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The Punisher One Last Kill Recensione: Vendetta non placata

Credi che dio ci perdonerà per le cose che abbiamo fatto, Frank?

Federica Di Giacinto
14 Maggio 2026
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8 Min
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8.5 OSCURO
The Punisher: One last kill

Lo speciale The Punisher: One Last Kill è un omaggio all’essenza del giustiziere tormentato e una preparazione a ciò che verrà dopo. Diretto da Reinaldo Marcus Green, scritto e interpretato da Jon Bernthal, il nuovo oscuro capitolo sul Punitore è disponibile su Disney+ dal 12 Maggio 2026.

I fantasmi del passato

Frank sembra quasi in preda alla schizofrenia e ptsd e lo stato della cittadini è in subbuglio per colpa del cambio di comando di un clan mafioso nella città. (“almeno mantenevano la pace”). Mostra proprio come i quartieri più bassi siano colmi di criminalità e povertà, come la scena con il barbone e le “baby gang”. Come un quartiere impoverito diventa una “Sodoma e Gomorra”. Frank Castle è in preda allo shock post-traumatico più che mai, lo è sempre stato ma ora è arrivato al limite.

Scene crude, autolesionismo, violenza, mostrano la follia a cui un ex-soldato può giungere, come quella a cui un popolo che non ha più regole dignitose e giuste, può arrivare. Si mostra una città in cui non c’è una guida sicura né più giustizia, e le poche brave persone rimaste impoverite o no, devono subirne gli atti crudeli e vandalici. Ma c’è un nuovo nemico in città che promette la morte di Castle: Ma Gnucci. (Personaggio già introdotto nei fumetti).

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-Ehi è lui!

-Allora ogni tanto esce…!

Frank esce di casa e si comporta come se in questo inferno (e peggio), ci sia sempre passato, come se fosse “normale”. È un supereroe? Forse. Ma sicuramente è più umano di molti altri perché sa che il vero inferno si trova qui, in mezzo a quello che gli altri chiamano “normalità, vita di tutti i giorni”.

Lui sa cosa è giusto e sbagliato, seppur il confine è labile e a volte sbiadito per lui, nonostante tutto, riesce ancora a contraddistinguerlo. (seguendo il suo personale “metodo di giustizia”).

L’inferno è qui

In mezzo a un quartiere ridotto a uno stato di pura inciviltà e violenza, mentre la vita scorre come se nulla fosse (bambini che giocano, gente che passeggia) The Punisher sa cosa sta succedendo, combatte contro i propri demoni e sembra anche per lo spettatore lui sia l’unica speranza in città. 

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Ci fa sentire come se noi fossimo lui, vorremmo agire, scuoterlo dallo stato quasi catatonico in cui si trova e dirgli di ripulire questo dannato posto, mentre lo osserva bevendo il caffè e scambiando sguardi pericolosi con i criminali e gente che grida all’ “apocalisse”.

Si comporta come un giustiziere che non può piu fare niente, accusato di omicidi e trattato come un pericoloso reietto. Proprio dalla gente che “proteggeva”. Il passato e il presente lo tormentano. E la sicurezza del futuro è incerta.

Attaccato ancora alle sue origini, come un martire, ancora cerca conforto nel suo passato. Nella famiglia che credeva che avrebbe avuto sempre al suo fianco, un tempo. Prima che i miti di Frank Castle si facessero realtà. 

Per lui quei “fantasmi” sono ancora reali.

“Ti dicevo non ti avrei mai abbandonata, che non mi sarei mai arreso.”

“Sono stanco, cazzo.”

Quasi si lascia sopraffare dai propri demoni. Frank Castle è un padre che non è mai stato fino in fondo, un marito che non sarà mai più. Rispecchia fino in fondo e in tono oscuro, il destino dell’archetipo del padre che ha perso tutto.

Credi che dio ci perdonerà per le cose che abbiamo fatto, Frank?

Le apparizioni dei commilitoni e della famiglia lo spingono quasi, lo provocano a rimettere ordine, a tornare a essere quel giustiziere, come per fare giustizia per gli altri (e/o per se stesso) prima (o dopo in alcuni casi) che capitino le stesse cose agli altri. Anche ai più deboli. Ma c’è anche gente che promette di vendicarsi nei confronti del “the punisher”.

Frank si è fatto giustizia, ma il tormento non lo ha mai abbandonato e forse non lo abbandonerà mai. Vive per servire il suo dolore come un cane fedele e bastonato, alimentato dalla vendetta. dopo il suo risveglio avvenuto tramite i valori che ancora esistevano in lui, si promette di andare avanti, di provarci per giustiziare chi secondo il suo metro di misura se lo merita, e punendolo alle sue condizioni.

Il ritmo è giusto, lento ma giusto per la storia di Frank, si fa flemmatico quando le vite e le storie degli altri si fanno spazio sullo schermo.

E fino a metà speciale, in The Punisher: One last kill, Frank non spiccica quasi parola. Quasi ricorda i primi episodi della sua prima serie tv su Netflix.

Il senso di solitudine di Frank è devastante. Il regista, mostra le allucinazioni di Frank in modo estremamente realistico, cosi tanto che si fa fatica a dire se un personaggio qualunque del suo passato sia ricomparso davvero oppure no.

Frank, a causa della sua salute mentale, si comporta da vigliacco, scappa da se stesso ma anche dai suoi “doveri”, fin quando… 

La scena che lo risveglia come una “fenice”

“il fuoco lo travolge” e decide di difendere di nuovo in nome di ciò che crede giusto, per non sentirsi di nuovo ancora più colpevole e in una situazione essenzialmente simile alla sua “origine”.

Le sue capacità e l’azione sono mostrate con un’esattezza impressionante, grande lavoro del direttore artistico, del regista, delle capacita attoriali e della scenografia. Un gran lavoro che mostra la cruda realtà di un super eroe che cerca solo di non essere “cattivo” quanto i veri cattivi.

Si scatena Per i corridoi del condominio in cui prende vita una scena intrisa di azione pura. Seguiamo Frank da vicino, quasi in prima persona, simili a sequenze da videogioco (scelta stilistica azzeccata per il tono e visibilmente interessante), così come i tools che usa per difendere gli innocenti da coloro che lo cercano per ucciderlo. Inquadrature e effetti speciali non sono mai scontati.

Frank Castle però non è mai un eroe che gode della sofferenza altrui, la conosce, e la usa come unico metodo che conosce per proteggere ciò che considera giusto e buono. Ciò che alla fine, è ciò che lo ha guidato nel suo passato da Marine. Ma la bontà crede ancora in Frank.

Ora che Frank ha l’obiettivo di provare ad andare avanti, dovremo vedere se questo alto livello di impegno cinematografico rimarrà all’altezza nel futuro della serie e/o film se e quando ci saranno; e come sarà la sua apparizione in Spiderman: Brand New Day.

Questi 50 minuti sono un viaggio breve ma intenso, con una versione “absolute” di Frank Castle The Punisher.

The Punisher: One last kill
OSCURO 8.5
Il Nostro Voto 8.5
Fantastico! Potenza di scrittura quasi assoluta Scenografia e effetti speciali impeccabili Sequenze di azione accurate e simili a scene videoludiche Profondamente introspettivo nei confronti del protagonista, fedele ma permettendo un significativo e coerente character development.
C'è di meglio! A volte flemmatico
In Breve
The Punisher: One Last Kill onora l'essenza di Frank Castle e mostra una sete di vendetta implacabile anche se compiuta; con le sue conseguenze e futuro, settandone l'avvenire. Un nuovo inizio profondo e coerente, impeccabili sotto i profili di: scrittura, scenografia ed effetti speciali.
ARGOMENTI:RecensioneThe Punisher: One Last Kill
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DiFederica Di Giacinto
Content Writer su NerdPool.it, appassionata di cinema e letteratura con Focus sulla narrativa classica e sceneggiatura cinematografica.
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