Ebenezer Scrooge, il protagonista di Canto di Natale di Charles Dickens, nato nel 1843 dalla penna dello scrittore inglese, l’avaro più famoso della narrativa ha attraversato oltre un secolo di storia del cinema, trasformandosi continuamente senza mai perdere la propria identità. Ogni epoca ha trovato nel vecchio banchiere un riflesso delle proprie paure, delle proprie contraddizioni e, soprattutto, della possibilità di redenzione.
La prima Apparizione 1901

La prima apparizione cinematografica di Scrooge risale al 1901 con Scrooge, or Marley’s Ghost, uno dei primissimi adattamenti mai realizzati dell’opera di Dickens, pochi anni dopo fu Seymour Hicks a raccogliere l’eredità del personaggio, interpretandolo nel cortometraggio del 1913 e tornando a vestire gli stessi panni anche nel lungometraggio del 1935, nel frattempo, nel 1916, Rupert Julian offrì una propria interpretazione in The Right to Be Happy, dimostrando come il racconto dickensiano fosse già diventato un punto di riferimento per il cinema delle origini. Nel 1938 arrivò una nuova versione destinata a lasciare il segno grazie a Reginald Owen, protagonista di A Christmas Carol, ma fu soltanto nel 1951 che il personaggio raggiunse una delle sue incarnazioni più celebri con Alastair Sim, il suo Scrooge, severo, cinico e progressivamente capace di una profonda trasformazione interiore, è ancora oggi considerato uno dei ritratti più rappresentativi mai portati sullo schermo, lo stesso Sim avrebbe prestato la voce al personaggio anche nell’adattamento animato del 1971. Gli anni Settanta offrirono una rilettura completamente diversa grazie ad Albert Finney, protagonista del musical cinematografico Scrooge del 1970. Con un’interpretazione intensa e ricca di sfumature, Finney contribuì a dimostrare quanto il racconto di Dickens potesse adattarsi anche a linguaggi cinematografici differenti senza perdere la propria forza narrativa.
L’animazione Disney, una pietra miliare del Canto di Natale

Il personaggio continuò a evolversi anche attraverso versioni più originali, nel 1983, nel celebre cortometraggio Disney Canto di Natale di Topolino, Alan Young prestò la voce a Zio Paperone, personaggio creato proprio ispirandosi a Ebenezer Scrooge, cinque anni più tardi, Bill Murray interpretò Frank Cross in S.O.S. Fantasmi, una moderna rivisitazione del racconto in cui il protagonista riprende chiaramente la figura dell’avaro ideato da Dickens, trasportandola nella società contemporanea.
L’epoca moderna e la computer grafica

Nel 1992 arrivò uno degli adattamenti più amati dal pubblico di ogni età, in Festa in casa Muppet, Michael Caine decise di interpretare Scrooge con assoluta serietà, nonostante fosse circondato dai celebri pupazzi di Jim Henson, la scelta si rivelò vincente e contribuì a rendere il film un classico del periodo natalizio. Negli anni successivi il personaggio tornò anche nell’animazione con Tim Curry nel 1997, mentre Jack Palance nel 1998 e Patrick Stewart nel 1999 offrirono due interpretazioni televisive molto apprezzate. Nel 2004 fu invece Kelsey Grammer a guidare l’adattamento musicale A Christmas Carol: The Musical. La rivoluzione tecnologica arrivò nel 2009 quando Robert Zemeckis realizzò A Christmas Carol utilizzando la performance capture. Jim Carrey interpretò Scrooge in tutte le fasi della sua vita e diede volto anche ai tre Spiriti del Natale, offrendo una delle versioni visivamente più ambiziose mai dedicate al personaggio.
Il grande cinema e le serie tv

Negli anni successivi Dickens e la sua creatura continuarono a ispirare il cinema. Nel 2017 Christopher Plummer interpretò uno Scrooge immaginario in Dickens – L’uomo che inventò il Natale, raccontando il dialogo ideale tra lo scrittore e il personaggio durante la stesura del romanzo, nel 2019 Guy Pearce riportò invece in scena un Ebenezer più oscuro e tormentato nella miniserie A Christmas Carol, mentre nel 2022 Luke Evans gli prestò la voce nel film d’animazione Netflix Scrooge: Canto di Natale. Nello stesso anno Spirited propose una rilettura moderna del mito con Will Ferrell nei panni di Clint Briggs, una figura costruita chiaramente sul modello dello Scrooge dickensiano.
Il ritorno di Johnny Depp
La storia del personaggio è destinata a proseguire anche nei prossimi anni, per il 2026 è in uscita un nuovo adattamento cinematografico intitolato Ebenezer, nel quale Johnny Depp interpreterà una versione più cupa e gotica del celebre protagonista, confermando ancora una volta quanto il racconto di Charles Dickens continui a esercitare un fascino senza tempo, a oltre 180 anni dalla sua nascita letteraria, Ebenezer Scrooge rimane uno dei personaggi più longevi e reinterpretati della storia del cinema, ogni attore gli ha donato un volto diverso, ogni regista ne ha evidenziato aspetti nuovi, ma il cuore del racconto è rimasto immutato: il viaggio di un uomo che scopre come nessuna ricchezza possa valere quanto la possibilità di cambiare, amare e concedersi una seconda occasione.



