Lutz Seiler in Stella 111, romanzo pubblicato nel 2025 in Italia dalla casa editrice Utopia nella traduzione di Paola Slaviero, racconta di una Germania non più divisa tra Est e Ovest e costruisce un romanzo monumentale che alterna malinconia, voglia di cercare se stessi in un mondo nuovo, desiderio e solitudine.

Trama
1989, il Muro di Berlino cade. All’indomani di questa data, la vita in Germania cambia per sempre, aprendo un varco a nuove opportunità. Inge e Walter Bischoff, che fino ad allora avevano vissuto con il figlio Carl, ormai un giovane adulto, nella Germania Est, accolgono questo epocale evento storico con grande entusiasmo: finalmente possono andarsene. Questa coppia, non più giovane, prova uno spasmodico desiderio di fuga: i due vogliono lasciare Gera, la cittadina dell’Est dove hanno sempre vissuto, ed andare ad Ovest per vedere cosa la vita può offrire loro e realizzare finalmente sogni passati e mai portati a compimento.
E Carl? Carl non parte con i genitori, ma promette di restare a Gera a prendersi cura della casa, della macchina – la Zhiguli tanto amata dal padre –, di fare, insomma, da retroguardia, da difesa al passato che è stato sì una vita felice, sebbene non la più felice che si potesse immaginare. Ma Carl non è d’accordo con i piani che i genitori hanno per lui e, non appena la coppia parte, lui si trasferisce a Berlino, portando la Zhiguli con sé. A Berlino Carl si unisce ad un gruppo di anarchici e con loro inizia una nuova vita, ricerca incessantemente di affermarsi come poeta, incontra donne di cui si innamora, svolge lavori ai limiti della legalità.
Tra genitori e figlio inizia uno scambio epistolare. Queste lettere però mancano di sincerità: Carl racconta solo bugie a Inge e Walter e continua a fingersi a casa a Gera; i genitori invece hanno dei segreti, vorrebbero svelare i loro piani al figlio ma non possono farlo finché non capiscono di poter davvero realizzare i propri sogni.
Il ricongiungimento familiare è complesso: troppi silenzi e bugie, presenti e passate, si sono annidati tra genitori e figlio, troppi desideri e stili di vita divergenti hanno portato Carl e i suoi ad allontanarsi.
Recensione
Stella 111 è un romanzo che ha un’ambientazione inedita, non perché sia inedito il racconto del crollo del Muro di Berlino e le dirette conseguente di questo evento storico, ma perché è nuovo il modo in cui Lutz Seiler lo elabora. Il punto di vista sulla Germania unita, all’interno della quale è possibile circolare, muoversi ed essere liberi, è infatti completamente nuovo: ad essere sotto i riflettori non sono la grandezza e la portata del fatto in sé, ma tutte le potenzialità che esso palesa. Il Muro cade e questa frattura è epocale: è possibile finalmente liberarsi dai vincoli, uscire da un sistema imposto per anni. Significa cambiare insieme al mondo che cambia, mutare la propria mentalità, adattarsi al nuovo e, anzi, volerlo approfondire e conoscere davvero.
Carl e i suoi genitori affrontano questa rinnovata libertà in maniere molto diverse, ma entrambe le situazioni mostrano un cambiamento nell’aria ormai impossibile da ignorare ed arrestare. Inge e Walter infatti colgono al volo le potenzialità di ciò che sta accadendo e, dopo una vita fermi in un luogo che è andato loro stretto, sono pronti a mollare tutto e a ricominciare da zero e, nonostante la loro età, a mettersi in gioco per migliorare l’ultima parte della loro vita, per dedicarsi finalmente a loro stessi, ai propri sogni e ad una vita che la Storia ha loro negato. Carl invece, da giovane che non ha mai conosciuto alternative alla sua vita nell’Est, inizialmente sbanda, perde la bussola, tutta questa libertà gli è nuova e lo sconvolge. Carl coltiva il sogno di diventare poeta: scrivere per lui è un modo per esistere nella trasformazione dei tempi che mutano, ma è anche una forma di resistenza contro la cancellazione del passato.
In fin dei conti quindi è difficile dire se Stella 111 sia un romanzo storico-politico, che racconta degli anni che seguirono la caduta del Muro, o personale, dato che narra la vita di una famiglia. Il libro non vuole raccontare della storia con la S maiuscola, ma vuole che essa sia inserita nella vita quotidiana ed intreccia così pubblico e privato.
Il titolo, Stella 111, fa riferimento a una radio, la Stern 111 appunto, simbolo affettivo e culturale della Germania Est. Non è solo un oggetto del passato, ma un catalizzatore di memorie, un emblema familiare, una compagna silenziosa. È la radio che suonava nell’infanzia di Carl, quella che illuminava, come una stella, le giornate grigie della DDR.
Potete trovare il libro QUI.
L’autore
Lutz Seiler è nato nel 1963 a Gera, città in cui fa nascere e vivere la prima parte della vita anche ai personaggi del suo romanzo Stella 111. Seiler è un autore poliedrico che oltre alla narrativa si è cimentato con successo nella saggistica e nella poesia, tanto da essere riconosciuto dalla critica internazionale come una voce di spicco della poesia europea. La casa editrice Utopia si sta occupando di pubblicare in italiano altri suoi lavori.



