Il classico di Biancaneve, a distanza di 88 anni dal famoso film d’animazione, è pronto a tornare al cinema in una nuova veste live action. Nel nuovo progetto diretto da Marc Webb, la Principessa prende vita grazie a Rachel Zegler nei panni della protagonista e Gal Gadot in quelli della matrigna Grimilde. In attesa di scoprire quali differenze ci saranno tra il favoloso film d’animazione del 1937 e il nuovo targato Disney, scopriamo assieme la favola originale resa famosa dalla Casa di Topolino!
Chi erano i Fratelli Grimm?
Jacob Grimm e Wilhelm Grimm sono stati due linguisti e filologi tedeschi che hanno vissuto al termine del 1700. Sono famosi in tutto il mondo per aver raccolto e rielaborato le fiabe della tradizione popolare tedesca tra cui: Hansel e Gretel, Cenerentola, Il Principe Ranocchio, Raperonzolo, Cappuccetto Rosso e, per l’appunto, Biancaneve.

L’originale Biancaneve
Biancaneve e i Sette Nani racconta come, in un pomeriggio d’inverno, una giovane regina si punse un dito mentre era intenta a ricamare. Guardando la goccia di sangue colare, espresse il desiderio di avere una figlia con la pelle bianca come la neve, le labbra rosse come il sangue e i capelli neri come l’ebano. Nove mesi dopo nasce Biancaneve, figlia della stessa regina, ormai morta a causa del travaglio.

Il Re, per assicurare una figura materna alla figlia, decide si risposarsi con una donna bella quanto vanitosa, che possiede uno specchio magico al quale domanda chi è la più bella del reame la cui risposta conosciamo tutti. Biancaneve, una volta cresciuta, supera in bellezza la regina tanto da farla infuriare e ordinare la sua uccisione. Incarica, quindi, a un cacciatore di portare la principessa nel bosco, ucciderla e portare i suoi polmoni e fegato come prova della conclusione del suo compito. Il cacciatore, incapace di uccidere la fanciulla, la lascia fuggire nel bosco e inganna la Regina portandogli gli organi di un cinghiale.
Dopo aver vagato nel bosco, Biancaneve raggiunge una piccola cosa che scopre essere abitata da sette nani. I nani, quando rientrano dal lavoro, dopo un primo attimo di sgomento per l’intrusione, sono felici di ospitare la dolce Biancaneve, che in cambio li aiuta nelle faccende domestiche. La vita scorre tranquilla fino a quando la regina scopre dallo specchio magico che Biancaneve è ancora viva. La matrigna allora cerca per due volte di uccidere Biancaneve: la prima volta si traveste da merciaia, si reca alla casa dei nani e le stringe una cintura alla vita fino a toglierle il respiro e la seconda volta si traveste da zingara, arriva alla casa dei nani e conficca tra i capelli di Biancaneve un pettine avvelenato. In entrambi i casi la giovane sviene e viene salvata dall’intervento dei nani, che riescono a farle riprendere i sensi, ammonendola ogni volta di non far entrare nessuno in casa in loro assenza.
Nel suo ultimo tentativo, la strega si avvia travestita da contadina nel tentativo di avvelenare Biancaneve con una mela avvelenata a metà. Per convincerla ad accettare il frutto divide la mela in due parti e assaggia davanti a lei la metà non avvelenata. Biancaneve, al primo morso della parte avvelenata, cade in uno stato di morte apparente da cui nessuno degli sforzi compiuti dai nani riesce a svegliarla. I nani, allora, convinti che sia morta, la pongono in una bara di cristallo e la sistemano sulla cima di una collina in mezzo al bosco.

Per molto tempo Biancaneve resta vegliata dai nani, finché un giorno viene notata da un principe che passa di lì a cavallo. Deciso a portarla nel suo castello con sé, riesce a convincere i nani a portarla via. Durante il tragitto, uno dei servi del principe, inciampa in una radice scoperta e fa cadere la bara giù per il fianco della collina. Durante la caduta, dalla bocca di Biancaneve esce il boccone con la mela avvelenato, e così la ragazza si risveglia. Biancaneve s’innamora subito del principe e vengono organizzate le nozze, a cui viene invitata anche la regina cattiva, che non conosce il nome della sposa ma già avvertita dallo specchio magico che è più bella di lei, rimanendo impietrita davanti la sua figliastra.
Nel frattempo erano state fatte arroventare sulle braci due scarpe di ferro, che la malvagia matrigna di Biancaneve viene costretta a indossare. A causa del dolore procuratole dalle calzature incandescenti, la regina cattiva è costretta a ballare finché non cade a terra morta. In un’altra versione il finale è diverso: la malvagia matrigna, giunta al castello per il matrimonio, rimane stupita. Riavutasi dalla sorpresa, tenta di fuggire, ma i presenti chiedono al re di punirla: in questo modo la donna, vestita di cenci e dimenticata, vive a lungo in un carcere oscuro, dove solo Biancaneve si reca spesso a darle conforto, poiché i buoni non conoscono l’odio.
Beh, cosa ne pensate? Abbastanza diversa dalla versione resa celebre dalla Disney! Qual è la vostra versione preferita? Fatecelo sapere con un commento!


