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NerdPool > Blog > Film > Joker: Folie à Deux, la recensione: cronaca di un disastro annunciato
Film

Joker: Folie à Deux, la recensione: cronaca di un disastro annunciato

Lawrence
2 Ottobre 2024
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6 Min
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Grazie agli amici di Warner Bros Italia, abbiamo avuto modo di vedere Joker: Folie à Deux, sequel di Joker (2019). Il film è diretto e co-prodotto da Todd Phillips, con protagonisti Joaquin Phoenix e Lady Gaga. La pellicola doveva capitalizzare sul successo forse inaspettato del primo capitolo, che nonostante il basso budget, fu un campione di incassi e di critica.Tuttavia, si è scelto di virare su un genere diverso, proponendo un musical/thriller. Inutile dire che non ci ha affatto convinto. Il perché proveremo a raccontarvelo in questa recensione.

Una breve sinossi

In “Joker: Folie À Deux”, Arthur Fleck è recluso nel manicomio di Arkham in attesa di essere processato per i crimini commessi come Joker. Mentre lotta con la sua doppia identità, Arthur non solo scopre il vero amore, ma trova anche la musica che ha sempre avuto dentro di sé.

Tutto da buttare?

Certi sequel sarebbe meglio non farli perché si finisce con il lordare l’eredità dei loro predecessori. Ma se lo si vuole fare, serve quantomeno un certo livello di granu salis. Insomma, se si vuole osare, bisogna farlo facendo scelte che non scatenino solo il clamore generale all’annuncio, ma che apportino un contributo qualitativamente rilevante alla narrazione. Trasformare questo Joker in un musicial invece si è rivelata una scelta quanto mai infelice.

Infatti, partiamo con il dire che i siparietti musicali risultano totalmente anticlimatici e che spezzano totalmente la tensione. L’idea di alienazione del protagonista che si dissocia dalla realtà rifugiandosi nella musica, non funziona nel momento in cui ciò distrugge in modo non funzionale o utile la narrazione. Si ha quasi la sensazione di scene che poco si incastrano con il film, quasi infilate forzatamente.

Il Joker di Todd Phillips, che già nel primofilm non era fedele alla controparte fumettistica, perde tutta la sua carica drammatica e la sua tridimensionalità. Si trasforma in un personaggio grottesco e ridicolo, che si perde in una autocommiserazione senza senso. Da sconfitto della società alla ricerca di una rivalsa verso un mondo crudele, Joker si trasforma in una maschera che incarna solamente il caos di una sceneggiatura confusa e che fa acqua da tutte le parti. Il tutto è condito da un’interpretazione in cui Joaquin Phoenix fa del suo meglio, ma non rompe mai lo schermo, nemmeno lontanamente.

Una sequenza di errori

Più il film va avanti, più il livello di assurdità cresce. Ci sono colpi di scena che giungono senza alcuna costruzione, un po’ casualmente, mentre altri sono terribilmente telefonati. Il rapporto con Harley Queen è confuso, ma soprattutto manca di una qualsiasi carica erotica e di una vera complicità. La rapidità e la forzatura con cui l’infatuazione nasce rendono tutto poco spontaneo e difficile da credere.

Lady Gaga, sembra non essere entrata davvero in parte e non ha affatto il physique du rôle. Il suo personaggio non solo non ha carisma, ma è davvero banale nella sua presunta malvagità. Si riduce Harley ad una figlia di papà annoiata che si diverte “in modo anticonvenzionale” giocando con i sentimenti del proprio Arthur, per poi buttarlo via come una scarpa vecchia quando finita l’illusione sopraggiunge la noia.

Inoltre il film è davvero molto piatto. Non c’è un guizzo, un’intuizione o una sequenza davvero memorabile. Quando il film sembrerebbe poter risalire un po’ la china, ecco che una scena comica distrugge ogni cosa. La fotografia è molto piatta, la regia discreta ma il montaggio è viziato dal peccato originale di fare un musical.

Certo, ci sono dei messaggi interessanti. La condizione di abusi nelle carceri, la mediatizzazione dei processi ridotti ad uno spettacolo pubblico, ma soprattutto il fatto che le persone vogliono Joker e Arthur Fleck non frega niente a nessuno. Purtroppo, questi messaggi non sono adeguatamente sviluppati, rimanendo sullo sfondo senza emergere davvero. Molto più spazio è invece concesso alle scene forzatamente sopra le righe che servono insieme ai tantissimi buchi di trama, a rendere il film un vero colabrodo.

Tirando le somme

Non siamo soliti sconsigliare di recarsi in sala, dunque non lo faremo nemmeno questa volta. Ma come pubblico è giusto andare in sala informati tanto quanto come recensori mandare un messaggio: ben venga la ricerca del profitto, purché pur di perseguirlo non si producano film del genere, che purtroppo ben poco hanno da spartire in termini di qualità con i loro predecessori o altri film dello stesso genere. Insomma, Joker follieux à deux resta una enorme occasione sprecata e un film da dimenticare il più velocemente possibile.

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