Ben prima del racconto di Daphne du Maurier (1952) e del film di Alfred Hitchcock (1963), Frank Baker immaginava uno scenario apocalittico e surreale già nel 1936. La casa editrice Cliquot riporta in libreria Gli uccelli e la diatriba con il regista, con la traduzione di Federico Cenci e Lucrezia Pei.

TRAMA
Il romanzo è ambientato in una Londra distopica e opprimente. Senza alcun motivo apparente, stormi immensi di uccelli d’ogni specie iniziano a occupare la città con i suoi parchi, profanando i monumenti con i loro escrementi. Ben presto, la situazione degenera e gli uccelli iniziano a manifestare risentimento e ferocia contro gli uomini tutti.
La narrazione segue il collasso psicologico e sociale di una metropoli isolata, il tutto filtrato dagli occhi del protagonista che ricorda l’accaduto in un lungo monologo interiore.
Non c’era furia nei loro attacchi, ed è questo che rendeva tutto così spaventoso. C’era solo una metodica, gelida determinazione, come se stessero eseguendo un verdetto emesso secoli fa.
RECENSIONE
A differenza della versione cinematografica di Hitchcock, dove l’attacco è una forza della natura improvvisa e scioccante, il romanzo ha una fortissima componente metafisica e allegorica: gli uccelli sembrano incarnare una punizione divina per i peccati della società moderna, su cui incombeva lo spettro della Seconda Guerra Mondiale.
Baker è in grado di costruire gradualmente un’angoscia strisciante che scava nell’impotenza dell’essere umano di fronte a qualcosa di apparentemente inspiegabile.
Il libro potete trovarlo QUI
LA DIATRIBA CON IL REGISTA
Quando nel 1963 uscì il capolavoro di Alfred Hitchcock, Frank Baker raggelò: il film non citava lui, ma il racconto di Daphne du Maurier del 1952, di cui il regista aveva regolarmente acquistato i diritti.
Tuttavia, le coincidenze erano troppe per credere alla totale buona fede e, per prima cosa Baker scrisse a Daphne du Maurier, facendole notare che la sua idea somigliava moltissimo al suo romanzo. La scrittrice negò di averlo plagiato consciamente (anche se alcuni dettagli erano evidentemente identici).
La rabbia del romanziere, allora, si diresse verso il regista che, nonostante avesse dichiarato di essersi basato sul racconto della du Maurier, mostrò un attacco di proporzioni comunitarie e cittadine (proprio come a Londra nel libro di Baker) e introdusse dinamiche psicologiche precise, come la madre gelosa e possessiva e la misteriosa donna che sembrava portarsi dietro la maledizione degli uccelli (che erano centrali nel romanzo inquisito e assenti nel racconto della du Maurier).
Frank Baker valutò seriamente di fare causa per vie legali sia alla Universal Studios che ad Alfred Hitchcock per violazione del copyright. Hitchcock, dal canto suo, si difese dichiarando di aver sviluppato la sceneggiatura insieme a Evan Hunter, partendo esclusivamente dal racconto della du Maurier e dall’attacco di uccelli marini impazziti avvenuto in California nel 1961.
Per lo scrittore, combattere contro una major di Hollywood e un regista come Hitchcock sarebbe stato un suicidio finanziario, dunque le analogie furono catalogate come coincidenze tematiche o ispirazioni archetipiche difficili da portare in tribunale.

L’AUTORE
Frank Baker nacque a Londra, sviluppando fin da giovane una grande passione per la musica sacra, tanto da lavorare come corista e organista in Cornovaglia, un luogo che ispirò profondamente la sua produzione letteraria (si veda Gli uccelli del 1936).
Il successo come scrittore arrivò con la commedia fantasy Miss Hargreaves del 1940 in cui un personaggio inventato da due giovani prende magicamente vita. Durante la Seconda Guerra Mondiale, lavorò come attore teatrale, collaborando anche come sceneggiatore e autore di radiodrammi per la BBC.
Frank Baker non ottenne soldi o riconoscimenti ufficiale nei crediti, morendo nel 1983 con l’amarezza di essere stato derubato della sua idea più geniale. Solo di recente il suo romanzo è stato riscoperto dalla critica e considerato la vera fonte ombra del capolavoro di Hitchcock.



