dall’Armadillo, la personificazione cinica e pigra della coscienza di Zero, che sarà interpretato ancora una volta magistralmente da Valerio Mastandrea, le cui massime disilluse fungeranno da bussola morale (o immorale) per il protagonista.

La Colonna Sonora: Il connubio Giancane-Coez

La musica ha sempre giocato un ruolo fondamentale nelle serie di Zerocalcare, agendo come un vero e proprio amplificatore emotivo. Per Due Spicci, la squadra si allarga:

  • Giancane: Il cantautore romano torna a firmare la sigla ufficiale della serie con il brano inedito “Non ti riconosco più”, una traccia punk-folk energica e graffiante che affronta il tema del cambiamento forzato e dello smarrimento identitario.
  • Coez: La grandissima novità di questa stagione è la collaborazione con Coez, che ha scritto e inciso per la colonna sonora il brano “Ci vuole una laurea”. Si tratta di una ballata malinconica, intima e intrisa di quella tipica ironia amara che si sposa perfettamente con le atmosfere notturne e i fallimenti commerciali del locale gestito da Zero e Cinghiale.

Tabella riassuntiva

SerieAnnoFocus NarrativoAntagonista / Conflitto PrincipaleTratto Psicologico di Zero
Strappare lungo i bordi2021Il lutto, i rimpianti della prima giovinezza e l’ansia del futuro.L’inadeguatezza personale e la rigidità delle proprie aspettative.Egocentrismo difensivo, paralisi emotiva.
Questo mondo non mi renderà cattivo2023La periferia, la deriva politica e la radicalizzazione sociale.Cesare e le manipolazioni dei movimenti estremisti nel quartiere.Senso di colpa del sopravvissuto, crisi etica.

L’appuntamento è fissato per il 27 maggio 2026 su Netflix. Preparatevi a otto episodi da trenta minuti che promettono di farci ridere a squarciagola e, un secondo dopo, di lasciarci a fissare il soffitto a interrogarci sulle nostre scelte di vita.

ARGOMENTI:NetflixZercocalcare
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DiDavide Sangalli
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Figlio degli anni ‘80, orgogliosamente NERD! Appassionato di Pop Culture (specie se anni ’80 e ’90), Comics, Serie TV e Film. Collezionista compulsivo di Lego, Snapback e T-Shirt Nerd. Un giorno vorrei svegliami a Springfield e farmi una birra con Homer Simpson.
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