L’Internato è pubblicato in Italia da Fazi Editore nella collana Darkside, con la traduzone di Sveva Lizza che ha il merito di restituire con efficacia un ritmo serrato e tensione psiologica costante, mantenendo la capacià dell’autore, Sebastian Fitzek, di creare un’amosfera claustrofobica e destabilizzante.
L’Internato è il terzo titolo dell’autore portato da Fazi in Italia, dopo Portami a casa e Mimica, confermando un sodalizio editoriale che costruisce un solido catalogo attorno al thriller psicologico Europeo.

Trama
Till Berkhoff è un padre devastato dalla scomparsa del figlio Max, avvenuta circa un anno prima. Non è mai stato ritrovato il corpo, non esiste alcuna sentenza o alcun reale colpevole per la legge. L’unico uomo che potrebbe essere il responsabile di questa scomparsa o saperne qualcosa è Guido Tramnitz, che si trova rinchiuso in una clinica psichiatrica di massima sicurezza, dopo aver confessato due infanticidi. Till prende, dunque, un’assurda ma in qualche modo del tutto comprensibile decisione per scoprire la verità: farsi internare nella clinica con una falsa identità per avvicinarsi a Tramnitz.
Una scelta che dimostra tutta la disperazione di un genitore che ha perso il proprio figlio e che innesca una discesa sempre più vertiginosa in una realtà in cui lucidità e follia si mescolano e il cui confine diventa quasi invisibile.
Recensione
Ne L’Internato, Fitzek costruisce il romanzo con il suo stile narrativo riconoscibile fatto di capitoli brevi, cambi di prospettiva e rivelazioni ben dosate durante il racconto. Tutti elementi che spingono il lettore a restare incollato alle pagine, grazie a un ritmo serrato, ma intenso che trascina nei panni dei personaggi e apre centinaia di domande e dubbi rispetto a cosa sia reale e cosa frutto di illusione, quasi come una allucinazione. Il protagonista, Till, non è un investigatore, né un eroe o un personaggio con doti straordinarie, ma semplicemente un uomo consumato dall’incertezza, dall’incognita, rispetto a cosa sia successo a suo figlio e dalla determinazione di scoprirlo, ad ogni costo.
La sua ricerca della verità non nasce da un desiderio di giustizia astratto, ma da una necessità quasi disperata di trovare una risposta che gli permetta di continuare a vivere, perché ormai non ha nulla da perdere.
Questo elemento è fondamentale perché trasforma il thriller in qualcosa di più di una semplice caccia al colpevole. La tensione non deriva soltanto dalla domanda “chi è stato?”, ma soprattutto da “fino a dove può spingersi una persona distrutta dal dolore?”.
Man mano che la storia avanza, le figure di Till e Tramnitz tendono a sovrapporsi e confondersi tra di loro. Il lettore perde quella fiducia cieca nel protagonista e inizia a dubitare di tutto.
Ci si troverà a percorrere i corridoi della clinica, ad interagire con i vari pazienti, personaggi enigmatici che si trovano lì per i più disparati motivi, ma che tuttavia vengono poco approfonditi, e a indagare attraverso la lettura insieme a Till.
Non mancano i colpi di scena a rendere ancora più disturbante la complessità psicologica della storia, che nasce da un fatto di cronaca reale avvenuto in Germania e che si presta perfettamente ad un adattamento cinematografico.
Il libro potete trovarlo QUI.
Conclusioni
L’Internato è un thriller cupo, claustrofobico e disturbante, capace di tenere alta l’attenzione grazie ad una costante tensione e ad una costruzione serrata dei capitoli. La sua forza sta nel fare di un trauma personale e intimo un elemento narrativo spietato, ma incredibilmente efficace.
Per chi è già lettore di Fitzek, lo considererete molto probabilmente come il suo romanzo più cupo, mentre per chi si approccia per la prima volta alla sua scrittura sarà sicurmente un’entrata nel mondo dell’autore che desidererete approfondire con altre letture.
Il racconto tuttavia affronta temi molto duri, come la violenza su minori che viene trattata in modo spesso abbastanza esplicito, cosa che potrebbe destabilizzare chi è abituato a thriller più leggeri e meno espliciti.
Si immagina quanto dev’essere orribile fuggire in continuazione da se stessi? Solo per scoprire ancora e ancora che non si può scappare dalla propria anima?”
L’Autore
Sebastian Fitzek nasce il 13 ottobre 1971 a Berlino, in Germania. Prima di dedicarsi alla scrittura lavora come giornalista, redattore e autore per diverse emittenti radiofoniche tedesche. Questa esperienza nel mondo della comunicazione influenzerà il suo stile narrativo, caratterizzato da ritmo serrato e grande capacità di catturare l’attenzione del pubblico.
Esordisce nel 2006 con il romanzo La terapia, che ottiene un enorme successo e lo consacra come una delle voci più importanti del thriller psicologico europeo. Da allora pubblica numerosi bestseller tradotti in decine di lingue e venduti in milioni di copie in tutto il mondo.


