In The Testaments, il racconto di Gilead cambia prospettiva. Se da una parte seguiamo chi è cresciuto dentro il sistema, dall’altra troviamo chi quel sistema lo ha sempre visto da lontano, e qui entra in gioco Daisy.
Daisy cresce nel mondo esterno, lontano da Gilead, ha una vita normale, un’identità costruita fuori dal regime. Per lei, Gilead è qualcosa di distante, quasi astratto, ma questa normalità è fragile, e soprattutto non è tutta la verità.
Le sue origini
Daisy non è solo un’osservatrice esterna, è nata a Gilead ed è stata messa in salvo da Mayday, l’organizzazione di resistenza. Viene affidata e cresciuta da una coppia che collabora attivamente con il mayday, vive con loro per molti anni senza conoscere davvero la verità e la sua storia.
Quando i suoi genitori adottivi vengono uccisi per mano di Gilead, la verità emerge (grazie all’intervento di June Osborne) e il suo mondo crolla, cambia radicalmente, tutte le sue certezze svaniscono e Gilead per Daisy smette di essere qualcosa di lontano quasi “astratto” e diventa una questione personale.
La scelta
A differenza di altri personaggi, Daisy non subisce Gilead, ma decide di entrarci. Dopo l’incontro turbolento con June dove le viene rivelato che l’assassinio dei suoi genitori adottivi è avvenuto per mano di Gilead e che lei è una bambina nata a Gilead, ma portata in salvo dal mayday e che adesso l’obiettivo del regime è proprio lei (perché proprietà di Gilead). Le scelte sono poche: morire per mano di Gilead, o provare a salvare se stessa e altre ragazze, in particolare Agnes.
Daisy accetta di prendere parte a una missione rischiosa: infiltrarsi nel cuore del sistema, all’interno della scuola delle “future mogli”. Per farlo, assume il ruolo di “ragazza perla“, una nuova figura a Gilead, dove trovano spazio ragazze dal “mondo esterno” che attraverso l’educazione scolastica del regime, posso espiare i loro peccati e avere la possibilità di diventare delle “future mogli” di Comandanti.
Entrando come infiltrata a Gilead dovrà fare da ponte tra i due mondi, fingendo di servire gli interessi del regime mentre aiuta la resistenza.
Il contrasto con Agnes
Il confronto con Agnes Jemima è inevitabile. Agnes è cresciuta dentro Gilead e lo considera normale, Daisy ci entra da fuori, consapevole di ciò che rappresenta.
Due traiettorie opposte che finiscono per incrociarsi nello stesso spazio, ed è proprio questo contrasto a rendere The Testaments potente: non esiste un solo modo di vivere a Gilead, ma molteplici verità che convivono nello stesso sistema.
Perché Daisy è fondamentale
Daisy rappresenta il punto di contatto tra lo spettatore e Gilead, attraverso di lei, torniamo a osservare quel mondo con occhi esterni: con dubbi, paura e incredulità.
Ma questa volta con una differenza, non stiamo guardando da fuori, ma da dentro. Il suo percorso è fatto di scoperta, ma anche di adattamento, per sopravvivere Daisy deve imparare le regole di un sistema che rifiuta.
In un racconto che parla di controllo, memoria e identità, Daisy rappresenta il punto di rottura. Perché se Agnes è la prova che Gilead funziona, daisy è la prova che può ancora essere messo in discussione. E forse è proprio dall’incontro di queste due visioni che passa il futuro della storia.


