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OLTRE RAGIONE E SENTIMENTO: i tre romanzi meno conosciuti di Jane Austen

L’autunno del 2026 si preannuncia memorabile per gli amanti del cinema e della letteratura, grazie al contemporaneo ritorno sul grande e piccolo schermo di due tra i più grandi capolavori di Jane Austen. Parliamo dell’atteso film Ragione e Sentimento e della serie TV targata Netflix Orgoglio e Pregiudizio. Sebbene questi due romanzi siano considerati dei pilastri indiscussi della produzione austeniana, l’universo letterario della scrittrice custodisce tesori preziosi che troppo spesso restano nell’ombra, penalizzati da rari adattamenti o da una minore attenzione mediatica. Opere come L’abbazia di Northanger, Mansfield Park e il romanzo epistolare Lady Susan offrono in realtà uno sguardo inedito, spietato e straordinariamente moderno sulla società dell’epoca. Riscoprire queste tre gemme nascoste significa immergersi nel lato più satirico, psicologico e audace di una delle autrici più amate di sempre. Scopriamoli insieme!

1. L’abbazia di Northanger: una parodia del romanzo gotico

Scritto alla fine del Settecento ma pubblicato postumo, L’abbazia di Northanger (Northanger Abbey) è il primo romanzo completato da Jane Austen. L’opera si presenta come una brillante parodia del genere gotico, allora all’apice del successo tra le giovani lettrici, una sorta di precursore del fenomeno BookTok dei giorni nostri.

La trama: La protagonista, la diciassettenne Catherine Morland, è l’esatto opposto della classica eroina romantica: ingenua, testarda e dotata di una spiccata immaginazione, nutre la sua mente con i romanzi gotici dell’epoca, in particolare I misteri di Udolpho di Ann Radcliffe. Quando viene invitata a Northanger Abbey, la dimora della famiglia Tilney che dà il titolo al libro, la sua fantasia comincia a galoppare. Estasiata dal trovarsi in una vera abbazia, Catherine inizia a intravedere complotti e delitti dietro ogni porta sbarrata, convincendosi che la casa nasconda terribili segreti e arrivando a sospettare che il severo Generale Tilney abbia segregato o addirittura assassinato la moglie. Sarà il suo giovane innamorato Henry Tilney, scoprendo i suoi bizzarri sospetti, a rimproverarla dolcemente riportandola bruscamente alla realtà.

Perché leggerlo? Il libro viene spesso percepito dalla critica come il più “acerbo”, che presenta una protagonista molto più ingenua e immatura rispetto a una figura carismatica come Elizabeth Bennet. Tuttavia, la vera genialità della Austen sta proprio nel ribaltare i cliché della letteratura dell’epoca per mostrare una verità ben diversa: i veri “mostri” non sono i fantasmi che si nascondono nelle cripte, bensì le persone reali che popolano i salotti della buona società. Dietro l’apparenza di una commedia leggera, l’autrice firma una critica spietata all’opportunismo economico, all’ipocrisia e al cinismo dei matrimoni d’interesse. Il risultato è il suo romanzo più fresco e satirico: una storia che ricorda, con arguzia, come la vita reale sappia essere molto più spietata di qualsiasi castello infestato.

Adattamento cinematografico: Il romanzo vanta un celebre adattamento televisivo del 2007, sceneggiato da Andrew Davies per la ITV, che vede una giovane Felicity Jones nei panni di Catherine Morland e JJ Feild in quelli di Henry Tilney.

2. Mansfield Park: il romanzo più complesso

Edito nel 1814, Mansfield Park è il terzo romanzo di Jane Austen ed è senza dubbio il più complesso, ambizioso, politico e psicologicamente stratificato della sua produzione. Al centro della narrazione non troviamo la tipica eroina brillante e arguta, bensì una figura dimessa, apparentemente passiva e profondamente legata a un rigido codice morale.

La trama: La storia segue la crescita di Fanny Price, una bambina che all’età di dieci anni viene allontanata dalla sua numerosa e povera famiglia per essere cresciuta a Mansfield Park, la sfarzosa residenza di campagna dei ricchi zii materni, Sir Thomas e Lady Bertram. In questo nuovo mondo “dorato”, Fanny viene costantemente sminuita sia dalle viziate cugine Maria e Julia che tormentata dalla zia Norris. L’unico a mostrarle un affetto sincero e a prendersi cura di lei è il cugino minore, Edmund, del quale la ragazza si innamora segretamente. Con l’arrivo da Londra dei fratelli Mary e Henry Crawford, due sofisticati e spregiudicati manipolatori emotivi, s’innesca una fitta rete di seduzioni e tradimenti. In questo pericoloso labirinto morale, Fanny si ritroverà a essere l’unica persona irremovibile, capace di difendere la propria integrità e di opporsi persino all’autorità dello zio pur di non cedere a un matrimonio senza amore.

Perché leggerlo? Mansfield Park viene considerato dalla critica come il romanzo più divisivo e controverso di Jane Austen. Privo della tipica leggerezza e della brillante ironia tagliente a cui l’autrice ci ha abituati, il libro affronta questioni etiche severe e temi decisamente cupi. La stessa protagonista, Fanny Price, è timida, fragile e apparentemente passiva. Eppure, è proprio in questa apparente debolezza che risiede il cuore dell’opera, capace di regalarci un potente elogio della fermezza silenziosa. Fanny dimostra infatti che non serve urlare per essere forti e la sua incrollabile integrità morale diventa l’unica arma capace di opporsi alla prepotenza del mondo circostante. In perfetta contrapposizione ci sono i fratelli Crawford, che incarnano alla perfezione la superficialità e la corruzione della modernità urbana di Londra. Attraverso questo scontro, la Austen firma una denuncia sociale senza filtri, sollevando le critiche più aspre verso l’aristocrazia inglese. L’autrice non solo mostra il crollo etico della gentry dietro la facciata del lusso, ma inserisce una pesante riflessione politica: il benessere di Mansfield Park dipende direttamente dalle piantagioni di zucchero ad Antigua, alimentate dal lavoro degli schiavi, un dettaglio in cui molti critici storici leggono una sottile ma evidente condanna del sistema coloniale dell’epoca.

Adattamento cinematografico: il romanzo vanta due trasposizioni di rilievo. La prima è il film Mansfield Park del 1999, diretto da Patricia Rozema e interpretato da Frances O’Connor. Questa versione altera sensibilmente il carattere di Fanny, trasformandola in una figura molto più spigliata, ironica e vicina alla personalità della stessa Jane Austen. La seconda è il film TV del 2007 prodotto da ITV, che vede come protagonisti Billie Piper nel ruolo di Fanny Price e Blake Ritson nei panni di Edmund. Quest’ultima cerca di avvicinarsi alla vera natura di Fanny descritta nel romanzo ma, avendo a disposizione solo 90 minuti per un romanzo lunghissimo, la sceneggiatura taglia intere parti importanti.

3. Lady Susan: un’antieroina senza rimorso

Scritto intorno al 1794, quando l’autrice aveva circa vent’anni, ma pubblicato postumo solo nel 1871, Lady Susan è un breve romanzo epistolare che rappresenta un vero e proprio unicum nella produzione austeniana. Quest’opera geniale ribalta completamente i cliché dell’eroina romantica: la protagonista che dà il titolo al libro non è una fanciulla ingenua in cerca d’amore, bensì una vedova trentacinquenne, bellissima, incredibilmente intelligente e totalmente priva di scrupoli morali.

La trama: Lady Susan Vernon è una manipolatrice seriale, mossa unicamente dall’opportunismo economico e dal desiderio di sfruttare le convenzioni sociali a proprio vantaggio. La narrazione si snoda attraverso uno scambio di lettere serrato e tagliente che si apre quando la protagonista, per mettere a tacere le voci su una sua scandalosa relazione con un uomo sposato, si rifugia nella tenuta di campagna del cognato. Qui, usando il suo irresistibile fascino, la vedova seduce e fa innamorare il giovane e facoltoso Reginald De Courcy. Contemporaneamente, tenta di imporre alla timida figlia sedicenne, Frederica, un matrimonio d’interesse con il ricco ma sciocco Sir James Martin. Quando la ragazza scappa per cercare protezione proprio in Reginald, si innesca una fitta rete di gelosie e sospetti che porterà a galla tutti i doppi giochi della donna, fino a un finale in cui le sorti si ribaltano con sublime ironia austeniana.

Perché leggerlo? Jane Austen firma un’opera di un cinismo e di una modernità straordinari, regalandoci un ritratto spietato delle ipocrisie legate al matrimonio e al ruolo della donna nell’alta società ottocentesca. L’autrice sceglie volutamente di non giudicare moralmente la sua anti-eroina ma, al contrario, ne celebra quasi la diabolica intelligenza, rendendola una delle figure più affascinanti e politicamente scorrette della letteratura inglese. Lady Susan si rivela essere una cinica stratega che vede i sentimenti unicamente come strumenti di sussistenza e potere all’interno di una società patriarcale che negava alle donne l’indipendenza economica. Se amate le storie in cui i “cattivi” sanno essere i personaggi più magnetici, questo scritto giovanile vi conquisterà, dimostrando come la Austen sapesse essere splendidamente spietata ed eccezionalmente all’avanguardia.

Adattamento cinematografico: Il romanzo è rimasto a lungo ignorato dal grande pubblico, fino a quando il regista Whit Stillman non ne ha tratto un adattamento cinematografico nel 2016 intitolato Amore e inganni (Love & Friendship), con protagonista l’attrice Kate Beckinsale nei panni di Lady Susan. La pellicola è riuscita a catturare perfettamente l’ironia affilata e il ritmo serrato del testo originale.

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