Cosa otteniamo miscelando degli elementi che a prima vista possono apparirci random come: grosse aragoste, musicisti anarchici, speculazioni edilizie, sparatorie e il Brasile? Seguendo questa ricetta viene fuori Fat Lobster il nuovo fumetto di Luca Negri (già autore di Storie di uomini intraprendenti e di situazioni critiche, vincitore del Premio Boscarato 2018) edito da Edizioni BD.

Un thriller surreale che vede come protagonisti una coppia di giornalisti e una ragazza intenti a mettere sotto i riflettori un problema che affligge la San Paolo dei primi Anni 70. Andrea Criminali, uno dei nostri protagonisti, inviato dalla redazione del suo giornale in Brasile per recensire e fare un reportage su una mostra d’arte, da li a poco sprofonderà in una spirale sempre più assurda e complicata.
Cadrà in un imbuto fatto di: rapimenti, inseguimenti rocamboleschi, sparatorie e problematiche sociali.
Una cospirazione che intreccerà: politica e malaffare, traffico d’arte, riciclaggio di una misteriosa pellicola e una aragosta che apparirà dal nulla sulla strada dei nostri “eroi”. Quale sarà realmente il ruolo di questo misterioso crostaceo che i nostri avventori incontreranno?
Non è una storia di facile lettura, i suoi componenti grotteschi e di commedia nera possono non attirare il grande pubblico ad un primo ascolto di trama, guardate quest’opera come se steste vedendo un film di Thomas Anderson o David Lynch. Sicuramente, avvalendosi di questa chiave di lettura, rimarrete incollati alle pagine fino all’ultima vignetta incerti sul finale e su dove l’autore voglia realmente andare a parare in attesa di un inaspettato finale.

La piaga della gentrificazione
Oggettivamente è una parola complicata, probabilmente molti non l’hanno nemmeno mai sentita.
Purtroppo è una problematica che, in passato come anche ai giorni nostri, attanaglia tutte le città, nazionali e internazionali. La gentrificazione è un processo urbano che comprende la “riqualificazione” e conseguentemente il mutamento fisico della composizione sociale di aree urbane marginali, le periferie.
Leggendola in questi termini può sembrare un qualcosa di positivo o di necessario per tutte quelle aree dimenticate ma spesso enormemente popolose, purtroppo non è così. Tutto questo mira ad escludere i non desiderati, i meno abbienti che risiedono in quelle aree, quartieri che nella visione capitalistica necessitano di essere colonizzati. Vengono aumentati i canoni d’affitto e simultaneamente aumenta naturalmente anche il costo della vita, costringendo così famiglie intere a cercarsi una nuova abitazione in favore dei nuovi compratori.
Ovviamente, questo processo, non vuole soltanto appropriarsi dei vecchi stabili e quartieri per poterli rendere più appetibili. Si deve costruire sempre di più, nuovo e scintillante. Come fare però a rientrare nelle spese e continuare alacremente a costruire solertemente nuove infrastrutture? Semplice, si risparmia sulla manodopera. Viene assoldato sempre più personale, pagandolo sempre meno (tanto di persone che necessitano di un lavoro se ne trovano a bizzeffe) e rendendo quasi totalmente assenti le norme di sicurezza sul lavoro lasciando dietro di loro una lunga schiera di morti sul lavoro. Questo è ciò su cui la nostra storia pone il riflettore, quella piaga che i nostri “eroi” e l’aragosta si trovano tra le mani.

Il thriller, un fascino che coinvolge tutti
Chi non si è mai appassionato ad una storia crime, quel thriller che ti tiene incollato alle pagine o allo schermo. Difficile che non vi sia capitato. Certo, può succedere con la serialità in senso lato ma sicuramente la risoluzione di un mistero, il sapere chi è stato, il sapere se avevamo azzeccato il colpevole, quella è la nostra dopamina. Abbiamo bisogno di adrenalina, la suspense ci fa sentire vivi, dobbiamo tenere il fiato sospeso in attesa del colpo di scena finale.
Perché ne sentiamo così tanto il bisogno? Forse perché siamo insoddisfatti delle nostre vite tanto da dover cercare degli stimoli nei prodotti da noi fruiti? Oppure perché siamo semplicemente fan del genere?
Probabilmente è mix di tutte queste cose. Può capitare che si sia insoddisfatti come il voler semplicemente godersi un buon prodotto per passare quelle ore in tranquillità per poi parlarne con gli amici.
Conclusioni
Bisogna sempre cercare di far conoscere al grande pubblico qualcosa che gli è sconosciuto, qualcosa che difficilmente si andrà a studiare. Questa graphic novel fa proprio questo, permette a tutti di attenzionare un problema che altrimenti rimarrebbe sottaciuto o nell’ombra, una questione che tocca tutti senza distinzione. Il tutto condito da una storia che tiene incollati alle pagine con i suoi misteri tutti da scoprire.


