Il terzo, incredibile ed emozionante romanzo di Nino Haratischwili, autrice del best seller L’ottava vita: nella traduzione di Fabio Cremonesi e Francesca Bonomi, la casa editrice Marsilio nel 2024 ha pubblicato La Gatta e il Generale. Haratischwili è capace, ancora una volta, di sconvolgere il lettore con un libro che, sebbene non snello, conquista ed emoziona.

Trama
Alexander Orlov è un giovane di famiglia benestante con una vita che si prospetta rosea. È innamorato di Sonja, che ricambia il suo sentimento nonostante la diversa estrazione sociale e una storia fatta di alcuni alti e bassi. La vita di Orlov cambia quando è chiamato a militare nell’esercito russo durante la prima guerra cecena, combattuta tra il 1994 e il 1996; il giovane Alexander non vedrà la fine della guerra, perché riuscirà a tornare a casa prima, nel 1995, dopo un evento che modificherà per sempre e in modo irrevocabile il corso sua vita e la sua personalità. Gli orrori della guerra cambierebbero chiunque, ma Orlov assiste a brutalità che vanno ciò che l’umano possa riuscire a concepire e liquidare nella semplicistica frase «è la guerra». Non c’è nulla di semplice o di “bellico” in ciò che lui, il suo compagno Alioša, il commilitone Zaika, il colonnello Šuiev e il comandante Petrušëv commettono ai danni di una ragazza cecena di nome Nura.
Da questa vicenda, Orlov diventa il Generale, uno degli uomini più ricchi di Russia, pronto a utilizzare tutto il suo denaro per ottenere e dare finalmente giustizia per ciò a cui ha assistito e di cui si è reso suo malgrado parte durante la guerra. Quella del Generale è una lotta contro persone che giustificano ogni azione, anche la più abietta, con la scusante della guerra, ma è anche una lotta contro se stesso e il suo passato. Il Generale non si è mai perdonato per ciò che ha fatto, specialmente perché quel passato ha dolorosamente bussato alla sua porta diciannove anni dopo colpendo la persona che più amava, sua figlia Ada. Il Generale assolda quindi un gruppo di persone, tra cui la Gatta, soprannome di un’attrice georgiana che vive a Berlino, per mettere in atto un piano incredibilmente elaborato, che ha come fine ultimo la giustizia per Nura.
“Questo ‘buono’ di cui parli continuamente è qualcosa che bisogna prima di tutto potersi permettere. Pensi che saresti così generosa e altruista se non avessi niente da mangiare? Se dovessi lottare per la tua sopravvivenza?”
Recensione
Nino Haratischwili racconta ne La Gatta e il Generale tragiche storie di guerra vicine a noi nel tempo ma davvero troppo poco note e lo fa assumendo ora il punto di vista delle vittime, ora quello di generali impassibili e convinti della legittimità delle proprie azioni. È davvero tutto lecito quando scoppia una guerra o ci sono crimini che vanno oltre? È legittimata la violenza in stato di guerra? È giusto “prevenire” con qualsiasi mezzo un eventuale danno che i nemici potrebbero arrecare? Il Generale, sua figlia Ada e la Gatta sono convinti di no e sono disposti a tutto, davvero tutto, per far valere questa loro idea. La bontà, la giustizia e la moralità non sono beni insindacabili e, anche se non c’è praticamente nulla che possa ripagare certi torti, qualcosa va pur fatto.
Anni fa lessi un romanzo di Nino Haratischwili intitolato L’ottava vita, un’opera monumentale che mi ha lasciato moltissimo, e per questo ho deciso di proseguire la lettura delle sue opere. Tuttavia, La Gatta e il Generale, sebbene mi sia molto piaciuto, non mi ha colpita e coinvolta allo stesso modo. La storia è davvero intrigante, ma stenta a decollare: i tasselli si ricongiungono solo dopo 400 pagine e, anche se ne vale la pena perché quando tutti i nodi vengono al pettine la questione si fa davvero grossa, si tratta di una buona porzione di libro letta senza capire le connessioni tra i personaggi. Le storie dei personaggi infatti si intrecciano: ognuno di loro è indagato alla perfezione, ma talvolta questo scavo risulta superfluo ed eccessivo, specialmente laddove la storia passata del singolo non è utile o pertinente alla trama. Ciò mi ha causato un po’ di confusione, anche se non ha decisamente inficiato il valore di questa lettura che, soprattutto per le sue tematiche mi ha lasciata emotivamente provata. Certe tematiche vanno affrontate con la giusta voce e Haratischwili ha saputo usare il giusto tono e le giuste parole per rendere al meglio il dolore e lo strazio causato da quell’orrore che è la guerra.
Potete trovare il romanzo QUI.
L’autrice
Nino Haratischwili è una scrittrice e drammaturga georgiana, nata a Tbilisi nel 1983. Attualmente vive e lavora ad Amburgo, dove è stata direttrice di un gruppo teatrale tedesco-georgiano e dove ha studiato regia.
Il suo esordio è stato proprio come regista: ha diretto numerose rappresentazioni teatrali in Germania e ha invece debuttato nella narrativa nel 2010 con il romanzo Juja, non disponibile in traduzione italiana. Il grande successo è arrivato per Haratischwili con la pubblicazione nel 2020 del monumentale romanzo L’ottava vita (per Brilka), edito Marsilio (trovate il libro QUI). La stessa casa editrice ha fatto uscire in Italia i successivi romanzi dell’autrice tra cui, oltre La Gatta e il Generale, anche il suo secondo grande successo: La luce che manca, del 2022 (QUI per il romanzo).



