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NerdPool > Blog > Film > Dampyr: la recensione senza spoiler
Film

Dampyr: la recensione senza spoiler

Lawrence
28 Ottobre 2022
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8 Min
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La Bonelli Entertainment è nata! Così ci verrebbe da gridare dopo che grazie a Sergio Bonelli editore siamo riusciti a vedere in anteprima Dampyr. Il film uscirà a Lucca comics il 28 ottobre al Luca comics. La produzione del film e la sua distribuzione è stata abbastanza travagliata a causa della pandemia. Nonostante ciò il prodotto non ne ha risentito e possiamo dirci soddisfatti, anzi molto soddisfatti del risultato finale. Di Bonelli Entertainment e dintorni ne disquisiamo in un altro articolo scritto a cui vi rimandiamo, ora soffermiamoci sul film su cui c’è davvero molto da dire.

Il cinema Italiano e Dampyr

Il cinema italiano vive di una doppia nomea. Da una parte lo si esalta ricordandone il periodo d’oro che va dal neo realismo al cinema di genere anni 70, dall’altra parte lo si considera in declino da diversi anni. Un cinema in grado di produrre, fatte le dovute eccezioni, solo film di serie b, c o z. I cinepanettoni sono stati il genere cardine, accompagnati da imitazioni poco riuscite di generi americani. Negli ultimi anni però questa industria, grazie all’apporto di energie nuove, sta in una certa misura rinascendo, grazie a molti volti nuovi sia registi sia attori. Il plauso va dunque a Bonelli che incamminandosi su questo percorso ha dato spazio ad un regista italiano giovane. Riccardo Chemello, infatti era alla sua prima produzione cinematografica, e ha esordito con un budget di ben 15 milioni di euro. Una scommessa sicuramente vinta da via buonarroti.

Il film

Il film è un ottimo film. Una perfetta storia d’origine che non sa di già visto. Per i lettori di fumetti come il sottoscritto ovviamente è tutto già noto, essendo l’adattamento dei primi due storici numeri scritti da Bonelli e Colombo, ma lo spettatore generalista rimarrà piacevomente sorpreso. La storia è fresca, ben narrata e terribilmente attuale, essendo ambientata all’inizio delle guerre balcaniche che hanno attraversato tutti gli anni 90. I personaggi sono tutti ben raccontati e coerenti con le controparti cartacee. Kurjak, Tesla e Harlan evolvono fino alla piena maturazione a fine pellicola. Le scene d’azione sono ben girate, i dialoghi coerenti e ben scritti. Non ci sono momenti morti ma nemmeno sequenze frettolose e confuse. La narrazione fluisce bene, organizzando coerentemente: premesse, corpo centrale e conclusioni. Certo il materiale di base aveva grandissimo potenziale, ma non era scontato un adattamento tanto riuscito.

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Comparto grafico e musiche

Il budget di peso si sente. Ma avere un grande budget non significa necessariamente che lo si sappia sfruttare. I truccatori e i costumisti, tutte maestranze italiane, hanno fatto uno splendido lavoro. La CGI non è invadente, viene ben dosata e non sfigura, con dei guizzi soprattuto sul finale sorprendenti. Il sangue è ben gestito anche se forse si poteva osare ancora di più. Le scene d’azione usano piani e contropiani convincenti, e non vi è confusione o caos. I colori sono molto freddi essendo il film ambientato quasi completamente di notte. Insomma la fotografia è ottima. Le musiche sono buone, composte fatta salva qualche eccezione di tutte tracce originali. Queste infatti accompagnano bene tutte le scene drammatiche e d’azione, senza strabordare o risultare pacchiane.

Prove attoriali e doppiaggio

Gli attori in primis sono figli di un casting azzeccatissimo. Sono tutti in parte, convincenti e somiglianti alle controparti cartacee. Si vede che si sono divertiti girando il film e che hanno creduto nel progetto. I nomi sono importanti Wade Briggs (Harlan Draka), Stuart Martin (Emil Kurjak) Frida Gustavson (Tesla), Sebastian Croft (Youri), David Morrisey (Gorka) e Luke Roberts (Draka). Draka è senz’altro il personaggio con meno minutaggio, ma come anche nei fumetti il più affascinate e misterioso nonché il più carismatico. Il colpo di scena finale che lo vede protagonista ci lascia ben sperare su un ulteriore evoluzione del personaggio. Ottimo anche Gorka, primo storico maestro della notte affrontato da Harlan, borioso e grandioso come ogni maestro della notte. Tesla è un personaggio femminile forte, profondo e drammatico, è eccelentemente dipinto. Tesla è una vampira ex umana prigioniera della sua maledizione che la condanna ad una vita da reietta, cosa dire di piu? Kurjak anche è ben narrato nella sua durezza e drammaticità, soldato duro e tormentato dai fantasmi del passato, diffidente ma anche leale e vero. Harlan è il Dampyr, il potenziale del personaggio è enorme, si è grattata solo la crosta essendo una storia d’origini, ma la caccia è iniziata! Questa trio sembra poter mettere il sale sulla coda ai maestri della notte, anche grazie alla grande alchimia tra i protagonisti che viene ben ricostruita nella pellicola. Il doppiaggio è ben fatto e coerente con il carattere dei personaggi. Facciamo notare che per dargli una proiezione internazionale il film è girato in inglese.

I film di vampiri

Dallo storico conte Orlok dell’apocrifo nosferatu di Murneau, di film sui vampiri se ne è fatti talmente tanti che si è perso il conto. Ci sono veri capolavori, film discreti e pessimi titoli, un po’ come per ogni genere di successo. Essendo però un genere abbastanza inflazionato, il rischio di trovare una risposta stanca del pubblico esisteva, soprattuto se la pellicola non avesse convinto. Vero però che se negi anni si sono fatti tutti questi film significa che c’è domanda per il genere. Che dire in tal senso sul film. L’idea di vampiri immortali, i maestri della notte, che hanno influenzato da sempre le sorti dell’umanità è bellissima e potentissima. I vampiri sono ben ricostruiti essendo fedeli al fumetto magistralmente scritto da Boselli e Colombo. Il tandem vampiri e guerra è più che vincente. Le interazioni umani vampiri saggiamente gestite. Dunque sì, Dampyr riesce a costruire una storia di vampiri avvincente e in grado forse di rinnovare il genere con idee nuove.

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Conclusioni

Un ottimo esordio per la Bonelli al cinema. Un buon primo passo su una strada lastricata di buone intenzioni. Un altro importante mattone nella costruzione di un nuovo cinema italiano. Bonelli entretainment ha grande potenziale e questo potrebbe essere solo il primo di tanti bei progetti. Dampyr al cinema va assolutamente visto per sostenere un progetto italiano, ma soprattutto per passare due ore davvero piacevoli. Poi se il film vi è piaciuto non dimenticatevi di passare in libreria o in fumetteria per prendere il volume appena ristampato, “Dampyr il figlio del diavolo”. In questo volume al prezzo di 22 euro sono infatti racchiusi i primi due numeri storici a colori da cui è tratto il film. Il figlio del diavolo rappresenta infatti il miglior punto d’entrata per iniziare a leggere la serie.

ARGOMENTI:bonelli entertainmentdampyrRecensionesergio bonelli editore
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