Capitolo conclusivo della trilogia di Brancaccio, La violenza del mio amore cresce di intensità con la vita del suo protagonista Rosario, alle prese con criticità sempre più grandi. Scritto da Dario Levantino, il libro è stato pubblicato da Fazi Editore nel 2021.

Trama
Appena uscito da una casa famiglia, Rosario Altieri è illuminato dal ritorno di Anna, incinta di una bambina che nascerà in seguito a un parto difficile e con una grave malattia. Aiutati dal parroco del paese, sopravvivranno alle avversità della realtà in cui sono calati fino a quando il desiderio di avere una casa un lavoro e la vita che si meritano non prenderà il sopravvento.
Ed è qui che la vita di Rosario si scontra con quella del boss Totò Mandalà: il giovane accetta i lavori più disparati, sempre combattendo con la sua anima buona.
Metterà in atto una violenza non intesa come fisica, ma come forza disperata e totalizzante dell’amore per la sua famiglia, per cui arriverà a rinnegare la sua integrità morale e compiere scelte opinabili, pur di proteggerla.
Ancora una volta, Rosario, senza nuocere mai agli altri ma solo a se stesso, sarà eroe disarmato contro un sistema che nega la speranza e il riscatto.
“È QUESTA LA VIOLENZA DELL’AMORE: ESAURISCE CHI LO DONA, SAZIANDOLO; SFAMA CHI NE NECESSITA, AFFAMANDOLO”
Recensione
La violenza del mio amore è un romanzo crudo, ma pervaso da una profonda tenerezza, resa manifesta dalla disperata lotta del protagonista per un futuro migliore. Rosario è ancora un puro, sensibile e leale che si è trovato a crescere troppo in fretta e ora a prendersi cura delle due persone più importanti della sua vita.
Brancaccio diventa quanto mai un quartiere difficile ma amato, una specie di prigione e casa per i protagonisti del romanzo che affrontano, ancora, il tema dell’emarginazione sociale, dell’assenza di opportunità e introduce l’influenza della criminalità cui si lega la forza di volontà nel cercare una vita onesta.
Dario Levantino compie un passo in avanti, consolidando il suo stile narrativo e affrontando tematiche decisamente più adulte rispetto ai precedenti capitoli. Con un delicatissimo parallelismo con la cristianità, l’autore socchiude la storia di Rosario lasciandone sospeso il destino e provocando nel lettore più sensibile un senso di amarezza e frustrazione; non per avere necessariamente una chiusura, ma perché ci si rende conto di quanto non ci sia spazio in questo mondo per la gente onesta e di quanto lo Stato (che dovrebbe difendere i suoi cittadini più bisognosi) non ingaggi meritocrazia, equilibrio e lotta per la giustizia.
Il libro potete trovarlo QUI
L’Autore
Dario Levantino è nato a Palermo nel 1986 e, dopo aver conseguito la Laurea in Lettere e filosofia, insegna Italiano in un liceo di Monza. Di niente e di nessuno ha vinto il Premio Biblioteche di Roma 2018, il Premio Letterario Subiaco Città del Libro 2018, il Premio Leggo QuINDI Sono 2019 ed è stato tradotto in Francia con il plauso della critica.
Con il suo secondo romanzo, Cuorebomba del 2019, e con La violenza del mio amore (2021) ha continuato a raccontare la difficile vita di Rosario.
Degni di nota poi, Il cane di Falcone (2022) e Il giudice e il bambino (2024), successi di critica e di pubblico con cui ha saputo conquistare il cuore dei ragazzi e sensibilizzare al tema della mafia.



