Il modo in cui i personaggi di House of the Dragon percepiscono Rhaenyra Targaryen è spesso uno specchio distorto dalla paura, dal trauma o da un disperato bisogno di speranza. La forza della scrittura della serie emerge proprio quando mette a confronto le proiezioni esterne con la realtà tangibile delle relazioni personali.
C’è un parallelo sottile ma potentissimo che unisce la percezione che Alicent ha del destino dei suoi figli con il terrore e la speranza che animano il nucleo familiare intimo di Rhaenyra a Roccia del Drago.
Il riflesso di Alicent: La speranza riposta in Daeron (non una speranza bellica)
Nello scontro verbale e silenzioso tra Alicent e Rhaenyra, Alicent cerca agganci per credere che non tutto sia perduto, aggrappandosi all’idea che Rhaenyra conservi un briciolo della clemenza di un tempo. Quando si parla di Daeron, il figlio rimasto a Vecchia Città, dipinto come il più mite, ragionevole e distante dalla ferocia di Aemond o dalla distruzione di Aegon , Alicent sembra quasi cercare una garanzia implicita. Se c’è un figlio che merita di essere risparmiato, è lui. Forse proprio perché non lo ha cresciuto direttamente lei, pur essendo stata materna (spesso nei modi sbagliati purtroppo), ora che si è resa conto delle conseguenze Alicent arriva a queste conclusioni.
Ma la prospettiva dei Verdi è inevitabilmente inquinata dalla politica e dalla paranoia della guerra. Alicent proietta su Rhaenyra un’immagine di giustizia (o di vendetta) filtrata dal ruolo istituzionale della Regina dei Neri. Pensa che Rhaenyra sisa una Regina Crudele )e nei libri lo è, viene chiamata anche “Maegor con le tette” Per Alicent, la clemenza è un baratto politico, una concessione fragile appesa a un filo di memoria giovanile.
La paranoia di Rhaena contro la certezza di Daemon
Il vero contrasto concettuale, tuttavia, si consuma dalla parte opposta della scacchiera, nella dinamica che coinvolge Rhaena, Daemon e la caccia a Ladro di Pecore (Sheepstealer).
Quando Rhaena viene rintracciata da Caraxes, consumata dal terrore di aver causato indirettamente la morte di Jacaerys o di aver agito con insubordinazione, la sua reazione è viscerale: è convinta che Rhaenyra non la perdonerà mai. Nella testa di Rhaena, il dolore per la perdita di un figlio trasformerà la Regina in un carnefice imminente.
Ed è qui che interviene il corto circuito narrativo: è proprio Daemon, la figura storicamente associata all’impulsività e alla spietatezza, a riportare la realtà dei fatti sul piano umano. Daemon sa che, se spiegata la verità (ovvero che Rhaena stava solo cercando di aiutare la causa e proteggere la famiglia), Rhaenyra capirebbe.
Daemon riconosce ciò che la paranoia della guerra fa dimenticare agli altri: l‘empatia fondamentale di Rhaenyra verso la sua famiglia.
Roccia del Drago e l’istinto materno di Rhaenyra
Questa lettura di Daemon non nasce dal nulla. Trova un fondamento solido nel passato condiviso a Roccia del Drago. Per anni, Rhaena ha vissuto sotto lo stesso tetto con Baela, Jace, Lucerys e Rhaenyra.
Rhaenyra non è mai stata una matrigna distante o una figura tirannica con i figli di Daemon e Laena; al contrario, ha sempre cercato di costruire un nucleo familiare unito, trattando le nipoti e le figlie adottive con affetto e rispetto pari a quello riservato ai propri figli biologici. La sua dimensione materna e protettiva non si limita alla consanguineità diretta, ma abbraccia l’intero cerchio familiare.
La tragedia delle percezioni
Il parallelo mostra quanto la guerra separi la realtà dei legami personali dalle mostruosità create dalla paura:
- Alicent spera nella clemenza di Rhaenyra per Daeron perché vuole credere che la sua vecchia amica non sia diventata un mostro, ma lo fa dall’esterno, senza più conoscere chi Rhaenyra sia davvero diventata.
- Rhaena teme l’ira di Rhaenyra perché sopraffatta dal senso di colpa e dalla paranoia della tragedia, dimenticando temporaneamente la natura protettiva della donna che l’ha cresciuta.
- Daemon, pur con tutti i suoi difetti, è l’unico a ricordare la verità essenziale: la capacità di comprensione di Rhaenyra verso chi ama davvero non è un calcolo politico, ma un dato di fatto.
È una tragedia di incomprensioni e percezioni sfasate: mentre il mondo esterno teme il drago, chi le è stato davvero vicino sa che dietro la corona c’è ancora una donna capacissima di ascoltare e perdonare.



