L’hype per The Batman: Part II continua a farsi sentire, ma i continui ritardi sulla tabella di marcia stanno mettendo a dura prova la pazienza dei fan DC.Il sequel del capolavoro noir del 2022 diretto da Matt Reeves doveva originariamente arrivare in sala a ottobre 2025. Da lì, uno slittamento al 2026, poi al 2027 e infine la doccia fredda: la nuova data di uscita ufficiale è fissata al 18 febbraio 2028.
Una distanza enorme tra i due capitoli che ha innescato un’ondata di polemiche, esplose di nuovo proprio in queste ore a causa di un video trapelato dal set.
Le riprese sono in corso, ma il film arriverà tra due anni
Tutto è partito da un nuovo video catturato sul set londinese di The Batman: Part II, diffuso in rete nelle ultime ore.La clip mostra il Bruce Wayne di Robert Pattinson farsi largo a fatica in mezzo a una folla in fermento (che secondo i leak include proteste e manifestanti). Come sempre accade per produzioni così imponenti, sbirciare dietro le quinte genera un’onda d’urto sui social. Ma stavolta, tra l’entusiasmo per il ritorno del Cavaliere Oscuro, serpeggia una domanda precisa: se il film è attualmente in fase di riprese, perché dovremo aspettare il 2028 per vederlo al cinema?
È una perplessità legittima. Molti utenti fanno notare come pellicole gargantuesche dei Marvel Studios, che ancora non hanno nemmeno battuto il primo ciak (come i futuri crossover degli Avengers), arriveranno in sala molto prima del ritorno del Crociato Incappucciato. Il malcontento sta montando rapidamente su X e Reddit: la sensazione comune è che un’attesa di sei anni tra il primo e il secondo film sia eccessiva per un franchise del genere.
La strategia di Matt Reeves e DC Studios: una lunga post-produzione
Le critiche non sono passate inosservate ai piani alti di Warner Bros. e DC Studios. Quando la notizia del rinvio al 2028 è stata ufficializzata, come riportato anche da Variety, è stata fornita una motivazione chiara: Matt Reeves girerà il film per gran parte del 2026, ma avrà bisogno di quasi due anni interi dedicati esclusivamente alla post-produzione.
James Gunn, co-CEO dei DC Studios, è intervenuto personalmente in difesa del regista, spiegando che finestre di tempo così dilatate tra un blockbuster e il suo sequel sono in realtà la prassi per opere di questa magnitudo e ambizione.L’obiettivo dichiarato è quello di non affrettare i lavori sui VFX e sul montaggio, garantendo un livello qualitativo altissimo.
C’è però un rovescio della medaglia. Spostare l’asticella delle aspettative fino al 2028 significa caricare The Batman: Part II di una pressione enorme. Se Matt Reeves sta prendendo tutto questo tempo per cesellare ogni singolo frame, il prodotto finale dovrà rasentare la perfezione.Qualsiasi inciampo qualitativo dopo sei anni di attesa verrebbe difficilmente perdonato dal pubblico. Non resta che incrociare le dita e sperare che il ritorno a Gotham City valga ogni singolo giorno di questa infinita tabella di marcia.



