Yoshitoshi Shinomiya, famoso per aver lavorato a Your Name, esordisce alla regia con A New Dawn che, con la grazia della sua animazione, ci immerge in un clima pieno di tenerezza e magia.
Lo stile di questo nuovo, piccolo colpo al cuore combina animazione tradizionale 2D disegnata a mano, stop motion, clay animation, acquarelli e altre tecniche analogiche; questo mix, unito alla musica e ai giovani protagonisti, contribuisce alla creazione di un’atmosfera ricca di nostalgia per il passato e speranza per il futuro.
Il film è ambientato in una località immaginaria, Niura, un piccolo paese immerso nel verde e nella quiete. Anche per un posto del genere però, è tempo di modernità. Un grosso progetto di riqualificazione urbana intende prosciugare la baia per metterci dei pannelli solari e demolire la ormai sempre meno frequentata fabbrica di fuochi d’artificio.
Per i fratelli Sentaro e Keitaro e l’amica Kaoru, però, quella fabbrica è casa.
I tre ragazzi sono cresciuti insieme, ma ora che sono grandi hanno preso strade diverse: Kaoru vive in città e lavora nell’arte, cercando di farsi strada anche sui social. Sentaro è sempre stato tutto numeri e ingegneria, mentre Keitaro…il più piccolo di loro è sempre rimasto alla fabbrica, incapace di lasciar andare quella che è stata la loro casa. Ma oggi, quella fabbrica deve essere demolita. Kaoru e Sentaro tornano così a Niura, decisi a portare via l’amico da quel posto senza futuro. Qui i ricordi, la nostalgia e i sogni che hanno condiviso li riporterà a fare squadra e a provare a realizzare un ultimo, leggendario fuoco d’artificio: lo Shuhari.
La poesia del diventare adulti
Se Your Name è amatissimo tra i fan, ma anche spesso criticato per l’eccessiva pesantezza delle emozioni, A New Dawn regala una storia dolce, piena di sentimento, ma anche di semplicità. Troviamo nei dialoghi e nelle dinamiche tra i ragazzi un’ironia gentile, una dolce freschezza, fatta di piacevoli silenzi e di quella speranza tipica degli adolescenti e dei giovani adulti.
L’uso sapiente della luce e dei colori pastello ci dona quella che appare come una poesia estiva, una cartolina piena di sogni e ricordi di gioventù.
Quella che vediamo è la rappresentazione della speranza nel futuro, in un mondo che, anche se va sempre più veloce ed è sempre più artificiale, può ancora regalare magia, stupore ed emozioni. I legami tra le persone non spariranno, finché l’arte e la passione continueranno a vivere.
Shinomiya ci permette di assistere ad un piccolo miracolo, un’impresa che riscalda il cuore e nella cui onestà possiamo ritrovarci e tornare bambini.
L’arte di questo film ci fa riprendere fiato, tirare un sospiro di sollievo: possiamo godere della storia senza troppi fronzoli, senza misteri complessi o sentimenti aggrovigliati; la complessità umana viene riassunta e tradotta in fatti, senza bisogno di troppe parole.
I dialoghi sono pochi, ma i silenzi sono estremamente eloquenti e comprensibili: siamo stati tutti quei ragazzi. Siamo Kaoru, che sogna in grande e ha imparato a credere nel suo valore; siamo Sentaro, a volte troppo serio e focalizzato sul lavoro, ma incapace di abbandonare la famiglia e le responsabilità; e siamo anche Keitaro, infantili, pieni di amore e incapaci di esprimerlo a parole. Siamo stati tutti loro, rappresentanti dell’adolescenza, della voglia di crescere e di restare bambini allo stesso tempo. Incapaci di ammettere le proprie colpe e le proprie debolezze, ma in cerca di emozioni genuine.
A New Dawn non è una storia che ci sconvolge o ci cambia la vita, ma non può lasciarci indifferenti. È un racconto di gioventù, un rito di passaggio: un punto dal quale tutti siamo passati e che, per quanto possa averci fatto soffrire, ci ha aiutati a crescere e a diventare più forti.
Ci ricorda che lasciar andare può essere un gesto d’amore.
A New Dawn debutterà nelle sale italiane con un evento speciale in programma dal 23 al 29 luglio.




