Dal 21 Agosto è disponibile su Netflix la miniserie Hostage, prodotta dalla piattaforma che vede tra i protagonisti Suranne Jones, Julie Delpy, Corey Mylchreest e Ashley Thomas. Divisa in cinque episodi da 45 minuti circa, la trama si concentra su terribili eventi che avvengono durante un summit internazionale tra il Primo Ministro britannico e il Presidente della Repubblica francese, che mettono in gioco sia le autorità che le coscienze.

La Trama
La Gran Bretagna sta affrontando una crisi del sistema sanitario senza precedenti: quasi tutti i farmaci sono esauriti e la gente sta iniziando a morire per mancanza di cure. Per provare a risolvere il problema, il Primo Ministro britannico, Abigail Dalton (Suranne Jones), eletta da soli 8 mesi, ha tagliato i fondi alla difesa militare per aumentare quello sanitario, senza successo. Per questo è costretta a stipulare un accordo economico con la Francia, convocando la Presidente della Repubblica francese per un summit politico a Londra. Vivienne Toussaint (Julie Delpy) accetta l’invito e la richiesta degli inglesi di avere una fornitura immediata di farmaci dalla Francia, in cambio dello schieramento delle proprie truppe a Dover per contrastare l’immigrazione clandestina. Per Dalton è una cosa impensabile, in quanto la Gran Bretagna è un Stato sovrano che non accetta l’invasione militare di un altro Paese sul proprio territorio. Abigail e Vivienne sono due donne forti che sanno quello che vogliono, perciò iniziano a trattare per cercare un accordo.
Nel frattempo, il Dr. Alex Anderson (Ashley Thomas), marito di Abigail, viene rapito insieme a tre colleghi nella Guyana francese mentre sta prestando assistenza alla popolazione con Medici senza Frontiere. I rapitori mandano un video ad Abigail chiedendo le sue dimissioni entro 24h, altrimenti i medici rapiti verranno uccisi uno a uno. Abigail è sconvolta e chiede a Vivienne di intervenire, essendo territorio francese. La Presidente accetterà di aiutarla solo se Abigail accoglierà una nave di malati di ebola sul suolo britannico, senza menzionare la fornitura di farmaci. Abigail è combattuta perché non sa se mettere la propria famiglia al primo posto o il suo ruolo istituzionale. Alla fine accetta ma, pochi secondi prima che le truppe francesi intervengano per liberare gli ostaggi, Vivienne ritira l’operazione. Il motivo è che un anonimo le ha mandato sul proprio telefono un video intimo di lei che amoreggia con Matheo Lewis (Corey Mylchreest), suo figliastro, scrivendole che se avesse aiutato i britannici avrebbe diffuso il video rovinandole la carriera.
La situazione si fa sempre più drammatica e si comprende che entrambe le donne sono vittime di un ricatto da parte di qualcuno che evidentemente non vuole che siano a capo di due delle più potenti nazioni al mondo. Chi c’è dietro tutto questo? Perché vogliono che la Dalton si dimetta? Ma soprattutto, riusciranno a liberare gli ostaggi e riportarli a casa?
Tra azione, rivelazioni scioccanti e colpi di scena, si arriverà finalmente a scoprire la verità, che rimescolerà le carte in gioco.

La Recensione
Hostage si presenta come una miniserie politica tesa, ritmata e drammaticamente attuale. In cinque episodi prova a raccontarci cosa significa far parte di un progetto politico più grande di noi, in cui per per la maggior parte delle volte il lato umano delle persone viene messo da parte per scopi ritenuti più importanti.
Ambientazione e Personaggi principali
La maggior parte della storia è ambientata a Londra, capitale della Gran Bretagna caratterizzata dal suo clima mutevole e dalla frenesia che la mantiene sempre attiva. La tensione in città è alle stelle causata dalla mancanza di farmaci che sta provocando la morte dei cittadini più deboli, scatenando l’ira dei familiari e lo scoppio di una moltitudine di proteste violente.
Al centro delle polemiche vi è il Primo Ministro britannico Abigail Dalton, eletta otto mesi prima grazie ad una campagna elettorale che ha mirato a smantellare l’esercito per potenziare il Servizio Sanitario Nazionale, ormai al collasso. La sua tattica ha provocato sia l’ira dei generali che dei cittadini, in quanto non è riuscita a risolvere il problema sanitario. Per questo motivo è costretta a chiedere alla Presidente francese una fornitura immediata di farmaci da distribuire sul territorio britannico. Abigail si trova davanti Vivienne Toussaint, una donna ambiziosa e senza scrupoli che, per vincere il secondo mandato politico, ha deciso di schierarsi con l’estrema destra. Vivienne sa che ha il coltello dalla parte del manico e cerca di ottenere il massimo da questo accordo, approfittando della difficoltà politica che sta affrontando la Dalton. Abigail e Vivienne sono due donne forti, intelligenti, capaci e tenaci, per tanto la tensione tra loro cresce di ora in ora. La situazione cambia drasticamente quando a entrare in gioco sono gli affetti privati, che le mettono completamente a nudo e permettono loro di avvicinarsi lentamente. Entrambe sono vittime di un ricatto orchestrato alle loro spalle da elementi che non accettano che il potere sia nelle mani di due donne. L’ascia di guerra viene messa da parte per far posto all’empatia, all’altruismo e alla solidarietà femminile. Le due donne si alleano e cercano di risolvere la situazione insieme, con responsabilità e un compromesso morale. Le attrici Suranne Jones e Julie Delpy hanno saputo interpretare in maniera ottimale due personaggi complessi, versatili e umani, che attirano l’attenzione del pubblico e permettono di empatizzare con loro.

Tematiche
Hostage presenta diverse tematiche interessanti, partendo dalla fragilità della democrazia europea in età contemporanea. Viviamo in un momento storico in cui abbiamo la possibilità non solo di poter esprimere la nostra preferenza attraverso il voto, ma anche di vivere le nostre vite come più ci convenga. Queste libertà e diritti, ottenuti con sacrifici e difficoltà, sono minacciati da un sistema molto più grande che vuole mantenere il controllo, diffondendo fake news e scatenando il caos. Solo così la paura può prendere il sopravvento e permettere agli estremismi di salire al potere. Nella serie si vedono chiaramente tutte le azioni che vengono svolte per scatenare disordini che mettono in discussione il governo eletto democraticamente. La vigliaccheria contemporanea è usare gli strumenti democratici per rendere la società militarizzata e controllata. Sta a noi captare il problema e fermarlo, usando la nostra voce.
Altro tema importante è la pressione che le donne subiscono quando si trovano ai vertici delle istituzioni. Sia la Ministra che la Presidente sono circondate da personaggi maschili che cercano di influenzare le loro idee e di far prendere delle decisioni sbagliate, solo con lo scopo di rovinare il loro operato politico e la loro reputazione. Nonostante gli enormi progressi avvenuti nell’ultimo secolo, viviamo ancora in una società in cui il ruolo della donna viene costantemente sminuito e messo in discussione, solo perché si è semplicemente donna. Vi è sempre l’idea che una donna ai vertici si trovi lì grazie all’aiuto di qualcuno o a qualche relazione intima con uomini potenti. Questo dimostra quanto l’uomo sia intimido dalle menti femminili, che sanno essere a volte più acute e affilate delle loro. Arriverà un momento che riusciremo a superare tutto questo, anche se la strada da percorrere è ancora molto lunga.
In Conclusione
Hostage è un thriller politico calzante, che presenta un ritmo serrato capace di tenere alta la tensione per tutti i cinque episodi. Lo sceneggiatore Matt Charman (Il ponte delle spie di Steven Spielberg) è stato in grado di creare una storia credibile che, grazie alla regia di Isabelle Sieb e
Amy Neil, tiene incollato lo spettatore fino all’ultimo minuto.
Il problema principale della serie è il modo in cui hanno deciso di concludere frettolosamente la vicenda: nell’ultimo episodio succedono svariati avvenimenti importanti che non vengono approfonditi bene, provocando così un finale piatto. Questo è un vero peccato perché la serie presenta un enorme potenziale che è stato in parte sprecato. Una puntata in più sarebbe stata sufficiente per spiegare le ragioni di alcune decisioni, rendendo questa serie imperdibile.


