Nel quinto episodio della terza stagione di House of the Dragon, c’è un momento che potrebbe essere passato inosservato a molti spettatori, ma che per i lettori di George R.R. Martin ha un peso enorme: durante una partita a scacchi con Daeron Targaryen, Ormund Hightower menziona Meria Martell, la leggendaria principessa di Dorne conosciuta come il Rospo Giallo.
Un semplice riferimento? Forse. Ma dietro quel nome si nasconde una delle figure più temute e rispettate della storia di Westeros: la donna che resistette ad Aegon il Conquistatore e che, insieme al suo popolo, contribuì alla caduta di Meraxes e alla morte di Rhaenys Targaryen.

Chi era il Rospo Giallo di Dorne?
Meria Martell governava Dorne durante la Conquista di Aegon. Era già anziana quando i Targaryen arrivarono a Westeros con i loro tre draghi (Balerion, Vhagar e Meraxes) convinti di poter piegare facilmente anche il regno meridionale.
Ma Meria non era una sovrana qualunque. Soprannominata il Rospo Giallo per il suo aspetto poco avvenente e il suo carattere duro e ostinato, rispose ad Aegon con una frase entrata nella leggenda:
“Dorne non si piega”
E mantenne la promessa. Mentre gli altri regni cadevano uno dopo l’altro, Dorne rifiutò di sottomettersi, adottando una strategia di guerriglia e resistenza che mise in crisi persino i Targaryen e i loro draghi.
La caduta di Meraxes e la morte di Rhaenys
Ormund Hightower, nel suo dialogo con Daeron, cita Meria Martell come simbolo della resistenza dorniata. Tuttavia, non menziona il dettaglio più tragico e decisivo della sua storia: fu il popolo di Dorne, sotto il governo di Meria, ad abbattere Meraxes.
Durante un assalto a Hellholt, un gigantesco dardo di scorpione (un’arma d’assedio dorniana) colpì Meraxes all’occhio. Il drago precipitò al suolo e, con lui, morì Rhaenys Targaryen, una delle tre teste del drago, sorella e sposa di Aegon il Conquistatore.
Rhaenys non era solo una regina: era una delle figure centrali della dinastia Targaryen, amata dal popolo e considerata la più carismatica tra i tre conquistatori. Fu lei la “madre” della dinastia Targaryen. La sua morte fu un colpo devastante per Aegon e per sua sorella Visenya.

L’ira di Aegon e Visenya
La perdita di Rhaenys scatenò la furia dei Targaryen. Aegon e Visenya reagirono con una campagna di vendetta passata alla storia come la Prima Guerra Dorniana.
Per anni, i due fratelli sorvolarono Dorne con Balerion e Vhagar, incendiando castelli, città e terre agricole. Eppure, nonostante la distruzione, Dorne non si arrese mai.
Meria Martell morì prima della fine del conflitto, ma la sua eredità sopravvisse: Dorne rimase indipendente per quasi due secoli, entrando nei Sette Regni solo molto più tardi, attraverso un matrimonio politico e non con la forza dei draghi.

Perché la menzione di Ormund è importante
Il fatto che Ormund Hightower citi Meria Martell mentre gioca a scacchi con Daeron non è casuale. È un richiamo alla storia di Westeros, ma anche un sottile presagio: i Targaryen non sono invincibili, e persino i draghi possono cadere.
Il silenzio di Ormund sulla morte di Rhaenys e Meraxes rende la scena ancora più interessante. Forse perché quel ricordo è troppo doloroso per essere pronunciato ad alta voce, o forse perché House of the Dragon vuole lasciare agli spettatori più attenti il compito di collegare i puntini.
Una cosa è certa: il Rospo Giallo di Dorne non è solo una figura del passato. È il simbolo eterno di un popolo che ha osato sfidare il fuoco dei draghi e vincere.




