Il finale della prima stagione di X-Men ’97 ci ha lasciato tutti con il cuore a pezzi, specialmente per il destino di Gambit. Ma se pensavate che il sacrificio di Remy LeBeau fosse la fine della sua storia, vi sbagliavate. O meglio: vi sbagliavate secondo i piani originali. L’ex showrunner Beau DeMayo, nonostante il licenziamento e la rimozione dai credits per la futura Stagione 2 (in arrivo nel 2026), continua a lanciare bombe su X (ex Twitter) riguardo a ciò che avrebbe dovuto essere la serie. E l’ultima rivelazione fa davvero male.
In breve
- Beau DeMayo rompe il silenzio sui piani originali per la terza stagione.
- Confermato un adattamento di Age of Apocalypse con Gambit protagonista assoluto.
- La strategia “anti-Wolverine”: perché Logan è stato messo in panchina.
Il piano per la Stagione 3: Gambit e l’Era di Apocalisse
Rispondendo a un fan su X, DeMayo è entrato nei dettagli tecnici della sua visione a lungo termine. Se la prima stagione era corale, la terza doveva essere “la stagione di Gambit”.
Il piano prevedeva un adattamento diretto di Age of Apocalypse (una delle run a fumetti più amate degli anni ’90). In questo scenario distopico, Gambit non sarebbe rimasto un ricordo, ma avrebbe guidato attivamente una squadra su ordine di Magneto per recuperare il Cristallo M’Krann, un artefatto di immenso potere cosmico. Niente camei, niente ruoli marginali: Remy sarebbe stato il motore della trama.
La “Regola di Julie Plec” e il downgrade di Wolverine
Una delle critiche (o lodi, a seconda dei punti di vista) mosse alla prima stagione è stata la gestione di Wolverine, relegato quasi a personaggio di supporto. DeMayo ha spiegato che non è stato un caso, ma una scelta strutturale basata sul metodo appreso da Julie Plec (The Vampire Diaries).
Per far funzionare una serie corale, bisogna ruotare i riflettori.
- Gold Team (Focus S1): Ciclope, Tempesta, Magneto, Jean Grey.
- Red Team (Supporto): Rogue, Wolverine, Morph, Cable, Jubilee e, appunto, Gambit.
Logan è stato volutamente trattato come un “personaggio di fascia C” per permettere al dramma della famiglia Summers e alla politica mutante di respirare. Gambit doveva attendere il suo turno nella Stagione 3, un “mandato per cui io e il mio team abbiamo lottato”, ha specificato l’autore.
Cosa resta del sogno?
Con DeMayo fuori dai giochi – una figura che, come uomo nero e gay, ha spinto molto per mantenere l’allegoria dei mutanti come specchio delle discriminazioni reali – c’è il timore che la serie possa perdere il suo “morso” politico e sociale.
L’idea di vedere Gambit in una space-opera a caccia di cristalli cosmici in una timeline alternativa era esattamente quel mix di soap opera e fantascienza hard-core che ha reso grande gli X-Men di Chris Claremont. Ora che la writer’s room è cambiata, resta da vedere se Marvel Animation manterrà questi spunti o virerà verso lidi più sicuri (e meno costosi). Per ora, ci resta solo il “what if”.


