Pensate se foste dei fumettisti e vi chiedessero di scrivere una storia di Superman. Potrebbe non piacervi il personaggio, ma vi trovereste a lavorare su un’icona tra le più importanti del mondo del fumetto. Le responsabilità sarebbero grandi, ma altrettante le soddisfazioni. Steven T. Seagle ha una lunga carriera da produttore televisivo e scrittore e una ventina di anni fa si è trovato proprio in questa situazione, che ha raccontato in …è Superman!, una storia fortemente autobiografica e drammatica, un progetto sperimentale dove il vero protagonista è l’autore stesso, e che prende vita grazie alle tavole dipinte in maniera magistrale da Teddy Kristiansen, che gli sono valse un Eisner Award nel 2005. Approfittiamo della nuova edizione pubblicata da Panini Comics per parlarvi di questo gioiellino.

Una questione familiare
Steven non ha mai amato Superman, ha sempre pensato che la sua storia fosse troppo poco realistica e lontana dalla realtà. Al tempo stesso, il personaggio risveglia in lui un trauma mai superato dell’infanzia e un evento che ha cambiato per sempre la storia della sua famiglia. Nello specifico, il ricordo di quando lui e suo fratello erano nella sala d’attesa di un ospedale a leggere un fumetto di Superman, mentre a sua nonna veniva diagnosticata la corea di Huntington, una malattia degenerativa del sistema nervoso a carattere ereditario. Una presenza minacciosa e silenziosa che da quel momento accompagnerà lui e i suoi familiari per tutta la vita.
Tutto questo porta Steven, quindi, a rifiutare categoricamente la proposta del suo editor di scrivere Superman, mentre le persone intorno a lui cercano invece di fargli capire quanto questa possa essere un’occasione importante per un autore di fumetti, e man mano che passa il tempo in lui si fa sempre più spazio un forte conflitto interiore.
Attraverso …è Superman! Steven T. Seagle si mette completamente a nudo, senza paura di mostrarci tutte le sue debolezze. Ogni incontro che avviene nei giorni che precedono la sua decisione definitiva lo porta a ragionare su un aspetto del personaggio e questo percorso inizia a farglielo vedere in una nuova prospettiva, non più solo come una creatura aliena e distante.

L’uomo e il superuomo
Benché compaia nel titolo italiano (ma non nell’originale It’s a bird…), Superman non è il vero protagonista della storia, ma ne è comunque un elemento imprescindibile. Il racconto in prima persona dello scrittore è infatti intervallato da svariate tavole in cui Teddy Kristiansen sperimenta stili diversi per simboleggiare alcuni tratti caratteristici del personaggio, come la sua invulnerabilità o il suo sentirsi fuori posto nel mondo. Questi intermezzi rappresentano le idee che Steven sta elaborando su Superman e sono il mezzo per affrontare e riflettere su tematiche più ampie, che spesso legano i due personaggi di questo volume, quello reale e quello fittizio, l’uomo e il superuomo. In più, la storia dell’autore rende evidente anche l’importanza dei fumetti nella crescita e nello sviluppo di una persona, com’è stato per lui, fin dalla lettura di quel numero di Superman in ospedale.

Una storia davvero atipica e inaspettata, che si discosta da ogni altro racconto sull’Uomo d’Acciaio, e che mostra tutte le insicurezze di un uomo e di un fumettista, facendo risaltare al tempo stesso gli elementi fondanti del personaggio di Superman, che continuano a renderlo un’icona immortale nel panorama fumettistico mondiale.


