Dopo il successo travolgente di titoli come Una di famiglia e Non mentire, Freida McFadden torna in libreria con L’Inquilina, pubblicato da Newton Compton Editori nella collana Nuova Narrativa Newton, con la traduzione di Carla De Caro.
352 pagine che confermano la macchina narrativa dell’autrice, che dà vita ad un thriller domestico pronto a trasformare la fiducia costruita in casa propria nella minaccia più grande della trama. Inoltre, L’Inquilina è uno dei romanzi più attesi di quest’anno.

Trama
Blake Porter, nonché il nostro protagonista, ha tutto quello che dovrebbe rendere felice un uomo di trent’anni a Manhattan: un lavoro prestigioso, una fidanzata di nome Krista che ama profondamente e un appartamento nell’Upper West Side che è il simbolo tangibile di una vita finalmente assestata.
L’equilibrio si spezza all’improvviso quando un licenziamento con l’accusa di spionaggio industriale gli toglie in un colpo solo stipendio e reputazione e il mutuo di casa diventa una scadenza che incombe mese dopo mese.
La soluzione più ragionevole per affrontare i problemi economici arriva per iniziativa di Krista, ovvero affittare una stanza a uno sconosciuto.
Tra i numerosi candidati poco raccomandabili, come una veggente fuori di testa e un giovane violento, ecco che arriva Whitney, una ragazza gentile, disponibile e apparentemente perfetta.
Ma è proprio quella perfezione senza crepe a insospettire Blake, che giorno dopo giorno vede la propria vita domestica riempirsi di dettagli fuori posto, mentre Krista sembra fidarsi sempre di più dell’inquilina e sempre meno di lui. Tra cereali finiti, flaconi di bagnoschiuma vuoti, frutta marcia ed eruzioni cutanee, Blake scivolerà sempre più in un vortice di insofferenza che giorno dopo giorno lo porterà sull’orlo della follia.
Recensione
Il meccanismo su cui Freida McFadden costruisce L’Inquilina è tanto semplice quanto efficace, non è semplicemente un evento improvviso a rompere la stabilità della coppia, ma un logorio lento, fatto di piccoli segnali che il lettore fatica a interpretare tanto quanto Blake.
Una frase detta nel modo sbagliato, uno sguardo trattenuto un secondo di troppo, è così che il disagio si insinua, goccia dopo goccia, fino a diventare un rumore di fondo impossibile da ignorare.
Il punto di forza del romanzo non è la sorpresa in sé, quanto il modo in cui l’autrice lavora sulla percezione, è la capacità di farci chiedere quanto ci si può fidare della propria casa, della propria compagna, della propria stessa lettura della realtà.
Blake scivola nella paranoia e il lettore con lui, senza mai essere del tutto certo cosa stia vedendo e se ciò che sta vedendo sia reale, con la costante sensazione che le cose siano molto più strne e complesse di come appaiono.
La scelta di raccontare la storia dal punto di vista maschile, insolita per l’autrice, regala al personaggio una vulnerabilità credibile, più vera di quanto ci si aspetterebbe da un thriller costruito su archetipi ormai familiari al genere. Inoltre, L’Inquilina conferma il talento dell’autrice nella costruzione della tensione psicologica.
Lo stile resta quello riconoscibile di McFadden, con capitoli brevi, colpi di scena e tensione che cresce capitolo dopo capitolo senza mai concedere una pausa.
Così come la struttura a più voci, con la seconda parte del libro che ripercorre gli stessi eventi da un’altra prospettiva. Una scelta che può dividere, c’è infatti chi la troverà ridondante, soprattutto se ha già intuito il twist e sente che il meccanismo perde slancio proprio quando dovrebbe accelerare e chi invece, al contrario, apprezzerà proprio questo sguardo multiplo, che restituisce sfumature altrimenti invisibili e aiuta a ricomporre la storia con più consapevolezza.
Resta comunque la prevedibilità di alcuni snodi per chi ha già familiarità con lo stile dell’autrice, un rischio quasi fisiologico quando una formula funziona così bene da diventare riconoscibile.
Il finale ribalta comunque più di una certezza, con quella cura chirurgica nel disseminare indizi che ha reso l’autrice un nome affidabile per chi cerca un thriller domestico capace di tenere compagnia fino all’ultima pagina. E sicuramente, L’Inquilina offre agli amanti del genere un ottimo esempio di intrattenimento coinvolgente.
Conclusioni
L’Inquilina non reinventa la formula che ha reso McFadden un fenomeno globale, ma la applica con grande abilità, trasformando la casa, lo spazio che dovrebbe proteggere, nel luogo dove tutto può essere messo in discussione.
Un romanzo che si divora in un weekend, con qualche prevedibilità di troppo ma con un’atmosfera capace di insinuare il dubbio fino all’ultima riga.
Il libro potete trovarlo qui.
L’Autrice
Freida McFadden è lo pseudonimo di un’autrice statunitense, medico specializzata in lesioni cerebrali. Autrice di numerosi bestseller tradotti in oltre quaranta lingue e venduti in milioni di copie nel mondo, ha vinto l’International Thriller Writer Award for Best Paperback Original e il Goodreads Choice Award for Best Thriller.
Con Newton Compton ha pubblicato, tra gli altri, Una di famiglia, Nella casa dei segreti e Non mentire, oltre naturalmente al romanzo L’Inquilina.



