Dopo Void Rivals, torniamo a parlare di Transformers, con il secondo volume intitolato Passaggio verso l’oblio. Daniel Warren Johnson stavolta si occupa solo dei testi, mentre i disegni sono di Jorge Corona e i colori del solito Mike Spicer. Dopo sei capitoli frenetici, ricchi di azione ma anche molto drammatici, con questo volume si alza ancora di più l’asticella, mettendo in campo tanti nuovi personaggi e portando a un livello superiore lo scontro tra Autobot e Decepticon, con la Terra presa nel mezzo tra chi vorrebbe sfruttarla e distruggerla e chi invece tenta di proteggerla.

Ricucire le ferite
Dopo una lunga battaglia, i buoni hanno ottenuto una grande vittoria e riconquistato la loro base ma a caro prezzo, e ora entrambi gli schieramenti devono rimettere insieme i pezzi. Starscream ha cercato di spodestare il suo rivale di sempre Megatron, ancora disperso, ma la sua leadership è messa sempre più in discussione dagli altri robot, che vedono in Soundwave una guida migliore. Carly e Spike si sono trovati improvvisamente nell’occhio del ciclone di un conflitto eterno tra creature titaniche ed entrambi hanno ricevuto ferite devastanti, tanto nel corpo, nel caso del ragazzo, quanto soprattutto nello spirito, ma stanno reagendo in maniera diversa. Mentre Spike riconosce il sacrificio del genitore ma deve ancora elaborare il lutto, la ragazza vorrebbe vendicarsi subito del mostro che le ha portato via suo padre e non riesce a restare con le mani in mano mentre gli Autobot si rigenerano.
Anche Optimus Prime, nel suo ruolo di leader, deve affrontare molte difficoltà e trasmettere fiducia ai suoi compagni, mentre dentro di sé sta subendo dei mutamenti che non comprende. La cover del secondo volume (che corrisponde al numero 9 originale) è stupenda proprio nel raffigurare tutta la fatica e lo sforzo di Optimus che, come una sorta di Atlante robotico, si trova a reggere il peso della Terra sulle sue spalle, mentre anche il suo mondo, Cybertron, si avvicina in modo minaccioso alla nuova casa dei robot.

Diversi punti di vista
Tra i nuovi personaggi introdotti in questo volume spicca sicuramente Shockwave, freddo e calcolatore, forse il più sadico di tutti i Decepticon, che non esita a torturare e fare esperimenti sugli autobot. Scopriamo poi che, in realtà, alcuni robot sono arrivati sulla Terra da molto tempo, ma sono rimasti dormenti, tranne alcune rare eccezioni. Nel frattempo, il conflitto su Cybertron è andato avanti con conseguenze sempre più devastanti per il pianeta. Risvegliatisi, entrambi gli schieramenti si sono ritrovati su un pianeta che ammirano per la bellezza delle sue creature e del paesaggio, ma se gli Autobot cercano di raccogliere le risorse senza abusarne, i Decepticon invece vorrebbero sfruttarle e consumarle per i loro scopi. La tematica ambientalista è sempre più presente e, attraverso gli occhi dei robot, Daniel Warren Johnson riesce a toccare così un argomento quanto mai attuale e spaventoso.

Transformers continua a essere una serie ricca di sorprese, fatta di grandi scazzottate e combattimenti avvincenti, ma anche di momenti emozionanti. Con la sua scrittura mai banale, Daniel Warren Johnson riesce a dare il giusto spazio agli umani e ai robot e, soprattutto, a rendere questi ultimi dei personaggi molto profondi e stratificati, non solo dei giocattoloni che possono trasformarsi e sparare. Ai disegni Jorge Corona continua l’ottimo lavoro impostato dal suo predecessore, con uno stile molto in linea con il volume precedente e perfetto anche nel character design dei tanti personaggi che compaiono per la prima volta in questo volume e che i fan di vecchia data saranno felici di ritrovare nel fumetto.
Al momento è davvero difficile scegliere quale sia la serie migliore dell’Energon Universe tra questa e Void Rivals, quindi il nostro consiglio è quello di provare a seguirle entrambe e nell’ordine di pubblicazione, in attesa della pubblicazione di G.I. Joe in autunno.



