La compagnia Walt Disney e gli Universal Studios hanno intentato una causa congiunta per violazione del diritto d’autore contro Midjourney, una delle aziende più note nel campo dell’intelligenza artificiale generativa. Il procedimento legale è stato avviato presso un tribunale federale di Los Angeles.
Secondo le due major, il software di Midjourney sarebbe stato sviluppato attraverso pratiche illecite, tra cui pirateria e plagio, e continuerebbe a generare immagini che riproducono illegalmente contenuti protetti da copyright. Gli avvocati delle due società, Horacio Gutierrez per Disney e Kim Harris per NBCUniversal, hanno rilasciato dichiarazioni a Reuters, affermando di essere fiduciosi nella solidità del loro caso legale.
“Crediamo nelle potenzialità dell’AI quando viene usata in modo responsabile per arricchire la creatività umana,” ha dichiarato Gutierrez, vicepresidente esecutivo e chief legal officer di Disney. “Ma la pirateria resta pirateria, anche quando è operata da un’azienda tecnologica.”
Kim Harris, general counsel di NBCUniversal, ha aggiunto:
“Questa azione legale mira a proteggere il lavoro di migliaia di artisti e i nostri investimenti significativi nella creazione di contenuti.”
Accuse pesanti: “Violazione calcolata e intenzionale”
Nella causa si afferma che Midjourney avrebbe ignorato ripetute segnalazioni da parte degli studios riguardo l’utilizzo illecito delle loro opere. Secondo i querelanti, il software sarebbe in grado di generare — e presto anche di distribuire video — che riproducono personaggi iconici di Disney e Universal, senza alcun investimento nella loro creazione originale.
“Midjourney rappresenta l’essenza del parassitismo da copyright: un pozzo senza fondo di plagio,” si legge nel documento legale. “La sua condotta è deliberata e consapevole.”
Un caso che si inserisce in un contesto legale più ampio
Questa non è la prima volta che Midjourney — e altre aziende AI come OpenAI e Stability AI — finiscono sotto accusa per violazione del copyright. Negli ultimi anni, scrittori, musicisti, artisti visivi e giornalisti hanno avviato numerose cause legali, accusando queste piattaforme di usare i loro contenuti senza consenso o licenza.
Finora, però, i procedimenti si muovono lentamente nei tribunali, mentre il settore dell’AI continua a crescere economicamente e ad aumentare la propria influenza. Alcuni osservatori sperano che l’intervento di giganti come Disney e Universal possa accelerare una svolta concreta.
Tuttavia, anche in caso di vittoria, restano irrisolti altri problemi sollevati dai critici dell’AI: l’impatto ambientale, la trasparenza dei dataset e la sostituzione dei posti di lavoro nel settore creativo.
Al momento, non è ancora chiaro quando la causa entrerà nella fase processuale.


