Vi sono molti modi per visitare Londra, ma il più affascinante è perdersi tra le sue strade dopo il calar del sole, a caccia degli spiriti che la abitano da secoli. Non è un caso che la capitale britannica sia considerata tra le città più infestate al mondo: ogni pietra, ogni pub secolare e ogni vicolo nascosto custodiscono il brivido di un passato oscuro. Preparatevi a camminare nel buio: la nostra passeggiata tra le ombre ha inizio!
1. La Torre di Londra
Il nostro viaggio non può che iniziare da Tower Hill. Di fronte alle imponenti mura della Torre di Londra è impossibile non sentirsi osservati: questa millenaria fortezza non è semplicemente un monumento, ma una ferita di pietra scolpita nel volto della città.

Lo spettro più celebre che si aggira tra queste mura è senza dubbio quello di Anna Bolena, la seconda moglie di Enrico VIII, decapitata nel Green della fortezza nel 1536. I testimoni raccontano di aver visto il suo spettro avanzare nei pressi della Cappella di San Pietro ad Vincula, dove riposano i suoi resti; a volte cammina stringendo la propria testa sotto il braccio, altre volte guida una macabra processione di anime lungo i corridoi della White Tower. Nei passaggi sotterranei e lungo i gradini della Bloody Tower, invece, i guardiani giurano di avvertire improvvisi cali di temperatura e di sentire chiaramente le risate soffocate di due bambini. Sono i Principi nella Torre, Edoardo V di soli dodici anni e suo fratello Riccardo di nove, fatti rinchiudere e misteriosamente sparire nel 1483 per ordine dello zio, l’ambizioso Riccardo III. Due ombre gemelle in camicia da notte bianca che si tengono per mano, perennemente intrappolate nel luogo che fu la loro prigione e la loro tomba. A loro si unisce il fantasma di Margaret Pole, la contessa di Salisbury, giustiziata brutalmente nel 1541 in uno dei patiboli più sanguinosi della storia inglese: convinta della propria innocenza, rifiutò di poggiare la testa sul ceppo e scappò. Un boia giovane e inesperto dovette inseguirla sul patibolo, colpendola brutalmente per ben 11 volte prima di decapitarla. Nelle notti di luna piena, i guardiani giurano di vedere l’ombra dell’inseguimento riprodursi sulle pietre di Tower Green, accompagnata da urla strazianti.
2. All Hallows Church e la Bank Station
Lasciandoci la fortezza alle spalle, bastano pochi passi lungo Byward Street per incontrare la chiesa più antica della City, ovvero All Hallows by the Tower, fondata nel lontano 675 d.C. Nella tradizione delle ghost stories vittoriane, le cripte sotterranee sono veri e propri portali aperti sul passato. Tra queste mura silenziose, la protagonista assoluta è la Dama in Grigio (The Grey Lady), una donna vestita con abiti di epoca Tudor che, secondo i numerosi racconti, si materializza all’improvviso tra i banchi di legno della navata centrale. La figura, profondamente malinconica, si muove fluttuando in assoluto silenzio, con il capo chino e un’andatura solenne, per poi svanire misteriosamente nel nulla non appena raggiunge i gradini dell’altare maggiore.

Poco più a nord, sotto l’incrocio monumentale di Bank Station, il sottosuolo si fa ancora più cupo: la stazione della metropolitana fu scavata sopra una gigantesca fossa comune della peste del 1665. Chi ci lavora di notte riporta da sempre un forte odore di decomposizione e la vista della Black Nun (la Suora Nera), lo spirito di una donna che vaga per le banchine cercando il fratello. Dietro questa spettrale figura si nasconde la tragica e reale storia di Sarah Whitehead. Suo fratello Philip, cassiere della vicina Bank of England, fu impiccato nel 1812 per aver falsificato degli assegni. Da quel giorno, e per ben quarant’anni, la donna si presentò quotidianamente allo sportello vestita con un lungo abito da lutto e un fitto velo nero, che le valsero il soprannome di “Suora”, chiedendo ossessivamente dello scomparso. Disperati per la situazione, i direttori della banca arrivarono a stipulare un accordo finanziario con lei, pagandola affinché non mettesse mai più piede nell’edificio. Sarah tenne fede alla promessa in vita, ma dopo la sua morte il suo spettro si ritenne sciolto dal contratto, ricominciando a tormentare i corridoi e i binari della metropolitana, dove ancora oggi ferma i passeggeri chiedendo disperatamente: “Avete visto mio fratello?“

3. Il Quadrato di Sangue di Jack lo Squartatore
Camminando verso nord-est e attraversando Leadenhall Street, l’atmosfera cambia drasticamente man mano che ci addentriamo in Mitre Square. Fu qui che, nella notte del 30 settembre 1888, la furia di Jack lo Squartatore si scatenò in quello che passò alla storia come il “Doppio Evento“: nel giro di meno di un’ora, il killer colpì due volte, lasciando prima il corpo di Elizabeth Stride a Whitechapel e poi, proprio in questa piazza, il corpo orribilmente straziato di Catherine Eddowes. Ancora oggi, nell’angolo nord-occidentale della piazza, nell’esatto punto in cui giaceva il cadavere della Eddowes, molti testimoni e appassionati di storie di fantasmi descrivono un repentino e inspiegabile calo della temperatura e la fugace visione di una sagoma scura distesa al suolo, avvolta da uno strano bagliore ambrato, come se quel crimine efferato continuasse a proiettarsi nel presente.

Lasciandoci la piazza alle spalle e superando Aldgate High Street, seguiamo i passi del killer che ci portano a Whitechapel. Sotto l’antico arco di pietra di Gunthorpe Street (all’epoca George Yard) venne rinvenuto, nell’agosto del 1888, il corpo di Martha Tabram, violato da trentanove coltellate e considerata da molti studiosi la prima vera vittima di Jack lo Squartatore. Nel vuoto risuonano spesso passi pesanti, affannati e sinistri, come se l’inseguimento finale subìto dalla donna continui a ripetersi, in un loop eterno, tra queste mura. Poco distante sorge l’ex 29 Hanbury Street, teatro del delitto di Annie Chapman. Sebbene la palazzina originale non esista più, la leggenda locale narra che ogni 8 settembre, anniversario dell’omicidio, l’aria si faccia improvvisamente gelida e una figura evanescente si aggiri vicino a dove sorgeva il cortile.

Infine, su Whitechapel High Street sorge il pub The White Hart. Proprio nei suoi sotterranei lavorava come barbiere Severin Klosowski (noto anche come George Chapman), uno dei sospettati più credibili e inquietanti dell’intera vicenda, in seguito giustiziato per aver avvelenato le sue tre mogli. Oggi, i dipendenti del pub evitano accuratamente di scendere in cantina da soli: l’antico seminterrato è teatro di fenomeni inspiegabili, dove gli oggetti si muovono da soli e ombre si spostano rapide nel buio.

4. Il Lato Oscuro del West End
Prendendo la metropolitana dall’East End ci spostiamo verso il cuore dei teatri e dei quartieri eleganti, dove anche gli spettri cambiano d’abito. La prima tappa è il Theatre Royal di Drury Lane, celebre tra gli attori per il suo spettro istituzionale: l’Uomo in Grigio (Man in Grey). Questa apparizione, vestita con un soprabito settecentesco, parrucca e cappello a tricorno, è solita attraversare la platea per poi svanire dentro una parete specifica, dietro la quale, durante i lavori del 1848, fu incredibilmente rinvenuto uno scheletro con un pugnale conficcato nelle costole. La sua visione è considerata un segno di straordinaria fortuna per gli attori, poiché si mostra quasi sempre prima del debutto di uno spettacolo destinato a un enorme successo.

Poco distante, il mondo del teatro custodisce un altro celebre e drammatico mistero: quello legato a William Terriss, famosissimo attore che nel dicembre del 1897 venne accoltellato a morte da un collega geloso fuori dal Royal Adelphi Theatre. Prima di morire, Terriss pronunciò le profetiche parole “Tornerò” e, da allora, la sua figura elegante con mantello, cilindro e bastone da passeggio viene avvistata ripetutamente sia nei corridoi del teatro, sia all’interno della vicina stazione della metropolitana di Covent Garden, dove continua a cercare il suo ultimo applauso terrorizzando i passeggeri della tarda sera sulle banchine deserte.

5. La casa dell’orrore: 50 Berkeley Square
La nostra passeggiata letteraria si conclude nel cuore dell’elegante e sfarzoso quartiere di Mayfair, davanti all’edificio al 50 di Berkeley Square, universalmente noto come “la casa più infestata di Londra“. Sebbene l’esterno appaia sobrio e tipicamente georgiano, l’interno custodisce un nucleo di puro terrore.
Il punto focale di questa maledizione è la stanza all’ultimo piano, una soffitta abitata da una presenza informe, liquida e aberrante, che le cronache dell’occulto definiscono semplicemente “The Thing” (La Cosa). Questa entità manifesta la sua presenza attraverso un inquietante rumore di trascinamento viscido e, soprattutto, emanando una carica di puro terrore psicologico, capace di far impazzire o morire di crepacuore chiunque osi incrociare il suo cammino. Molti tentarono di sfidare la leggenda, tra questi sir Robert Warboys, che decise di passare la notte nella stanza armato di una pistola. Fu trovato morto poche ore dopo, accasciato sulla sedia, dopo aver sparato un unico colpo contro il muro nel disperato tentativo di difendersi da un orrore invisibile.

Oggi l’edificio ospita una prestigiosa libreria d’antiquariato (la Maggs Bros.) e i dipendenti continuano a rispettare una rigida regola non scritta: non salire mai da soli all’ultimo piano dopo il tramonto, lasciando che “La Cosa” rimanga confinata nel suo eterno e oscuro isolamento.



