Il Saggiatore pubblica la biografia più completa sull’icona grunge Kurt Cobain, scritta da Charles R. Cross e tradotta da Giancarlo Carlotti.

Trama
Più pesante del cielo è un’opera che va ben oltre la semplice biografia: è un viaggio profondo nell’animo tormentato di uno dei musicisti più influenti del XX secolo. Cross, attraverso un’accurata ricerca durata quattro anni e più di quattrocento interviste a chi ha conosciuto Cobain da vicino, ci offre un ritratto intimo e crudo di un uomo che ha cercato invano di trovare un equilibrio in un mondo che lo alienava.
La densa, seppur breve, vita del leader dei Nirvana può essere divisa in tre parti: l’infanzia, la vita da Nirvana e la morte.
Dall’infanzia tormentata al successo mondiale
Nato il sedici febbraio del 1967 ad Aberdeen, Kurt Cobain ebbe un’infanzia difficile, segnata da un rapporto complesso con i genitori, dalla solitudine e da un senso di inadeguatezza che lo accompagneranno per tutta la vita. A quattordici anni iniziò a produrre filmini amatoriali tra cui Il suicidio sanguinoso di Kurt, in cui finiva col tagliarsi le vene con una lattina squarciata. Cross analizza come queste esperienze abbiano plasmato la personalità di Cobain e come abbiano influenzato la sua musica. “C’era qualcosa di sbagliato nei suoi processi mentali […] era in grado di discutere sereno di cose che a tanti ragazzi avrebbero fatto venire gli incubi”.
A diciassette anni decise di scappare dalla sua vita, ma non sapeva dove andare, senza un lavoro e senza aver mai fatto nulla nella sua vita; il senso di emarginazione ed esclusione porteranno, sette anni dopo, alla composizione di Something In The Way in cui non c’è dubbio fosse lui quel qualcosa di intralcio.
Successivamente, il racconto si sposta sull’ascesa dei Nirvana, dalla formazione della band a Seattle fino al successo planetario. Cross ci mostra come Cobain, con la sua musica cruda e potente, sia riuscito a diventare il portavoce di una generazione, esprimendo i sentimenti di rabbia e disillusione di molti giovani.
Il peso della fama e la lotta contro i demoni interiori
Ma il successo, anziché portare la felicità, aggrava i problemi del giovane Kurt. La fama lo soffoca, lo costringe a vivere sotto i riflettori e lo espone a un’attenzione mediatica invadente. Agli inizi degli anni ’90, la Sub Pop, la stampa le radio e i fan gli chiedono musica che lui produce a una velocità costante e prodigiosa. Parallelamente, la sua dipendenza da eroina e altre sostanze si aggrava, mettendo a dura prova la sua salute fisica e mentale.
Chi gli stava intorno iniziò a notare la scissione tra Kurt e il suo io interiore, estremamente contraddittorio; in un raro momento di sincerità, dirà che tutto ciò che faceva era un tentativo nevrotico di dimostrare agli atri che era più intelligente e figo di quanto pensassero. In questo periodo nasce Sliver (il pezzo più diretto mai scritto su un bambino abbandonato ai nonni che non vuole allontanarsi dai genitori) e fa il suo ingresso nella band Dave Grohl.
Cross disegna un Kurt Cobain tormentato dai demoni interiori e in continua lotta con se stesso. L’autore analizza in profondità le cause della sua depressione, della sua ansia e del suo senso di inadeguatezza. In una lettera, si descriverà “[…] incasinato da alcol e droghe, stonato e abbastanza sciatto”.
A peggiorare la sua situazione, l’incontro con Courtney Love, il dodici gennaio del 1990 al Satyricon di Portland. Nonostante in lei scoprì, per la prima volta, la comprensione, i due caddero nella spirale dell’eroina e, nonostante l’inaspettata nascita di Frances Bean Cobain gli diete un raggio di speranza in un’esistenza cupa, la situazione non migliorò affatto.
Un tragico epilogo
Il libro culmina con il tragico suicidio del leader dei Nirvana. Kurt si è trovato a fare i conti con una celebrità che non era in grado di gestire con Nevermind e In Utero in testa alle classifiche nel giro di poche settimane.
Una sorta di cesura nella vita del leader della band è rappresentata dal tour in Europa, quando all’Excelsior di Roma fu trovato in overdose da Roipnol con un biglietto con su scritto che, chiamato a scegliere, sceglieva la morte. Da qual momento “non ascoltava nessuno, era totalmente rincoglionito, non sembrava vivo, era monocromatico”.
Cross ricostruisce gli ultimi mesi di vita del musicista, le sue lettere d’addio e il ritrovamento del suo corpo da parte dell’elettricista Gary Smith che lo scambiò per un manichino fino a che non si accorse del sangue che colava dall’orecchio destro e il fucile poggiato sul petto e rivolto al mento.
L’autore non cerca di fornire una spiegazione definitiva del gesto di Cobain e rigetta ogni complotto per non sporcare la sua immagine, ma ci invita a riflettere sulla complessità di questo personaggio e sulle cause che lo hanno portato a compiere un atto così estremo.
“NIRVANA, SIAMO NOI, IL RAGGIUNGIMENTO DELLA PERFEZIONE. IL POSTO IN CUI SI ARRIVA QUANDO SI TRASCENDE IL CICLO INFINITO DI REINCARNAZIONI E SOFFERENZE UMANE”
Recensione
Cross regala al panorama musico-letterario un libro in grado di scavare nel profondo della vita e della psicologia del protagonista della scena grunge americana anni Novanta. Il frontman dei Nirvana non è, però, mitizzato, ma descritto come un uomo complesso e contraddittorio, tormentato dalle luci dei riflettori e dall’ombra della celebrità, arrivata così all’improvviso come un fiume in piena.
Il punto di forza dell’opera sta nell’indagine accurata tra documenti inediti, interviste e testimonianze dirette. Ciò permette di conoscere Cobain attraverso gli occhi di chi lo ha vissuto da vicino e amato, risalendo alle cause delle sue sofferenze e dei suoi conflitti interiori.
La lettura della biografia coinvolge e, nonostante sia fitta e ricca di dettagli, risulta scorrevole a causa della sintassi piana e diretta. Sicuramente, appassionerà i fan della band che ne scopriranno le origini, dalla fama fino al triste epilogo, così come gli amanti dell’indagine psicologica e delle biografie di personaggi famosi.
Probabilmente piacerà meno ai “non addetti ai lavori” a causa dell’atmosfera cupa, dominata dall’abuso di droga, dal suicidio e della depressione.
L’edizione è ben fatta, divisa in ventiquattro capitoli che seguono lo svolgimento cronologico dei fatti e che si concludono con un epilogo alla Leonard Cohen (cantautore, poeta, scrittore e compositore canadese), così come avrebbe voluto Kurt Cobain. Nella parte centrale del libro si trova un buon numero di fotografie di repertorio che ritraggono il giovane insieme alla sua famiglia e ai suoi amici.
Il libro potete trovarlo QUI
L’Autore
Charles R. Cross, classe 1975, è un giornalista e scrittore di Seattle. Scrive da sempre di musica e, nel 2020, ha pubblicato La stanza degli specchi. Jimi Hendrix: la vita, i sogni, gli incubi. Il suo più grande successo, però, resta Più pesante del cielo, punto di riferimento per chiunque voglia comprendere la figura di Kurt Cobain e del fenomeno grunge.



