NerdPoolNerdPoolNerdPool
  • Il Mio NerdPool
  • Serie TV
  • Film
  • Anime
  • Fumetti
  • Manga
  • Videogiochi
  • Libri
  • Tech
Stai Leggendo: NerdPool incontra Spugna e Lorenzo La Neve
Condividi
Le novità per te! Mostra Altro
NerdPoolNerdPool
  • Il Mio NerdPool
  • Serie TV
  • Film
  • Anime
  • Fumetti
  • Manga
  • Videogiochi
  • Libri
  • Tech
Cerca
  • Il Mio NerdPool
  • Serie TV
  • Film
  • Anime
  • Fumetti
  • Manga
  • Videogiochi
  • Libri
  • Tech
Seguici
News, recensioni, interviste, curiosità e tanto altro!!! Copyright © 2026 - nerdpool.it - Vietata la riproduzione | Contattaci: info@nerdpool.it
NerdPool > Blog > Fumetti > NerdPool incontra Spugna e Lorenzo La Neve
FumettiInterviste

NerdPool incontra Spugna e Lorenzo La Neve

Simone Giorgi
20 Maggio 2026
Condividi
20 Min
Condividi

In questi anni, tra le tante proposte editoriali super interessanti di Gigaciao, c’è anche un filone di “riscoperta” di personaggi iconici del fumetto italiano, che avevano faticato ad attirare l’interesse dei più giovani. Lorenzo La Neve è sicuramente l’artefice principale di questo progetto. Da anni sta portando avanti un lavoro sul mensile di Lupo Alberto con storie inedite e affidate a tantissimi fumettisti diversi e spesso inaspettati per il contesto.

Buona parte della produzione è confluita due anni fa nel volume Tutto un altro Lupo Alberto, mentre lo scorso novembre è uscito Cattivik, la novell’ grafik’, fumetto con protagonista il personaggio creato da Bonvi e qui illustrato da un artista che è un maestro nel rappresentare il genere slapstick e il grottesco, Spugna. Durante lo Zip! Comics Fest abbiamo avuto modo di chiacchierare con loro su Cattivik e sui loro progetti personali. Vi invitiamo a leggere qui di seguito l’intervista completa con Lorenzo e Spugna.

Cattivik, la novell’ grafik’, arriva sulla scia di Tutto un altro Lupo Alberto e riporta in scena un’altra icona del fumetto italiano, magari poco conosciuta dai lettori più giovani. Com’è nata l’idea per questo progetto e, nello specifico, la vostra collaborazione su Cattivik?

Lorenzo: La collaborazione su Cattivik viene dal fatto che per la serie di Tutto un altro lupo, che vede anche Cattivik tra i protagonisti, Spugna mi ha chiesto: “Facciamo una storia di Cattivik, per favore”. Io gli ho detto: “Ci mancherebbe altro!”. L’abbiamo fatta ed è venuta particolarmente bene. Per il libro nello specifico, eravamo a Lucca l’anno di uscita della raccolta di Tutto un altro Lupo Alberto per Gigaciao. Con Stefano Antonucci ci siamo resi conto che l’anno successivo sarebbe stato il sessantennale di Cattivik. C’era anche Spugna lì e nel giro di due minuti abbiamo realizzato che fare il film a fumetti di Cattivik sarebbe stata la celebrazione definitiva. Abbiamo chiesto a Spugna se lo volesse fare e ci ha risposto di sì. Abbiamo chiesto a Sio se lo volesse pubblicare e anche lui ha risposto di sì. Nel giro di due minuti era fatta la frittata.

- PUBBLICITÀ -
Ad image
spugna Lorenzo

La novell’ grafik’ è la prima storia lunga dedicata a Cattivik. È stato difficile raccontare in così tante pagine un personaggio che aveva sempre vissuto avventure di poche vignette?

Lorenzo: Dal lato narrativo no, perché comunque è un po’ che scrivo questo personaggio, anche se in storie brevi. Non era, quindi, la prima che mi interfacciavo a lui. Inoltre, il concept dietro al libro è molto definito e preciso. Diciamo che è l’equivalente a fumetti dei film delle serie animate, come Spongebob il film o il film dei Simpson. Quei film hanno una struttura molto precisa che non è stato difficile traslare qui, perché si tratta proprio dello stesso meccanismo.

Spugna: Anch’io avevo già realizzato una storia breve su Cattivik. Da grande fan del personaggio, l’idea era proprio quella di prendere lo stesso approccio usato con le storie brevi e, fondamentalmente, metterla sotto steroidi. Quindi non è stato difficile. Più che altro, una volta che cerchi di non concentrarti sull’importanza della cosa in sé, in realtà viene facile, anche perché ti diverti un sacco. Quindi non è stato troppo complicato.

Nell’introduzione al volume, Silver dice che tutti i fumettisti che hanno lavorato sul personaggio hanno cercato in qualche modo di superare il precedente in quanto a efferatezza. Nel vostro caso in che modo avete lavorato sul personaggio?

Spugna: Graficamente parlando è stato facile trovare la mia versione. Io ho una serie di fisse grafiche, ad esempio disegnare i denti, ma ancora di più le gengive dei miei personaggi. Già solo facendo questa piccola modifica, mi sono reso conto che il personaggio era sia mio al 100% ma anche molto in continuità con le altre soluzioni grafiche. Poi, parlando di efferatezza slapstick e un po’ splatter, io vengo dall’amore per le storie di Sommacal e Bonfatti, e già loro maciullavano tantissimo il personaggio. Quindi, tra virgolette, mi sono mosso molto in continuità rispetto a quello e non ho neanche dovuto calcare troppo la mano. Ma sicuramente già disegnarlo un po’ più “a modo mio” ha comunque creato un risultato diverso.

- PUBBLICITÀ -
Ad image

Nel corso della vostra storia Cattivik appare come un personaggio complesso, dai modi sfrontati ma che nasconde le sue debolezze. Se doveste descrivere la vostra versione di Cattivik con un paio di aggettivi quali sarebbero e perché?

Lorenzo: Trattandosi di una storia più lunga e dall’ambizione narrativa ovviamente più alta, questo Cattivik ha chiaramente tutta una componente esistenziale più marcata rispetto all’originale, anche se in realtà nella mia testa anche l’originale ce l’ha ma non è mai esplicitata. Quindi, rispetto al Cattivik classico, il nostro ha per assurdo un lato malinconico, ma è al contempo super cartoon. Fisicamente è esagerato, come il Cattivik più esagerato di tutti, che è quello di Bonfatti.

Spugna: Io ti direi sicuramente espressivo. Una delle cose su cui mi sono più divertito e su cui ho messo più ragionamento, è stato proprio cercare di esagerare il più possibile le sue espressioni facciali. In più, è anche molto esagitato, nel senso che corre e rimbalza tutto il tempo durante questa storia. E anche in questo va abbastanza in continuità rispetto al suo passato, ma lo fa ancora più del solito.

Una domanda per Spugna. Come racconti nella postfazione, Cattivik è sempre stato una tua fonte di ispirazione e questo è evidente nel tuo stile di disegno che carica molto sul grottesco. A livello grafico, come hai coniugato il tuo tratto con le interpretazioni precedenti del personaggio?

In realtà è stato molto naturale, è stato così naturale che all’inizio mi sentivo quasi in difetto. C’è stato un momento in cui ho cominciato a sviluppare una serie di studi per fare mio il personaggio. Ne ho fatti tipo due ed era già lì. Sentivo come se dovessi sforzarmi di più, che qualcosa non andasse, ma in realtà andava già bene. È talmente tanto una delle mie ispirazioni, che è stato super naturale potermici approcciare. Negli ultimi anni su vari lavori sto cercando un po’ di giocare di bilancino, se aumentare o meno il grottesco man mano, magari anche in base alla vignetta. Ed è molto bello, perché per alcuni lettori questo è un mio fumetto particolarmente più umoristico, mentre per altri questo è un Cattivik super grottesco. Questa ambivalenza mi piace molto, la trovo molto divertente.

Spugna Lorenzo

Per Lorenzo: da anni sei sceneggiatore, art director, oltre che fondatore della BMR Production. Come riesci a portare avanti questi diversi progetti mantenendo le tue idee e il tuo stile e c’è un ruolo che preferisci maggiormente?

Riguardo al portare avanti questi progetti, posso dire che nella mia testa non si tratta in realtà di progetti diversi tra di loro, ma sono tutti comunicanti. L’esperienza fatta sulle autoproduzioni con BMR va direttamente a influenzare poi quello che è il lavoro sia come sceneggiatore che come art director per altre realtà. Quindi ci riesco perché nella mia testa non sto facendo le cose separate, è tutta una roba organica.

Sceneggiatore e art director vanno spesso di pari passo per il tipo di approccio che ho. Se faccio lo sceneggiatore faccio anche l’art director, non inteso come una forma di controllo sul disegnatore, ma per cercare di scrivere qualcosa che sia il più possibile al servizio di chi la disegna. Per me uno sceneggiatore bravo di fumetti è quello che non cerca di imporsi sull’artista ed è una cosa che faccio anche nei miei lavori di art director. In Tutto un altro lupo, ad esempio, ho entrambi i ruoli ed è tutto pensato per far divertire chi fa il fumetto finale.

Per Spugna: Se Cattivik è il tuo ultimo progetto, Una brutta storia è stato invece il tuo primo fumetto pubblicato da Grrrzz nel 2015. Sta uscendo in questi giorni in una nuova edizione per Trincea Ibiza, il collettivo indipendente di cui fai parte. Sentivi che questo fosse il momento giusto per ripubblicarla?

Da qualche anno mi chiedevo come e quando ripubblicarlo. La decisione di farlo ora è stata sia, banalmente, una motivazione di calendario, nel senso che questa era una buona finestra temporale, che la conseguenza dell’idea di farne una versione leggermente diversa dopo tanti anni. In origine tutto il libro era in bianco e nero, invece in questa nuova edizione ci sono una trentina di pagine a colori, che danno proprio un nuovo senso alla storia. Quindi ritornarci con questo approccio l’ha quasi trasformato in una cosa nuova, tant’è che mi ha fatto molta impressione colorare queste pagine vecchie, proprio perché mi rendevo conto che, ricolorandole digitalmente, il colore andava già nei posti giusti, nonostante sia un lavoro molto vecchio.

Quindi da un lato potrei dire che forse non sono migliorato tanto in questi anni, ma dall’altro lato è già come se fosse un lavoro pronto a “venire riscoperto” anche da me stesso. È stato un incastro felice di tempismo e opportunità. Qualche anno fa Trincea Ibiza non c’era ed è anche molto bello che questo libro esca fuori come autoproduzione rispetto che affidarlo a un altro editore. All’interno c’è un’intervista curata da Matteo Contin che era presente anche nell’edizione originale pubblicata dalla Grrrz di Silvana Gressetti. Quello è stato un momento importantissimo per me, quindi cerco di portarlo avanti pur rimanendo super riconoscente della sua prima versione.

Per Lorenzo: In questi giorni è uscito per Gigaciao La piccola genia e La sfida del sultano di Alvaro Ortiz, il primo libro che hai curato per l’editore. Com’è stato lavorare a questo titolo e perché consiglieresti questa storia ai lettori?

Sono molto contento di questo titolo perchéè un po’ una riprova del fatto che la mia ossessivo-compulsività nel fare determinate cose funziona bene. Lavorando con la compravendita di diritti esteri mi arrivano tutta una serie sia di cataloghi che di suggerimenti di agenti specifici, che mi dicono di dare un occhio a qualcosa di specifico. Quel libro era in fondo a un catalogo arrivato un paio di anni fa. Lo volevo già portare con Gallucci Editore per il quale curavo una collana prima di Gigaciao, e questo volume sarebbe dovuto uscire dopo gli ultimi che ho fatto per loro. Una volta finita l’esperienza con Gallucci, mi sono rimasti alcuni libri in testa e ho pensato di farli in questa nuova veste. Quindi abbiamo preso i diritti – si tratta di una trilogia e li abbiamo presi per i primi due, quindi almeno fino al secondo ci arriviamo.

Alvaro Ortiz è un autore pazzesco, ha fatto un sacco di cose stupende e questa è la sua prima opera per bambini, quindi è stato molto bello lavorarci. Gigaciao ha un team a livello redazionale pazzesco, sono una bella macchina da guerra, e non avevo mai lavorato con una realtà così precisa nel processo di lavorazione. C’è un traduttore, Raul Lara Molina, e io, come già facevo con i libri di Gallucci, ho riadattato i dialoghi dalla traduzione per renderli il più possibile simili allo spirito dell’originale. Sono molto contento di com’è venuto e grazie per la domanda.

spugna lorenzo

Per concludere, pensate che nel fumetto italiano ci siano ancora oggi personaggi iconici che ci troveremo a celebrare tra 50 anni com’è stato per Lupo Alberto o Cattivik?

Lorenzo: A livello di notorietà Zerocalcare sicuramente. Ce ne sono meno di questo impatto, ma non è questione di qualità dei personaggi.

Spugna: Non è un problema di personaggi, ma di mercato. Ad esempio, se pensiamo ad A Panda piace, non è colpa di Bevilacqua o del Panda, ma perché non sappiamo se sono lavori che ogni tot anni verranno portati avanti o ristampati. Ci sono tanti personaggi, quello sicuramente. Io dico sempre questa cavolata, ovvero che i personaggi più belli ancora non esistono e quindi dobbiamo sempre sperare che arrivino delle bombe. Quello dietro l’angolo è potenzialmente sempre più interessante, però c’è tanto potenziale e dei personaggi molto interessanti. La vera domanda è se la narrazione resterà così tanto ancorata al riproporre questi personaggi, e non è detto che succeda.

Non è detto che il ciclo vitale di questi personaggi che nascono e crescono negli ultimi anni sia altrettanto applicabile come a quello che veniva inventata 50-60 anni fa. Secondo me sì, ma non me la sento di dare un giudizio del tipo che questi personaggi non sono belli abbastanza. Per quanto mi riguarda è probabile che le strip di Sio fra 50 anni saranno come dire “Poi è arrivata questa roba qui, che ha avuto un peso specifico di questo livello qui, ecc”. Io mi auguro che fra 50 anni ci saranno le strip di Sio con lui vecchio con la barba, che farebbe super ridere, o con tanti piccoli Sio che sono la sua progenie.

Lorenzo: Io ho un fratello più piccolo che ha 24 anni quest’anno, che è cresciuto con le cose di Sio, e ne aveva tipo 8 quando le leggeva, e ci sono dei personaggi che sono tuttora presenti, con i quali i bambini di oggi stanno ancora in fissa, tipo Dr. Culo Cane, Mariangiongiangela, tutti personaggi che ormai sono 20 anni che esistono e che la gente si ricorda.

Ti posso citare un personaggio che, per come funziona l’Italia, già troppo successo ha avuto, ma che in un mondo in cui le cose funzionavano come 40 anni fa, avrebbe avuto un successo ancora più memorabile, che è TrapKid di Roberto D’Agnano. Roberto fa questo personaggio Super Cartoon Networkoso, che porta avanti da quasi una decina d’anni, nato dall’autoproduzione, diventato il personaggio di punta del diario di Smemoranda, protagonista di un crossover con Shade. Ha fatto un suo libro ulteriore, continuano a uscire storie e per essere una cosa così portata avanti dal solo autore senza una grossa infrastruttura dietro, troppo successo ha avuto. Ed è uno dei casi in cui mi viene da pensare che, con degli investimenti corposi dietro, sarebbe diventato qualcosa di veramente duraturo.

Spugna: Più che i personaggi, appunto, manca un po’ la macchina produttiva. Ci sono ovviamente dei casi super virtuosi che funzionano. Zerocalcare è un caso perfetto. Quelli di Bao hanno lavorato benissimo per far crescere il fenomeno. Immagino che fra 50 anni ci saranno le strip con lui, tipo Matt Groening con la benda sull’occhio. Però sono dei casi che fanno un po’ storia a sé e non fanno sistema, proprio perché forse non c’è una cultura “imprenditoriale” su questo o comunque è difficile farlo. Banalmente in Giappone il successo dei manga è anche dovuto al fatto che hanno un’industria dell’animazione per cui appena qualcosa funziona ci fanno subito la serie animata. Qui in Italia non esiste.

Lorenzo: In Italia manca proprio la cultura dell’IP. I fumetti in Italia per buona parte escono come storie o come libri, non escono come parte di un IP. Gigaciao nelle intenzioni ce l’ha questa cosa e fanno di tutto per portarla avanti, e questa cosa comunque sui ragazzini ha un impatto.

Spugna: Paradossalmente è come se qualche anno fa ci fosse meno il giudizio del “No, ma guarda sta roba può funzionare o non funzionare”. Una volta c’era Bonvi che diceva: “Ho Nick Carter, ci faccio la serie animata, punto” . E nessuno gli diceva che poteva essere sbagliato. Adesso probabilmente se proponi qualcosa ti rispondono che bisogna vedere gli investimenti, i risultati degli studi di target… Quindi è tutto più complicato e questo crea più complicazioni che accelerare. Banalmente Sio è venuto fuori facendosi le robe per conto suo su YouTube. Quindi, fatevele da soli le super IP miliardarie!

ARGOMENTI:gigaciaoIntervistascuola internazionale di comicstrincea ibiza
Condividi Questo Articolo
Facebook LinkedIn Telegram Copia Link
Condividi
DiSimone Giorgi
Tra le letture nel tempo libero e il lavoro sono sempre in mezzo ai libri. Da Topolino ai manga, passando per i comics americani, il fumetto italiano e quello franco-belga, non rinuncio a esplorare ogni sottogenere di questo mondo così vasto. Ogni tanto faccio qualche incursione nell'ambito di cinema, serie tv e videogiochi, altre mie grandi passioni.
Articolo Precedente J-POP Manga presenta Ultimate Exorcist Kiyoshi di Shoichi Usui
Nessun commento Nessun commento

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scelti per te

Dietro il brillio delle stelle – Delicata storia di amore e accettazione
Falsi dei. L’eresia mette radici di Graham McNeill: recensione
Sergio Bonelli Editore presenta “KEN PARKER. SCIOPERO”
Gigaciao pubblica Barbascura spiega gli animali e Sio li disegna
Arriva la graphic novel “The Raven Boys”, il bestseller urban fantasy di Maggie Stiefvater
ARF! 2026 si fa in tre – Il Festival del Fumetto di Roma diventa diffuso
Anteprima Panini 417: Tutti gli annunci di Maggio 2026 e il PDF!

Altro dal Multiverso di NerdPool

Fumetti

Edizioni BD presenta Fat Lobster di Luca Negri

Simone Giorgi
Simone Giorgi
2 Min
FilmFumetti

Cartoon Club & Riminicomix 2026 – La cultura pop torna sotto il cielo di Rimini

Simone Giorgi
Simone Giorgi
9 Min
Fumetti

Panini Comics e Topolino – Le novità Disney al Salone del Libro

Simone Giorgi
Simone Giorgi
3 Min

WE ARE NERDPOOL

  • Scrivi per NerdPool.it
  • Collaborazioni
  • Chi Siamo
  • Contattaci
  • Note Legali

HOT

  • RECENSIONI
  • INTERVISTE
  • EDITORIALI
NerdPoolNerdPool
Seguici
News, recensioni, interviste, curiosità e tanto altro!!! Copyright © 2026 - nerdpool.it - Vietata la riproduzione | Contattaci: info@nerdpool.it
Welcome Back!

Sign in to your account

Username e Email
Password

Hai dimenticato la password?