Joe Brammer, amministratore delegato e produttore esecutivo dello studio britannico Bulkhead, ha rivelato che l’azienda controlla i profili social dei candidati durante i colloqui di assunzione per scartare chi si esprime pubblicamente contro il crunch, la pratica di straordinari intensivi e prolungati diffusa in diverse produzioni videoludiche. Le dichiarazioni arrivano proprio nei giorni in cui Bulkhead festeggia il successo di Wardogs, sparatutto multiplayer per PC che ha già venduto due milioni di copie.
“Se sei contro il crunch, qui non fai per noi”
Brammer ha spiegato senza troppi giri di parole il criterio di selezione: “Controlliamo i social delle persone e se scrivono di continuo messaggi contro il crunch, tipo che non dovrebbe mai esistere, lo sappiamo e diciamo: guarda, qui non saresti felice, quindi non ti prendiamo.” Il dirigente ha anche ammesso apertamente di aspettarsi straordinari dal proprio team: “Sanno che mi aspetto che le persone facciano crunch. Me ne assumo la responsabilità, non cerco di nasconderlo.” Secondo Brammer il fenomeno “prima o poi capiterà inevitabilmente”, anche se lo studio dice di provare a limitarlo; a sostegno delle sue parole ha condiviso un video che mostra dipendenti al lavoro per due giorni consecutivi.
Il successo di Wardogs e il contesto dello studio
Wardogs è uno sparatutto in prima persona a stampo militare pubblicato da Team17, editore britannico noto in Italia soprattutto per Overcooked, disponibile in accesso anticipato su Steam dal 10 settembre esclusivamente per PC. Il gioco propone scontri fino a 100 giocatori con meccaniche di costruzione e distruzione degli scenari, in diretta concorrenza con l’uscita di Call of Duty: Modern Warfare 4 nello stesso periodo, e nonostante questo ha raggiunto la prima posizione nella classifica di Steam poche ore dopo il debutto. Al momento supporta l’italiano solo nei testi e nei menu, non nel doppiaggio. Brammer ha aggiunto che i dipendenti azionisti dell’azienda ricevono bonus legati al successo di titoli come Wardogs, cifre che secondo lui possono essere “decisive” per gli sviluppatori più giovani. Bulkhead, riporta Kotaku, ha comunque effettuato tagli al personale ogni anno negli ultimi sei anni, e ha vinto il premio Best Places To Work nel 2023 e nel 2024, ma non nel 2025.
Le parole di Brammer arrivano mentre il dibattito sul crunch nell’industria videoludica resta aperto: resta da vedere se altri studi si esporranno pubblicamente sul tema.



