Nel secondo episodio della terza stagione di House of the Dragon, assistiamo a un momento epocale per il franchise nato dalla mente di George R.R. Martin. Dopo tragedie, tradimenti e una sanguinosa guerra civile, Rhaenyra Targaryen ha finalmente raggiunto il suo obiettivo principale, segnando un primato assoluto per la storia politica di Westeros.
Attenzione! Seguono possibili spoiler! Proseguite nella lettura a vostro rischio e pericolo.
L’ascesa al Trono di Spade: il prezzo della corona in House of the Dragon 3
L’episodio 3×02 intitolato Approdo della Regina (Queen’s Landing) segna il culmine del brutale viaggio di Rhaenyra Targaryen. Lasciato Approdo del Re per Roccia del Drago alla fine della prima stagione, e vistasi usurpare la corona dal fratellastro Aegon Targaryen, la Regina Nera ha pagato un tributo incalcolabile. La perdita dei figli e un conflitto su larga scala l’hanno portata, finalmente, a reclamare la seduta forgiata da Aegon il Conquistatore.
Ma non è stato un ingresso trionfale. Arrivare alla sala del trono della Fortezza Rossa ha richiesto un ultimo, sanguinoso pedaggio politico: l’esecuzione di Otto Hightower. Come fa notare l’analisi originale di James Hunt, questo momento segna la primissima volta in cui Rhaenyra uccide direttamente qualcuno. La sua ascesa al Trono di Spade è intrisa di lacrime più che di gloria, pesantemente segnata dalle tragedie che l’hanno colpita.
Rhaenyra è la prima Regina regnante nella storia di Westeros
Nei circa 130 anni successivi alla Conquista di Aegon, il Trono di Spade ha visto succedersi sei diversi Re uomini (senza contare le reggenze temporanee come quella di Aemond Targaryen). Donne formidabili e temibili guerriere, come il suo idolo Visenya Targaryen, hanno plasmato i Sette Regni, ma nessuna di loro aveva mai governato come monarca assoluto. Rhaenyra è la prima.
Il vero dramma, e il motivo per cui è servita una guerra devastante per farla sedere lì, è il profondo radicamento patriarcale di Westeros: gran parte dei lord rifiuta il dominio femminile, a prescindere dal volere dell’ex Re Viserys. La crudeltà della narrativa di George R.R. Martin farà in modo che la storia non riconosca formalmente il suo regno, cancellando di fatto il suo nome dalla linea di successione ufficiale della dinastia Targaryen. Ed è proprio a causa di questo sistema che bisognerà attendere quasi due secoli per rivedere una regina regnante.
Perché Daenerys Targaryen e Cersei Lannister non reggono il confronto
Facendo un salto temporale di circa 170 anni rispetto agli eventi della terza stagione di House of the Dragon, arriviamo a Game of Thrones. Nel memorabile finale della sesta stagione, The Winds of Winter, vediamo Cersei Lannister far saltare in aria il Tempio di Baelor. Con i rivali politici in cenere e il conseguente suicidio di Re Tommen I Baratheon, Cersei prende semplicemente il potere, diventando la prima vera Regina dopo Rhaenyra.
E Daenerys Targaryen? La Madre dei Draghi ha sicuramente espugnato Approdo del Re con forza devastante, ma non si è mai effettivamente seduta sul Trono di Spade. A differenza di Rhaenyra, il regno di Daenerys si è concluso prima ancora di iniziare, stroncato dal pugnale di Jon Snow.
Il futuro del regno di Rhaenyra: cosa dicono i libri di Fuoco e Sangue
Il problema di Rhaenyra, ora, non è aver preso il trono, ma mantenerlo. Metà del regno la odia e la terra è squarciata da un conflitto combattuto nel suo nome.
Per chi ha letto Fuoco e Sangue (il romanzo da cui è tratta la serie HBO, trasmessa da noi su Sky e NOW), sa bene che l’accoglienza iniziale del popolino si tramuterà presto in ostilità. I fuggiaschi della fazione dei Verdi hanno svuotato le casse della corona, lasciando Rhaenyra senza oro. La Regina sarà costretta ad alzare le tasse, affamando i popolani e innescando rivolte feroci. Le sommosse la costringeranno a fuggire da Approdo del Re dopo appena sei mesi di regno, per non farvi mai più ritorno.
In un certo senso, Cersei Lannister resta paradossalmente la regina più “longeva” in termini di pura tenuta del trono, pur finendo altrettanto tragicamente. Il destino delle donne al potere a Westeros sembra sempre marchiato a fuoco, e sarà affascinante scoprire come gli showrunner adatteranno questa discesa agli inferi nei prossimi episodi.



