Saper cogliere il kairos, il momento opportuno, quello giusto, quello che cambierà la nostra vita: di questo e non solo parla il romanzo Kairos di Jenny Erpenbeck, pubblicato in Germania nel 2021 e tradotto in italiano nel 2024 da Ada Vigliani per la casa editrice Sellerio.

Trama
Nella Berlino Est, pochi anni prima della caduta del Muro, Hans e Katharina si incontrano per caso, ma capiscono da subito che l’attimo esatto in cui il destino li ha fatti incontrare cambierà per sempre le loro vite. Tra loro l’amore sboccia improvviso, forte e sincero. Ma è davvero il kairos, il momento opportuno, giusto, quello del loro incontro? O sarebbe stato meglio se il caso avesse giocato un gioco diverso? Dopotutto Katharina ha soli 19 anni mentre Hans, sposato e con un figlio adolescente, ne ha 30 di più. Potrebbe bastare questo a far storcere il naso ai più e a rendere l’amore tra i due non più così ideale, ma c’è ben altro. Il loro sentimento si concretizza come possessione e dolore, si trasforma in infelicità e in incapacità di separarsi, nonostante tutto ormai dimostri loro come sia meglio per entrambi stare lontani.
A fare da sfondo a questa tormentata vicenda amorosa è la storia della Germania del secondo Novecento. La storia si svolge a Berlino Est, ma l’ombra dell’Ovest è lì che incombe, così vicina ma dietro un Muro invalicabile.
“Perché mai un amore che va tenuto segreto ci rende addirittura più felici di uno di cui possiamo parlare? Le piacerebbe capirlo, ma che sta proprio quella la felicità l’ha sentito ieri in tutto il suo corpo fra gli oggetti amici della madre. Forse perché un segreto non si spende nel presente, ma conserva la sua forza per il futuro? Oppure ha a che fare con il potenziale distruttivo che quel segreto concede a qualcuno?”
Recensione
Kairos, il momento opportuno. Ogni momento ha in sé la potenzialità di far accadere tutto e niente, ogni momento potrebbe essere qualcosa che in futuro germoglierà, se riusciamo a coglierne l’esattezza.
Un amore come quello descritto tra le pagine di Kairos è difficile da mandare giù perché, con il dovuto distacco di chi non vive una determinata situazione, ci si rende conto ben presto che non è vero amore. Si tratta di possesso, di desiderio e passione, di trasgressione e poi, più avanti, di routine, ma non di amore. Eppure i protagonisti sostengono costantemente di amarsi alla follia. È la rappresentazione di una dipendenza affettiva che logora tanto Katharina, che è quella che emerge più come vittima, quanto Hans, che pure risulta invece l’aguzzino di turno. Se il lettore non prova mai, fin dall’inizio, grande simpatia per Hans, così pieno di sé, tronfio della sua cultura e del suo status, alla fine lo si arriva proprio a disprezzare per tutti i ricatti psicologici che, volente o meno, mette in atto nei confronti di Katharina. Anche la profonda differenza d’età tra i due protagonisti – circa 30 anni – suscita nel lettore inevitabilmente perplessità; c’è da dire però che molti personaggi avvertono Katharina e le fanno notare che in questa storia c’è qualcosa che non va, ma lei non vuole sentire ragioni. La storia di Hans e Katharina fa arrabbiare e infastidire come solo le relazioni violente sanno fare. Jenny Erpenbeck è entrata magistralmente nella testa dei suoi protagonisti, descrivendo lo scivolamento verso la follia e la brama di potere e possesso di lui e il dolore di lei, prima sottile, poi sempre più acuto.
Il contesto storico in cui prende vita questa vicende è particolarmente apprezzabile. Berlino Est è descritta non tanto nella sua geografia e nei suoi edifici, quanto piuttosto nella sua identità di città dell’est, con tutto quello che il rapporto con l’Unione Sovietica ha comportato. L’Ovest invece è prevalentemente descritto per contrasto tramite tutte le sue differenze rispetto a Berlino Est. Come può una città avere due anime? Est e Ovest, che condividono un nome, la lingua parlata, l’architettura, ora sono così diverse da far paura quando quel 9 novembre 1989 il Muro che le divide cade e lascia la possibilità ai berlinesi di conoscere le due facce della loro città.
“Ma lei adesso deve partire, è proprio ora, non si può più rinviare. E si separano. Dopo pochi passi Hans si gira ancora una volta, lei no. Da dietro lui ne vede il corpo, mentre con i suoi pensieri Katharina è già altrove, è già nell’avventura che l’aspetta, nella terra di nessuno tra l’istante precedente e il loro rivedersi la settimana successiva. Così deve essere. Solo che lui tutto d’un tratto si sente vuoto, come rivoltato e rovesciato su se stesso, un sacco di ossa con le interoria e la carne che gli premono pesantemente sul collo e sulle spalle. Ancora in taxi Hans butta giù la lettera che, al ritorno, Katharina dovrà trovare fermoposta. Solo fra trentacinque minuti si metterà in moto il treno che gliela porta via, ma la prima parola che gli viene in mente è «Bentornata».”
L’autrice
Jenny Erpenbeck è nata a Berlino Est nel 1967 da padre russo e madre polacca. Dopo aver studiato teatro all’Università Humbolt di Berlino, è diventata regista e scrittrice. Con il romanzo Kairos (che trovate QUI) ha vinto nel 2024 l’International Booker Prize. Tra gli altri suoi romanzi, Sellerio ha pubblicato Voci del verbo andare (2016), Di passaggio (2019), Storia del la bambina che volle fermare il tempo (2020) e Il libro delle parole (2022).



