C’è stato un tempo in cui la critica “seria” guardava a Checco Zalone con un sopracciglio alzato, relegandolo a fenomeno passeggero della TV prestato al grande schermo. Oggi, dopo oltre 15 anni di record infranti, dobbiamo arrenderci all’evidenza: Luca Medici è l’ultimo vero erede della Commedia all’Italiana, l’unico capace di usare la maschera dell’ignorante per sezionare i mali del Paese.
Con l’uscita del suo nuovo progetto (che promette già di sbaragliare il botteghino natalizio), abbiamo deciso di rimettere mano alla filmografia. Ecco il nostro ranking, dal meno riuscito al capolavoro assoluto, tra analisi tecnica e l’immancabile effetto Amarcord.
6. Sole a catinelle (2013)

Il paradosso del successo. È il film che ha incassato di più, ma paradossalmente è quello con meno “fame”. La storia del padre che promette al figlio una vacanza da sogno nonostante la crisi economica è una parabola ottimista che gioca sul sicuro.
- L’approccio Amarcord: La gag del Molise che non esiste è diventata un meme nazionale, ma il film soffre di una struttura a sketch un po’ troppo lineare.
- Il verdetto: Un “crowd-pleaser” perfetto, ma meno graffiante degli altri.
5. Cado dalle nubi (2009)

L’esordio folgorante. Qui nasce il mito. Il cantante pugliese che sbarca a Milano portando con sé un carico di sfacciataggine e orecchiette. È un film che vive di contrasti nord/sud, ancora legatissimo alla maschera televisiva di Zelig.
- L’approccio Amarcord: Rivederlo oggi significa riscoprire hit come “Angela”. C’è una purezza produttiva che oggi fa quasi tenerezza.
- Il verdetto: Un debutto necessario e freschissimo, sebbene registicamente ancora acerbo.
4. Buen Camino (2025)

Il ritorno alle origini. Il nuovo capitolo segna la “reunion” con Gennaro Nunziante. Zalone affronta il Cammino di Santiago portando con sé i vizi dell’uomo moderno: ossessione per i social, ipocondria e una totale mancanza di spiritualità.
- L’approccio Amarcord: Il film gioca molto sulla nostalgia dei primi lavori, ritrovando quel ritmo serrato battuta-reazione che era mancato in Tolo Tolo.
- Il verdetto: Un’operazione di “fan service” di altissimo livello che riconferma Zalone come il re del Natale.
3. Tolo Tolo (2020)

La svolta autoriale. Il film della discordia. Zalone si mette dietro la macchina da presa e firma un’opera visivamente splendida, un musical cinico sull’immigrazione che ha diviso il pubblico in due fazioni inconciliabili.
- L’approccio Amarcord: Impossibile dimenticare il corto circuito mediatico del trailer “Immigrato”. Un’operazione di marketing geniale per un film che poi si è rivelato malinconico e spietato.
- Il verdetto: Non è il film più divertente, ma è certamente il più importante per la sua evoluzione artistica.
2. Che bella giornata (2011)

L’equilibrismo perfetto. Scrivere una commedia sul terrorismo e sulla religione senza offendere nessuno (o meglio, offendendo tutti equamente) è un’impresa da geni. Checco che scambia la minaccia del Duomo per un’opportunità romantica è vette di scrittura comica altissima.
- L’approccio Amarcord: La cena a base di cozze crude e il battesimo forzato sono scene che appartengono ormai alla storia del costume italiano.
- Il verdetto: La sceneggiatura è un orologio svizzero. È il film dove la “cattiveria” di Zalone trova lo sfogo più intelligente.
1. Quo Vado? (2016)

L’epopea del Posto Fisso. Al primo posto non può che esserci lui. La summa del pensiero zaloniano: la difesa estrema del privilegio, la critica alla burocrazia e il ritratto di un’Italia che preferirebbe il Polo Nord alle dimissioni.
- L’approccio Amarcord: “La Prima Repubblica non si scorda mai”. Ogni volta che entriamo in un ufficio pubblico, una parte di noi spera di trovare il Checco di Quo Vado? dietro lo sportello.
- Il verdetto: Il film totale. Equilibrio perfetto tra satira, risate e ritmo. Un classico istantaneo.




