Se c’è una domanda che rimbalza tra i fan alla fine della proiezione, non è soltanto “quanto è bello il film?”, ma soprattutto: dove stiamo andando?
Uscendo dalla sala dopo la proiezione di Spider-Man: Brand New Day (distribuito da Sony Pictures e arrivato nelle sale italiane il 29 luglio 2026), la sensazione generale è di esaltazione mista a un pizzico di vertigine. La pellicola risulta gradevole e godibile tenendoci incollati allo schermo per tutta la durata senza mai annoiare, grazie a un Peter Parker finalmente isolato, senza tutor milionari e con un’evoluzione dei poteri che grida Sam Raimi da ogni inquadratura.
Eppure, a mente fredda, resta un grosso punto interrogativo sul piatto.
Il film compie un lavoro straordinario nel fare un passo indietro per riconnettersi con l’umanità del personaggio, ma la macchina mastodontica dell’MCU ha aperto così tanti fronti da lasciare una fastidiosa sensazione di smarrimento. Mancano coordinate chiare sulla rotta a lungo termine: l’ingresso di nuovi volti e le dinamiche crossover funzionano alla grande nel presente, ma Brand New Day non svela le carte sul futuro di Spider-Man.
La grande bellezza di questo capitolo sta nel suo coraggio di osare e di sporcarsi le mani, ma il vero banco di prova per i Marvel Studios sarà dimostrare che dietro a questo entusiasmante salto nel buio ci sia davvero un disegno strutturato, e non l’ennesimo vicolo cieco narrativo.
Quindi ci sarà un seguito?
L’unica cosa certa, come ci dicono nella scena post-credit è che “Spider-Man tornerà”, anche se non sappiamo dove, come e quando.



