Quando si parla di progetti d’animazione ambientati nella galassia lontana lontana, l’asticella è sempre altissima. The Ninth Jedi (diretto da Kenji Kamiyama) non solo la supera, ma ridefinisce completamente le regole del gioco, offrendo il primo vero anime di Star Wars che unisce maestria visiva, maturità narrativa e un profondo rispetto per il canone.
Visivamente, la serie prodotta da Production I.G è un vero e proprio dipinto in movimento. Il suo stile unico si muove agilmente tra le atmosfere sognanti dello Studio Ghibli, il dinamismo dello Studio MAPPA e le linee taglienti dell’estetica vista in Castlevania. A completare il quadro ci pensano una CGI impeccabile, utilizzata magistralmente per veicoli e navi, e una gestione della luce e delle ombre che conferisce a ogni inquadratura una drammaticità tangibile.
La Trama: Tra Oscurità, Speranza e l’Arte Perduta delle Spade Laser
L’era dei Jedi è ormai tramandata come un eco del passato. Quasi tutti i custodi della pace sono scomparsi, e con loro si è persa l’antica e sacra arte di forgiare le spade laser. La galassia è piombata nel caos, dominata da spietati signori della guerra tra cui spicca il feroce generale mascherato, signore della guerra Nawaam, le cui armate seminano il terrore a un ritmo allarmante.
In questo scenario cupo, il misterioso Margravio Juro lavora nell’ombra per ristabilire l’ordine dei Jedi, sperando che possano riportare pace e giustizia. Al suo fianco si muovono Lha Kara, una giovane dal carattere forte, con obiettivi solidi e una connessione profonda con la Forza, e Dumbai, un ricco mercante che gestisce la libera città-stato di Makoma Ko, un tempo governata da un Jedi.
Ma ciò che rende The Ninth Jedi straordinaria è la sua capacità di bilanciare la grande scala di una minaccia galattica, con Nawaam sospettato di condurre esperimenti pericolosi capaci di distruggere interi pianeti, con una narrazione profondamente intima. Esemplare in questo senso è il rapporto tra Lharkara e Juro, una dinamica di guida e crescita che ricorda i legami padre-figlia che funzionano sempre (come in The Last of Us o in alcune dinamiche viste nella saga come Anakin e Ahsoka), ma con un’anima interamente legata allo spirito di Star Wars.

Personaggi Indimenticabili e Combattimenti di Altissimo
- Margravio Juro, con un character design semplicemente eccezionale, non è solo un mentore saggio a cui Lharkara si affida ciecamente, ma un combattente formidabile che sa sfruttare sia la Forza che le armi tradizionali e il corpo a corpo, ricordando vagamente la versatilità di Obi-Wan Kenobi pur mantenendo un’identità totalmente originale.
- Nawaam indossa un’armatura che fonde l’estetica mandaloriana e quella di Darth Vader con il fascino futurista di un samurai, evitando i cliché grotteschi e risultando magnetico.
- Un ruolo chiave lo gioca anche Lady Taffah, un personaggio femminile dai capelli rosa introdotto nel terzo episodio, che regala uno dei momenti più intimi e intensi svelando dettagli cruciali sul passato di Zhima (il padre di Lha Kara, rinomato armaiolo di spade laser) e sul giorno dell’incidente.
Le spade laser meritano una menzione d’onore. Mai nessun prodotto di Star Wars ha dato così tanta importanza simbolica e narrativa a queste armi. I colori brillano sullo schermo, dal rosso minaccioso al verde della lama di Lharkara, fino al blu di Dumbai e alle suggestive lame d’argento, diventando il vero specchio dell’animo e del cuore di chi le impugna. I combattimenti, coreografati con una cura maniacale, superano per intensità e impatto emotivo molte delle controparti cinematografiche del franchise.

Temi Maturi e uno Sguardo al Futuro
The Ninth Jedi è una serie estremamente matura, capace di smontare ogni pregiudizio sull’animazione considerata per bambini o sui confini narrativi di Star Wars. Elogia la forza della gente comune, come il popolo di Kwana che sceglie di restare unito per aiutarsi a vicenda anziché affidarsi unicamente ai potenti e la serie affronta temi complessi come la redenzione, il peso delle proprie colpe e la gestione delle emozioni.
Nonostante qualche leggera fluttuazione nel ritmo tra la prima e la seconda metà, la serie si muove con un ottimo equilibrio, soprattutto nelle scene più intime dedicate ai personaggi. È un prodotto da vedere assolutamente, che sa far sentire chiaramente la forza di Star Wars e che dimostra come si possano raccontare storie al femminile senza forzature, ma con protagoniste dotate di veri obiettivi e solidità narrativa. Cosa già realizzata e dimostrata all’interno del proprio franchise con Ahsoka, The Ninth Jedi con la propria identità lo riconferma a pieno dando freschezza e mostrando un nuovo affascinante volto della saga.





