Dalla frenetica nightlife newyorkese a una paternità del tutto inaspettata: arriva nei cinema italiani il 3 dicembre Club Kid, il film che segna lo sfolgorante debutto alla regia di Jordan Firstman, anche protagonista della pellicola. Presentato al Festival di Cannes 2026 nella sezione Un Certain Regard, il lungometraggio ha attirato fin da subito l’attenzione del pubblico e della critica, imponendosi tra le rivelazioni della manifestazione grazie a uno sguardo irriverente, anticonvenzionale e capace di sorprendere per la sua inaspettata tenerezza.

Il film ha suscitato interesse anche sul mercato internazionale: negli Stati Uniti è stato acquistato da A24 per 17 milioni di dollari. Ora si prepara ad arrivare nelle sale italiane con I Wonder Pictures, portando sul grande schermo un racconto pop, spumeggiante e ricco di energia, che intreccia l’euforia della cultura dei club con temi universali come la famiglia, l’identità e il passaggio all’età adulta.
Una vita tra eccessi e notti senza fine
Al centro della storia c’è Peter Green, interpretato dallo stesso Firstman, un promoter trentenne che lavora nella movimentata scena dei club newyorkesi. Tra feste interminabili, notti insonni e avventure occasionali, Peter ha costruito un’esistenza in cui sembra non esserci spazio per le responsabilità. Dichiaratamente gay, si vanta di non essere mai stato con una donna e vive immerso in una giovinezza che non sembra intenzionato ad abbandonare.
Il suo equilibrio, tuttavia, viene improvvisamente sconvolto dall’arrivo di Arlo, interpretato da Reggie Absolom: un bambino di dieci anni che Peter non sapeva nemmeno di avere, concepito durante una notte folle di un decennio prima e ora affidato alle sue cure.
Costretto a confrontarsi con una realtà completamente nuova, il protagonista dovrà rivedere le proprie priorità e imparare a prendersi cura di qualcun altro. La presenza del figlio lo spingerà così a mettere in discussione il suo stile di vita e a interrogarsi sul significato della maturità, scoprendo che crescere può voler dire anche trovare una nuova direzione senza rinunciare alla propria identità.
Jordan Firstman tra comicità e fragilità
Nel suo esordio dietro la macchina da presa, Jordan Firstman porta sullo schermo tutta la propria energia provocatoria e il talento comico, dando vita a un personaggio egocentrico, sopra le righe e profondamente impreparato ad affrontare le responsabilità della vita adulta. Dietro la sua sfacciataggine, però, Peter nasconde fragilità e insicurezze che emergono progressivamente nel confronto con il figlio.
Attorno al protagonista si sviluppa una galleria di personaggi eccentrici e irresistibili, attraverso cui il film restituisce la vitalità, le contraddizioni e il senso di comunità della scena queer newyorkese. Tra le figure centrali spicca Sophie, interpretata da Cara Delevingne, socia e collaboratrice di Peter.
La nightlife non è soltanto lo sfondo della vicenda, ma una componente fondamentale della sua identità visiva e narrativa. A scandire le notti del film è la musica elettronica, che accompagna il ritmo travolgente delle feste e definisce un universo in cui la pista da ballo diventa uno spazio di libertà, espressione personale e appartenenza. Un mondo di cui anche Arlo si innamora fin da subito.
Una storia di paternità, amicizia e nuove possibilità
Sotto la superficie pop e irriverente, Club Kid affronta questioni che vanno oltre il contesto della vita notturna: la genitorialità, la paura di crescere, la ricerca della propria identità e il bisogno di sentirsi amati. Il rapporto inatteso tra Peter e Arlo diventa il motore di una trasformazione personale, mettendo in luce la possibilità di reinventarsi anche quando sembra troppo tardi per cambiare.
Senza rinunciare agli eccessi, all’ironia e allo spirito underground, Firstman costruisce un racconto sulla famiglia nelle sue diverse forme: quella in cui si nasce e quella che si sceglie. Al centro, l’idea che gli affetti possano aprire strade inaspettate e offrire un nuovo senso di appartenenza, anche a chi ha sempre vissuto cercando di evitare qualsiasi legame troppo impegnativo.
Con il suo mix di comicità contemporanea, musica elettronica e sensibilità emotiva, Club Kid trasforma così una storia di paternità imprevista in un racconto sulla crescita e sulla possibilità di trovare, negli altri, una nuova direzione per la propria vita.
Sinossi
Per Peter Green, promoter trentenne di travolgenti serate nella scena dei club newyorkesi, la festa non finisce mai. Ogni notte si confonde con la successiva e le responsabilità sono questioni che non lo riguardano. Ma il suo intero universo viene messo in discussione quando scopre di avere un figlio di dieci anni, Arlo, di cui non sospettava neanche vagamente l’esistenza e che viene improvvisamente affidato alle sue cure.
Partendo dall’energia della nightlife newyorkese e da un umorismo contemporaneo e tagliente, Jordan Firstman, al suo spettacolare debutto alla regia, costruisce un film smaccatamente pop, capace di unire ironia, dolcezza e spirito underground in un racconto sorprendentemente tenero sulla paternità, sull’amicizia e sulla possibilità di reinventarsi quando si pensa che sia già troppo tardi.
Club Kid sarà al cinema dal 3 dicembre con I Wonder Pictures.


