Esattamente come la sua indimenticabile serie madre, House of the Dragon vanta un cast sterminato e in continua espansione, ricco di personaggi mossi da intrighi e motivazioni personali nel letale scacchiere politico dei Sette Regni. Se la terza stagione targata HBO ci ha già presentato nei primi scampoli figure di spessore come Ormund Hightower e Roddy il Rovina, il secondo episodio ha calato un asso in grado di alterare drasticamente gli equilibri di potere: Ser Luthor Largent, il nuovo e imponente comandante della Guardia Cittadina di Approdo del Re.
Attenzione! Seguono possibili spoiler! Proseguite nella lettura a vostro rischio e pericolo.
Un veterano fedele solo a Daemon Targaryen
Luthor non è l’ultimo arrivato a corte. Parliamo di un veterano delle Cappe Dorate con vent’anni di servizio attivo alle spalle. La sua cappa gli fu consegnata nientemeno che da Daemon Targaryen in persona, l’uomo che ha letteralmente plasmato la Guardia Cittadina rendendola la spietata milizia che imperverserà per i successivi duecento anni, fino agli eventi de Il Trono di Spade.
Ha servito diligentemente sotto Re Viserys, guadagnandosi i gradi di capitano presso una delle sette porte della capitale. Tuttavia, nonostante il suo ruolo logistico fondamentale per lo schieramento dei Verdi, il concitato finale dell’episodio intitolato “L’approdo della Regina” (“Queen’s Landing”) ci svela una verità ineluttabile: la lealtà assoluta di Luthor appartiene solo ed esclusivamente a Daemon. È proprio in nome di questo antico e incrollabile cameratismo che il comandante non ci pensa due volte a fare il salto della quaglia, appoggiando la rivendicazione di Rhaenyra Targaryen e fornendole la chiave tattica per conquistare il Trono di Spade con perdite minime.
Le origini letterarie in Fuoco e Sangue
Sebbene lo show non abbia ancora esplorato le origini di Luthor, il romanzo Fuoco e Sangue di George R.R. Martin ci fornisce un identikit molto preciso. Sulla carta, Largent è un cavaliere di umili natali che ha scalato faticosamente le gerarchie militari. Dopo il colpo di stato orchestrato dal Concilio dei Verdi, viene promosso al comando supremo per una ragione spietatamente pragmatica: è l’opzione più brutale e temibile a disposizione per mantenere l’ordine.
Eppure, la fiducia dei regnanti nei suoi confronti era ai minimi storici. Proprio per questo motivo, Otto Hightower decise di affiancargli suo figlio Gwayne come vice-comandante, nel disperato tentativo di tenerlo al guinzaglio. Una mossa che nei libri si rivela un clamoroso autogol per Gwayne, che finisce barbaramente ucciso dallo stesso Luthor durante la caduta di Approdo del Re. Ovviamente, l’adattamento televisivo ha riscritto le regole, riservando a Gwayne (impegnato altrove con Criston Cole) un destino completamente diverso.
Cosa succederà ora? Con la città saldamente nelle mani dei Neri, vedremo Luthor mantenere la presa sulle Cappe Dorate, chiamato a reprimere col sangue i sempre più probabili tumulti popolari causati dal regno della Regina Nera.
Chi interpreta il nuovo comandante in House of the Dragon?
A prestare volto e muscoli a Ser Luthor Largent è l’attore e regista gallese Tom Cullen. Un volto noto per i divoratori di serialità, con apparizioni in produzioni di culto come Downton Abbey, KnightFall, The Gold e un ruolo da guest star indimenticabile nella primissima, iconica stagione di Black Mirror. Sebbene sia un debuttante assoluto nel crudo mondo di Westeros, preparatevi a vedere Cullen imporsi come una presenza fissa e massiccia nei prossimi episodi.



