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NerdPool > Blog > Anime > Perfect Blue – recensione dell’innovativa opera pulp di Satoshi Kon
AnimeFilm

Perfect Blue – recensione dell’innovativa opera pulp di Satoshi Kon

Andrea Castaldi
21 Aprile 2024
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4 Min
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Grazie all’invito di Nexo Digitals abbiamo avuto l’occasione di assistere all’anteprima della nuova versione restaurata in 4K di Perfect Blue, capolavoro del compianto Satoshi Kon uscito nel 1997. Opera cardine dell’animazione giapponese ma non solo, Perfect Blue è stato anche una fonte di ispirazione per molti registi hollywoodiani tra cui David Lynch – per Inland Empire – e Aronofski per il suo Cigno Nero.

Trama di Perfect Blue

Mima Kirigoe è una idol e popstar giapponese. Nonostante le numerose attenzioni e affetto da parte dei fan, non è soddisfatta della propria vita. Decide così, di fare un salto per la propria carriera: diventare attrice. Presto detto, Mima inizia a recitare in una serie drammatica fino a quando non le viene chiesto di girare una scena di stupro, obbligata ad accettare se vuole continuare su questa strada. Questo la sconvolge profondamente, tanto da renderla incapace di distinguere tra fantasia e realtà. La situazione peggiora quando alcune delle persone intorno a lei vengono ritrovate brutalmente uccise e tutto porta a pensare che sia lei la colpevole.

Le illusioni di Satoshi Kon

Il legame di Satoshi Kon nel rappresentare universi onirici è fondamentale per capire a pieno le sue opere. Ce lo ha dimostrato bene in Paprika, uno dei suoi film più famosi, complice anche l’essere stato fonte di ispirazione per Inception, il celebre film di Christopher Nolan. Anche in Perfect Blue – al contrario di ogni aspettativa – è presente una parte legata al sogno, o quantomeno legata ad un universo illusorio. La bravura di Kon risiede nel mettere lo spettatore negli stessi panni della protagonista, permettendoci di percepire i sentimenti e le paure di un personaggio all’apparenza lontano, ma molto umano. Proprio come Mima, siamo incapaci di distinguere dove termina la realtà e dove inizia la finzione. 

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Non stupisce che tutt’oggi Perfect Blue abbia un valore artistico importante nell’ambito dell’animazione giapponese ma anche nel cinema in generale. Un’opera montata e scritta in modo intelligente, con delle trovate avanguardiste considerando gli anni in cui è uscito. Oltretutto, grazie ai suoi toni dark e per la costruzione della trama, ricorda la classica impostazione hitchcockiana.

L’animazione noir

Perfect Blue ha un montaggio dalla forte impronta cinematografica, con disegni fluidi dai toni scuri, a tratti noir/pulp, capaci di donare un tocco nostalgico alla palette artistica. L’animazione di Satoshi Kon ha una forte identità, ogni sua opera è facilmente riconoscibile e Perfect Blue non manca all’appello. Nonostante questo, alcuni dettagli nelle animazioni – concentrate soprattutto nella parte iniziale – iniziano ad accusare i segni dell’età, dovuti a dei disegni troppo statici con background rigidi. 

In ogni caso, Satoshi Kon struttura un film complesso, avanguardistico per gli anni in cui è uscito, per temi e rappresentazione della figura femminile. Un film sulla ricerca e scoperta del proprio Io, critico nei confronti dell’industria cinematografica misogina e capace di risaltare alcune ombre della cultura giapponese che, spesso, non hanno il coraggio di mostrare. 

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Vi ricordiamo che Perfect Blue tornerà nelle sale italiane grazie a Nexo Digitals solo il 22-23-24 aprile 2024. Cosa aspettate? Andate a prendere i biglietti!

ARGOMENTI:nexo digitalperfect blueRecensionesatoshi kon
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