Se siete tra i tantissimi fan che sognano un sequel di Ratatouille, abbiamo brutte notizie per voi. Il leggendario regista Brad Bird ha recentemente spento ogni entusiasmo riguardo alla possibilità di vedere un Ratatouille 2 al cinema. Nonostante il film Pixar del 2007 sia considerato uno dei capolavori assoluti dell’animazione moderna, un secondo capitolo non rientra assolutamente nei piani del suo creatore.
In un’epoca cinematografica dominata da sequel, remake e reboot, la decisione di Bird rappresenta una mosca bianca nel panorama di Hollywood. Ma quali sono le ragioni dietro questo secco “no”?
Perché Ratatouille 2 non si farà mai: le parole di Brad Bird

Durante la promozione di Gli Incredibili 2 (un sequel arrivato ben 14 anni dopo l’originale), Brad Bird ha affrontato la questione dei seguiti per le sue altre opere iconiche, tra cui Ratatouille e Il gigante di ferro. Il regista è stato categorico: la storia di Remy e Linguini è perfetta così com’è.
“Non ho intenzione di fare Ratatouille 2”, ha dichiarato Bird. “Penso che la storia sia stata raccontata. Mi dicono spesso che dovrei fare Il gigante di ferro 2 o Ratatouille 2, ma io sento di aver già espresso quello che volevo esprimere con quei film. Mi piace l’idea che una storia abbia un inizio, uno svolgimento e una fine ben precisi.”
Il regista ha poi sottolineato come Hollywood sia ormai ossessionata dal “giocare sul sicuro”, preferendo investire su franchise già noti piuttosto che su idee originali. Una tendenza che Bird non condivide, preferendo di gran lunga la sfida di creare qualcosa di totalmente inedito.
La filosofia di Pixar e la gestione dei sequel
La posizione di Brad Bird si inserisce in un dibattito più ampio che ha coinvolto la Pixar Animation Studios nel corso degli anni. Sebbene lo studio abbia prodotto sequel di immenso successo commerciale (come la saga di Toy Story, Inside Out 2 o Cars), la filosofia originaria della compagnia era quella di dare priorità alle storie originali.
Molti registi della “vecchia guardia” Pixar condividono l’opinione di Bird: un sequel ha senso solo se c’è un’idea narrativa talmente forte da giustificarne l’esistenza, e non per mere ragioni di box office. Nel caso di Ratatouille, il finale del film chiudeva perfettamente il cerchio artistico e personale del piccolo topo chef, rendendo un secondo capitolo un potenziale rischio di “annacquamento” del brand.
Ratatouille: un capolavoro senza tempo che non ha bisogno di un seguito
Uscito nelle sale nel 2007, Ratatouille ha conquistato il pubblico e la critica di tutto il mondo, portando a casa il Premio Oscar come Miglior Film d’Animazione. La storia di Remy, un topo parigino con il dono dell’olfatto e il sogno di diventare un grande chef francese, è diventata un classico intramontabile grazie a temi profondi come il talento, il pregiudizio e la passione.
Anche se i fan dovranno mettersi l’anima in pace e rinunciare all’idea di un Ratatouille 2, l’opera originale rimane disponibile per essere riguardata all’infinito (attualmente inclusa nel catalogo streaming di Disney+). Del resto, come direbbe il critico gastronomico Anton Ego: “Non tutti possono diventare dei grandi artisti, ma un grande artista può celarsi in chiunque”. E quel miracolo cinematografico, a quanto pare, è destinato a rimanere unico.


