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Film

The Assessment – la valutazione: la nostra recensione

Ilaria Derosa
2 Giugno 2025
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8 Min
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Dall’8 Maggio 2025 è disponibile su Prime Video il film The Assessment – la valutazione, primo lungometraggio della regista Fleur Fortuné, con protagonisti Elizabeth Olsen, Alicia Vikander e Himesh Patel. Presentato nel 2024 al Toronto International Film Festival, questo thriller dispotico ci catapulta in un mondo parallelo, nel quale la maternità è da considerarsi un privilegio da ottenere solo dopo una rigida valutazione da parte dello Stato.

La trama

Mia (Elizabeth Olsen) e Aaryan (Himesh Patel) sono una giovane coppia che desidera avere un figlio e decidono di fare domanda al governo centrale per entrare nella selezione. La società in cui vivono è nettamente cambiata: il collasso ambientale ha reso difficile il procurarsi le materie prime, causando un controllo rigido del governo sulle nascite. La procreazione naturale è severamente vietata, per tanto il governo decide a chi destinare i bambini nati da uteri artificiali.

Le coppie che vengono selezionate devono sottoporsi ad una rigida valutazione di sette giorni da parte di un funzionario dello Stato, che attesterà la loro idoneità. Mia e Aaryan ricevono in casa Virginia (Alicia Vikander), una figura alquanto enigmatica e impenetrabile, che ha il compito di valutarli in ogni piccolo aspetto della loro quotidianità. Hanno solo un tentativo e se falliscono, non potranno mai più provare ad essere genitori.

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Per sette giorni Virginia vive con loro, osserva ogni gesto e li sottopone ad un test dietro l’altro, mettendoli di fronte alle loro paure ed insicurezze. La tensione sale man mano che i metodi di Virginia diventano sempre più estenuanti e manipolativi, mettendo a dura prova il rapporto tra Mia e Aaryan. Il finale della storia non è per niente ciò che uno si aspetta.

La recensione del film

La regista Fleur Fortuné ci catapulta in un presente dispotico in cui il mondo è stato messo a dura prova dal cambiamento climatico. La società si è chiusa in se stessa, con l’obiettivo di proteggere quelle poche risorse che sono rimaste a disposizione. Chi non è d’accordo sui metodi dittatoriali usati viene spedito nel “vecchio mondo”, un luogo in cui le persone vivono in mezzo al deserto alla ricerca perenne di cibo. Il controllo del governo è principalmente sulle mente e i corpi dei cittadini, specialmente su quello femminile in cui la procreazione naturale è severamente vietata. La genitorialità non è più un diritto, ma un privilegio da guadagnarsi attraverso una valutazione accurata e minuziosa da parte di un funzionario del governo. Non è dato sapere quali siano i criteri usati dallo Stato, per tanto si comprende che l’amore e il senso di protezione non bastano a superare il test.

Personaggi e Ambientazione

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La storia si concentra principalmente su tre personaggi: Mia, Aaryan e Virginia.

Mia (Elizabeth Olsen) è una botanica che lavora sulla coltivazione di nuove erbe commestibili da poter sfruttare. Il desiderio di maternità è talmente radicato in lei, che diventa quasi un bisogno fisiologico. La sua forza e il suo carattere si scontrano sia con Virginia che con Aaryan stesso, facendole dubitare sulla funzionalità del sistema in cui vive. Aaryan (Himesh Patel) progetta animali domestici virtuali che hanno lo scopo di sostituire quelli naturali, ormai estinti. Si presenta come un uomo razionale e controllato, che cela dei segreti che vengono a galla man mano che la valutazione prosegue. Virginia è abile a scavare nella sua incertezza, mettendo in risalto una serie di questioni non risolte che provocheranno crepe nella coppia. Infine troviamo Virginia (Alicia Vikander), un funzionario del governo incaricato di valutare rigidamente i candidati. Sebbene all’apparenza si mostri astuta, manipolatrice e austera, in realtà cela un segreto traumatico che ha condizionato il suo comportamento. Il suo metodo di valutazione è disturbante e crudele, riflesso di una ferita mai marginata, che viene usata contro il desiderio di genitorialità dei candidati. La sua valutazione diventa un vero e proprio strumento di potere che sfocerà in una perenne lotta con Mia e Aaryan.

Tutta l’ambientazione del film si concentra nella casa di Mia e Aaryan, una villa isolata vicino al mare, nel quale l’arredamento è austero e i colori delle pareti sono molto freddi. La casa, sinonimo di protezione e accoglienza, diventa sempre più un luogo claustrofobico in cui i suoi protagonisti si muovono in una danza tesa. Virginia non si limita solo a valutarli, ma scava nelle loro anime, li provoca e mette in risalto le loro imperfezioni. Le sue domande sono calcolate, analizzando e registrando ogni singola risposta. Si rompono così gli equilibri della coppia, in cui i caratteri si scontrano e riaffiorano vecchie ferite mai rimarginate. Loro stessi diventano giudici delle loro anime, non sentendosi più liberi di esprimere le loro emozioni e sentimenti.

Tematiche

Il film si concentra sul tema del controllo, specialmente quello praticato dallo Stato sul corpo delle donne. Il desiderio di maternità è una questione di Stato, eliminando completamente la libertà di scelta individuale. La critica sociale della regista è al quanto rilevante, specialmente contro molte agende politiche di governi attualmente esistenti, in cui non è concessa la piena libertà di controllo sul proprio corpo. I temi come l’aborto o la libertà produttiva sono ancora argomenti caldi e questo dimostra come dei diritti conquistati faticosamente possano dissolversi anche con una semplice firma.

Inoltre la sensibilità sulle problematiche causate dal cambiamento climatico ci permettono di intervenire per provare a salvare un mondo sempre più inquinato. Mostrandoci una società collassata e dispotica, la regista ci vuol far comprendere che siamo ancora in tempo per agire e per salvare tutti noi.

Conclusioni

The Assessment si presenta come un thriller dispotico, psicologico, disturbante e dannatamente attuale. L’esordio alla regia di Fleur Fortuné è convincente e visivamente bello. La prova attoriale di Elizabeth Olsen, Hamish Patel e Alicia Vikander è magistrale. La perenne tensione tra loro si percepisce negli sguardi e nella gestualità, che trasmettono allo spettatore le loro insicurezze e paure. E’ un film che fa riflettere, pensare e mette in discussione anche le nostre convinzioni più banali. Un film uscito in sordina che merita di essere guardato.

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