Per la collana Bizzarro, la casa editrice Alcatraz recupera Freaks nella sua fonte originale. Il classico della letteratura weird di Tod Robbins del 1923 è tradotto da Gianluca Venditti e include le illustrazioni delle prime pubblicazioni. A impreziosire l’edizione, quattro racconti brevi delle riviste pulp dell’epoca.

TRAMA
Il protagonista è un uomo affetto da nanismo che lavora in un circo itinerante e che eredita così tanto denaro da uno zio lontano da diventare improvvisamente molto ricco.
Innamoratosi perdutamente della bellissima e spietata cavallerizza del circo, le fornisce involontariamente l’occasione per mettere le mani sui suoi soldi e la sposa. Durante il banchetto nuziale, i freaks del circo accolgono Jeanie come una di loro in una scena carica di tensione ma lei, ubriaca e incapace di nascondere il suo disprezzo per i diversi, scoppia in una risata crudele e dichiara pubblicamente che non farà mai parte della loro specie e, per umiliare ulteriormente il neo-marito davanti a tutti, lo carica sulle spalle e corre per la sala, deridendolo come se fosse un bambino o un giocattolo.
Questo gesto rompe definitivamente l’illusione del piccolo uomo e scatena la sua rabbia, rivelando la sua vera natura: non è un giocattolo, ma un uomo spietato. Utilizzando la sua ricchezza, sottopone la moglie a un trattamento degradante, costringendola a portarlo sulle spalle ogni giorno per chilometri, proprio come lei aveva fatto per scherzo al matrimonio, ma questa volta sotto la minaccia di frusta e speroni (spurs, da cui il titolo originale).
La donna finisce con l’essere completamente spezzata nello spirito e nel corpo, trasformata in un cavallo da monta.
[…] potrei frantumargli il cranio con una sola mano, come questa nocciolina!
RECENSIONE
I freaks di Todd Robbins non sono angeli indifesi, ma possiedono un codice d’onore ferreo e una capacità di vendetta che rasenta il sadismo. L’autore non cerca mai la commiserazione nel lettore e descrive i suoi protagonisti con un terribile realismo che rende concreta la loro crudeltà sociale e deformità morale.
La vendetta del nano circense -orgoglioso, arrogante, consapevole della sua ricchezza e del suo status- è sottilmente psicologica, perché non trasforma fisicamente la sua amata, ma la costringe a una sottomissione umiliante e grottesca: la obbliga a portarlo sulle spalle ovunque, trattandola come il suo “destriero” personale, distruggendone la dignità e la sanità mentale.
La sintassi di Robbins è asciutta, ma carica di un’ironia macabra che rende la lettura scorrevole e inquietante al tempo stesso.
Agenzia Alcatraz ha fatto un ottimo lavoro nel contestualizzare l’opera; la prefazione di Gianluca Venditti aiuta a capire l’impatto culturale che questo racconto ha avuto sull’immaginario orrorifico del Novecento.
Il racconto -che ha ispirato l’omonimo e maledetto film- diventa una parabola sulla superbia e sulle conseguenze del sottovalutare chi consideriamo piccolo o diverso.
Il libro potete trovarlo QUI
UN FILM MALEDETTO
Freaks di Tod Browning del 1932 è uno dei momenti più controversi e tragici della storia di una Hollywood che stava ancora definendo i propri confini morali. La scelta rivoluzionaria fu quella di non usare trucco e protesi, ma chiamare sul set persone con reali disabilità fisiche, tenute nascoste dalla società dell’epoca.
Il colpo di genio dell’opera sta nel ribaltare la prospettiva emotiva, dal momento che Cleopatra ed Ercole rappresentano la perfezione fisica canonica, ma sono moralmente corrotti, mentre la mostruosità degli strambi emerge solo come risposta alla crudeltà dei normali.
Se il racconto di Robbins si focalizzava quasi esclusivamente sulla dinamica fra i tre protagonisti, il film espandeva l’universo narrativo introducendo una miriade di personaggi, come le gemelle siamesi, l’uomo-tronco e le donne-uccello.
Ma la differenza più grande e scioccante sta tutta nel finale. Nel libro, la vendetta di Jacques è psicologica e fine; nel film è corale e chirurgica. I freaks inseguono Cleopatra nel fango durante una tempesta e la mutilano, trasformandola nella donna gallina, senza gambe, con le mani deformate e privata della parola.
Si racconta che lo shock del pubblico fu tale da portare la produzione a tagliare circa trenta minuti di pellicola e, successivamente, ritirarlo dalla distribuzione nei cinema in diversi Paesi, in particolare Gran Bretagna e Germania nazista.

L’AUTORE
Clarence Aaron “Tod” Robbins (1888–1949) è stato uno scrittore statunitense specializzato in narrativa fantastica, horror e poliziesca, noto soprattutto per la sua capacità di mescolare il macabro con una vena di cinismo psicologico.
Fin dai suoi esordi, preferì esplorare la mostruosità insita nell’animo umano piuttosto che nel soprannaturale.
Oltre a Spurs, Robbins scrisse diversi romanzi e antologie che esplorano temi simili: The Unholy Three (1917), da cui furono tratti due film (uno muto nel 1925 e uno sonoro nel 1930), entrambi con Lon Chaney, e The Master of Murder (1933)
Durante la Seconda Guerra Mondiale fu internato in un campo di prigionia dai nazisti, un’esperienza che segnò profondamente i suoi ultimi anni. Morì a Saint-Jean-Cap-Ferrat nel 1949.


